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lunedì 11 giugno 2018

VETTEL 50, THE CANADIAN HAMMER


(11/6/2018) – Una vittoria, quella di Vettel al GP del Canada, che quasi d’incanto proietta in vetta alla classifica il pilota tedesco al suo 50° centro in carriera, ma soprattutto rilancia un mondo: quello Ferrari. Un successo che davvero ci voleva e che riporta dolcemente alla F1 a sapori antichi. L’ultima affermazione del Cavallino sullo storico tracciato canadese risaliva al 2004 grazie al sette volte campione del mondo Michael Schumacher ma quest’anno ricorre il 40° anniversario della prima vittoria del grande, indimenticabile Gilles Villeneuve che nel 1978, ad anno di distanza dal suo debutto al posto del partente Niki Lauda, si impose sul circuito di casa. Vettel, sempre attento ai corsi e ricorsi storici della F1, ha ricordato questo avvenimento che coinvolge uno dei piloti più amati di Maranello e ha fatto bene. La Ferrari è innovazione e futuro ma anche storia e leggenda, sempre.

HAMILTON DELUSO - Detto questo, il GP del Canada ha quindi un trionfatore (Vettel) e due delusi che per la verità vorrebbero, ma al momento non possono, arrabbiarsi di brutto: Hamilton e Raikkonen. Nel week end di Montreal l’inglese è stato battuto in qualifica e in corsa dal compagno di squadra Bottas, e già questo non può andargli giù. In gara, poi, ha dovuto fare i conti con la potenza altalenante della sua power-unit e accontentarsi del quinto posto, senza la possibilità di poter attaccare a fondo nel finale Ricciardo. Lewis si è lamentato a lungo col muretto, compreso il fatto essere stato chiamato a cambiare le gomme “troppo presto”, e alla fine ha lanciato l’allarme: “Dobbiamo lavorare a testa bassa altrimenti sarà dura battere la Ferrari, perché hanno un pacchetto fortissimo e un’ottima affidabilità”. Delusissimo per un campionato che lo vede sì al vertice, ma in affanno e senza il “passo” per assumere il ruolo a lui congeniale di lepre.


RAIKKONEN SENZA MORDENTE (?) - Un’altra gara grigia per Kimi Raikkonen. Il finlandese è in posizione critica: aumentano le voci relative alla sua sostituzione alla Ferrari e nel contempo le prestazioni non supportano il legittimo desiderio di restare. Ma quanto è colpa sua? A Montreal, Vettel ha indubbiamente goduto del surplus di potenza del motore evoluto montato solo sulla sua monoposto mentre Kimi, rabbuiato e scorbutico con la stampa, ha preferito commentare così: “La gara è stata noiosa e non è successo granché come a Monaco due settimane fa. Ho provato a scavalcare Hamilton dopo il pit-stop, ma non ha funzionato. Poi è stato difficile anche solo avvicinarmi a lui abbastanza da poter aprire il DRS. E’ stata una sorpresa perché su questa pista ti aspetti di vedere diversi sorpasso”. Gli addetti ai lavori, però, fanno il paragone con Verstappen, capace di insidiare fino all’ultimo Bottas, e di Ricciardo. granitico nel difendere la posizione dagli attacchi di Hamilton. Tradotto: il ferrarista non ha mordente (e la classifica Costruttori piange…).

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