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lunedì 23 luglio 2018

POST GERMAN GP / CARO VETTEL, NEMO PROPHETA IN PATRIA!







(23/7/2018) – Non hanno sbagliato  - o hanno sbagliato poco - né Hamilton, né Raikkonen, tutti con qualcosa di importante in ballo (vedi 5° titolo o rinnovo del contratto). Ha sbagliato Vettel, saldamente in testa al Gran Premio di Germania, e che errore! Niente vittoria praticamente sicura, niente leadership della classifica, niente dedica al Presidente Marchionne e soprattutto nessuna scusa. Come ha affermato lui è stato un errore esclusivamente suo, tutto sommato piccolo ma con un impatto pesante, anche se qualcuno lo inquadra come un errore “da principiante” e comincia il ricordo della sequela di “errori” del tedesco che rischiano di inficiare la indiscussa superiorità della SF71-H. Il dritto di Baku, la penalizzazione di Le Castellet… per limitarci a quest’anno. Non è, però, il caso di infierire. Basti pensare, un esempio per tutti, alla uscita di strada di Senna a Montecarlo nel 1988, mentre conduceva con un secolo di vantaggio su Prost. Certo, il boccone è amarissimo da ingoiare soprattutto se si pensa che il diretto rivale Hamilton partiva dalla settima fila e, pur autore di una rimonta strepitosa, non pareva in grado di insidiare la supremazia di entrambe le rosse a Hockenheim. E’ bastata una pioggia leggera – il temporale è arrivato dopo la bandiera a scacchi – per scombinare tutto e trasferire il sorriso dal volto di Arrivabene a sotto i baffoni di Herr Zeitsche al box Mercedes.






COME PATRESE A IMOLA 1983 - Quello che ha colpito, poi, della inopinata uscita di strada di Vettel è la irrefrenabile esultanza di buona parte del pubblico. Un po’ come avvenne al povero Riccardo Patrese quando nel 1983 a Imola, in testa su Brabham, scivolò fuori pista alle Acque Minerali spianando la…pista del successo alla Ferrari di Tambay. Il padovano rimase molto male del trattamento subito dal pubblico italiano che lo aveva immolato senza se e senza ma sull’altare della vittoria dell’inossidabile mito Ferrari. Nemo propheta in Patria, caro Sebastian! Per quanto tedesco – “Sono nato a 50 km da qui, Hockenheim è casa mia”, aveva detto nel week end – la Germania è anche “casa” della Mercedes e la grande e storica scuderia ha i suoi bravi e fieri fans pronti a sostenere lei e il suo pilota di punta, Hamilton. L’inglese, quasi commosso, ha esultato a lungo conscio, oltre che delle sue qualità, che lassù qualcuno lo ama. Ma meno male che non ha detto via radio “Abbiamo vinto a casa sua, ah ah ah”. Sebastian deve imparare ancora un po’ di cose…

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