Translate

mercoledì 4 luglio 2018

HAPPY BIRTHDAY / RENE ARNOUX, 70 ANNI DI PURA PASSIONE



(4/7/2018) -  Buon compleanno a René Arnoux: e sono 70 anni! E’ un vero piacere fare gli auguri al grande pilota francese ex Ferrari, uno tra i più simpatici, disponibili e autenticamente appassionati dell’universo motorsport. Campione di F2 nel 1977, René, come tutti quelli genuinamente animati dal sacro fuoco - nel suo caso -  delle corse, è uno che non conosce mezze misure. Ne sa qualcosa Gilles Villeneuve, co-protagonista del famoso duello di Digione 1979 senza esclusione di colpi. Ne sa qualcosa Alain Prost che al GP di Francia 1982, nonostante l’ordine box della Renault, non si vide lasciare la posizione dall’intransigente compagno di squadra che, alla fine, disse: “Quando uno è in testa con 15 secondi vantaggio, non c’è ordine di scuderia che tenga”.


DALLA RENAULT ALLA FERRARI - Ormai bruciato alla Regie, l’anno dopo passò – con suo sommo gaudio - alla Ferrari. Un amore sviscerato, quello di Arnoux per la Rossa e un rispetto sacrale per il suo mitico patron, Enzo Ferrari. Neanche l’improvviso “licenziamento” a inizio 1985 ha mai rotto questo legame profondo. Lo incontrai a Modena nel 2005 e mi disse: "Fu un addio difficile ma non traumatico. Quando lasciai Modena, piansi: la Ferrari mi era entrata nel cuore, mi trovavo benissimo ed avevo vissuto momenti forti ed intensi. Passai alla Ligier ma fino al 1996 tornavo spesso a Montale dove avevo preso casa. Quella separazione è un problemino davanti a 50 anni di storia e alla vita di un uomo che ha dedicato tutta la sua vita alla comune passione per l'automobilismo: Enzo Ferrari. Qualcuno lo dipinge come un uomo duro, io non posso dirlo”.




Renè nel 2004 con la figlia Manon
ARNOUX E LA F1 DI IERI E DI OGGI - Semmai, ha il grande rammarico di non aver vinto il titolo con l’amata Ferrari: ci andò subito vicino nel 1983 e, nonostante tre vittorie, dovette alzare bandiera bianca solo all’ultimo gran premio in Sudafrica, afflitto da problemi di gomme. Ma la sconfitta ha radici americane: “Avevo una macchina vincente – mi spiegò - ma persi tutto a Detroit. Sapevo che era una gara decisiva ma purtroppo cedette una saldatura di stagno della centralina elettronica che gestiva l'iniezione. Decidemmo di montarla in gara ma forse potevamo aspettare, chissà. Quella saldatura valeva poche lire". Ma Renè è uomo semplice, non è uno che vive di rancori. La sua carriera è nata dalla passione per la meccanica: non aveva un soldo in tasca quando cominciò a lavorare alla Conrero di Moncalieri (TO) elaborando Opel. Un’esperienza che si rivelerà utilissima una volta indossati tuta e casco e che gli farà dire, approdato a Maranello dove la Ferrari costruiva tutto in sede, telai-cambio-motori, “Per me era sempre Natale”. Arnoux non si è mai allontanato dalla Ferrari e da Modena dove ha anche un’attività imprenditoriale: partecipa con grande disponibilità a raduni ufficiali del Cavallino, ritrovi di club, incontri vari. In Svizzera possiede inoltre aziende che producono meccanica di precisione per orologi e in Francia un kartodromo dove è cresciuta la figlia Manon, molto brava al volante. Segue ancora la F1 ma è difficile che lo entusiasmi, i suoi erano davvero altri tempi…


LEGGI ANCHE:

https://motor-chicche.blogspot.com/2013/05/intervista-rene-arnoux-la-f1-oggi-e-un.html

https://magazine.ferrari.com/it/corse/2016/04/29/news/rene_arnoux_torna_alla_ferrari_f1-7141/












































Nessun commento:

Posta un commento