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martedì 5 giugno 2018

IN & OUT / GP USA-EST 1983. LA SECONDA VITTORIA DI ALBORETO, L'ULTIMA DELLA TYRRELL

(5/6/2018) – Nessuno poteva dirlo quel giorno, ma il risultato finale del Gran Premio USA-Est a Detroit del 5 giugno 1983, 35 anni fa, doveva segnare due spartiacque: fu la seconda vittoria in F1 del grande Michele Alboreto e definitivo trampolino di lancio dell’italiano verso la Ferrari e sarebbe stata l’ultima vittoria della Tyrrell, il mitico Team inglese, già iridato due volte con Stewart e primo a mettere in pista una monoposto a sei ruote, capitanato dal “boscaiolo” Ken.
LA GARA - Nell’era del progressivo sopravvento dei motori turbo, le prime posizioni in griglia di partenza furono accaparrate in qualifica dalle Ferrari di Arnoux e Tambay, primo e terzo, e dalla Brabham BMW di Nelson Piquet. In gara, però, le cose dovevano cambiare e molto. Un po’ le difficoltà del circuito nord-americano di Detroit fin troppo cittadino e soprattutto diverse carenze in fatto di affidabilità di molti annunciati protagonisti della corsa, rivoluzionarono l’andamento della contesa e l’ordine di arrivo. Già allo start, la rossa di Tambay si piantò clamorosamente, e via via gettarono la spugna De Angelis (Lotus-Renault), Cheever (Renault), Warwick (Toleman-Hart) e pure il favorito Arnoux mentre ebbero problemi vari Surer (Arrows) e un esuberante De Cesaris (Alfa Romeo). Alla fine, dunque, prevalse la regolarità della Tyrrell-Ford Cosworth di Alboreto - bis dopo Las Vegas 1982 - che si impose davanti al campione in carica Rosberg su Williams-Ford e al sornione Watson su Mc Laren.

EPILOGO TYRRELL - Difficile pensare, a quel punto all’inizio della fine della gloriosa storia della Tyrrell. Ma andò così: nonostante l’ingaggio negli anni successivi di nuovi talenti come per esempio Bellof, Alesi (si rivelò a Phoenix 1990), Stefano Modena (prima fila a Monaco nel 1991), De Cesaris, Mika Salo, l’arrivo di un genio della tecnica come Harvey Postlethwaite (ricordate lo spoiler anteriore a forma di ali di gabbiano?), e l’adozione di motori Renault, Honda, Yamaha e Ilmor, la scuderia entrò in crisi di risultati e di finanziamenti. Contestuali problemi di salute del grande Ken – che morirà nel 2001 - lo indussero alla fine a cedere tutto dal 1999 alla neo costituita BAR mettendo la parola fine ad una grande, storica, appassionata avventura nella massima formula.

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