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venerdì 13 luglio 2018

OGGI E' IL CENTENARIO DELLA NASCITA DI ALBERTO ASCARI




(13/7/2018)ALBERTO ASCARI: TODAY IS THE CENTENARY OF BIRTH. Ma cos’altro aggiungere, nel giorno del Centenario della nascita, della vita e delle imprese del grande Alberto Ascari? Delle vittorie sportive di questo campionissimo del volante tutti sanno, con l’accento sul fatto che resta l’ultimo pilota italiano ad aver vinto il campionato mondiale di F1 nel 1953 (bis del 1952). Si sa della predilezione di Enzo Ferrari per il figlio del mitico Antonio Ascari, tanto da affidargli nel 1940, agli albori della carriera, la prima Ferrari, la 815, quando ancora doveva essere denominata Auto Avio Costruzioni in base all’accordo di fuoriuscita dall’Alfa Romeo. Della sua implacabilità, una volta al comando di una gara. Della sua rivalità (correttissima) con un altro asso del tempo, Fangio: “Meglio averlo davanti che alle spalle, non dava tregua” diceva l’argentino. Della sua estrema superstizione. Del suo incidente (non la causa, però) il 26 maggio 1955 a Monza, al volante di una Ferrari 750 Sport, che fece seguito alla caduta in mare a Montecarlo. Ma fuori dalle piste di tutto il mondo, Ascari era un  tranquillo signore milanese, marito di Mietta e padre di Tonino e Patrizia. Ecco, magari è il caso di soffermarsi un attimo sulla milanesità e sul versante familiare del campione. Intervistato alla TV nei giorni successivi il mortale e misterioso incidente, il pilota-amico Luigi Villoresi disse infatti: “Vorrei fosse ricordato l’uomo, il padre di famiglia e marito”, a voler evidenziare anche la dimensione umana di un uomo semplice che per le folle di sportivi e appassionati italiani (e non) era invece un vero e proprio idolo.




LA SUA MILANO. Nato in una casa di Corso Sempione al civico 60, frequentatore di un bar di Via Vercelli, amico fraterno di un altro milanese doc come Luigi Villoresi. Le vacanza al mare, come tanti meneghini, a Santa Margherita Ligure. Una passione “vip” per il golf. Il funerale di Ascari si tenne nella Chiesa di san Carlo, dove si radunò una folla enorme. La salma riposa al Cimitero Monumentale del capoluogo lombardo, affianco a quelle del padre, morto come lui a 36 anni, il giorno 26, in un incidente automobilistico.
Tonino Ascari
LA SUA FAMIGLIA. Nel 1942, appeso temporaneamente il volante al chiodo per il tragico incedere della Guerra, si sposò con la dolce Mietta Tavola, conosciuta nella cerchia di amici con il Gigi nazionale, dalla quale ebbe due figli: Tonino, nato nel 1943, e Patrizia, classe 1946. Un rapporto, con loro, caratterizzato dalla consapevolezza che il pericolo insito nella gare automobilistiche avrebbe potuto privarli della figura paterna.
Quando il padre morì, i bambini, all’oscuro di tutto, furono affidati alla famiglia Lancia - Alberto era passato alla scuderia torinese lasciando la Ferrari - e portati in una villa di Torino dove restarono per due settimane prima di apprendere la triste notizia.
Patrizia Ascari
Tonino, che aveva ben presente la caratura internazionale di cotanto padre, cercò di intraprendere la carriera di pilota, nonostante la delicata avversione della madre: F.3, F. Junior e poi motocross. Ma, lasciata Milano per la più tranquilla e verde Gazzada nel varesino, finì per dedicarsi all’imprenditoria: socio della Hiro, che produceva motori per il motocross, e proprietario di una concessionaria auto. Morì improvvisamente nel 2008, a 66 anni, per problemi cardio-respiratori. Due figlie, Vanessa e Veronica.
La sorella Patrizia, moglie del noto pittore Sandro Somarè, fondatore della Galleria di Milano, si è dedicata alle arti figurative ed è spesso all’estero. Un pronipote, Helio, è un modello e costruisce bici di lusso a New York, le Ascari Bicyles.

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