Translate

giovedì 31 maggio 2018

LA STORIA DELL'AUTOMOBILE SOTTO I PORTICI DI MODENA




(31/5/2018) - Il 6 giugno prossimo, e per cinque giorni, parte a Torino la 4^ edizione di Parco Valentino 2018, il Salone dell’Auto all’aperto organizzato da Andrea Levy: annunciati oltre 40 brand espositori, con più di 30 meeting ed eventi dinamici di club e case automobilistiche, 700.000 visitatori attesi, oltre 1000 supercar provenienti da tutta Italia. Nell’attesa, è Modena a fare da “aperitivo” con l’inaugurazione della mostra fotografica “Un percorso nella storia dell’automobile”: una passeggiata del tutto gratuita sotto i Portici del Collegio di via Emilia che, fino al 30 giugno, porterà il pubblico a scoprire, attraverso una serie di 50 pannelli ciascuno dedicato a un Brand, l’evoluzione di un oggetto simbolo della modernità come l’automobile. 132 anni di storia raccontati per ogni Casa automobilistica indicando l'anno di fondazione e accostando l'immagine della prima vettura realizzata a quella dell'ultimo modello in produzione nel 2018.


Si parte dal primo veicolo a tre ruote del 1886 di Mercedes-Benz fino al full electric proposto da Tesla nel 2003. In mezzo una vera e propria rivoluzione culturale e di movimento raccontata da Peugeot (1890), Skoda (1895), Opel (1899), Fiat (1899), Renault (1899), Cadillac (1902), Ford (1903), Rolls Royce (1904), Lancia (1906), Suzuki (1909), AUDI (1909), Alfa Romeo (1910), Chevrolet (1911), Aston Martin (1914), Maserati (1914), BMW (1916), Mitsubishi (1917), Toyota (1933), Jaguar (1935), Volkswagen (1937), Jeep (1941), Ferrari (1947), Porsche (1948), Honda (1948), Land Rover (1948), Lotus (1948), Abarth (1949), SEAT (1950), Subaru (1958), MINI (1959), Lamborghini (1963), McLaren (1964), Dacia (1966), Hyundai (1967), KIA (1971), Infiniti (1989), Lexus (1989), SMART (1998), Pagani (1998).

Dopo i portici di via Po a Torino e l’installazione all’aeroporto internazionale di Caselle, il testimone della cultura automobilistica è dunque passato al cuore della Motor Valley. “A Modena - sottolinea l’assessora Ludovica Carla Ferrari – abbiamo avviato progetti strategici per il settore automotive, per la ricerca e per il turismo stringendo partnership importanti per il programma MASA - Modena Automotive Smart Area - e lavorando insieme per un rafforzamento di Modena Terra di Motori con nuovi eventi di richiamo in progetto per il 2019 per appassionati di motori del passato, del presente e del futuro, che si svolgeranno lungo le strade che videro correre Enzo Ferrari e Tazio Nuvolari”. In attesa dell’appuntamento nel chiostro del Castello Sforzesco di Milano, a ottobre.

martedì 29 maggio 2018

CIAO DANICA, SEI STATA FORTE



(29/5/2018)GOOD BYE DANICA, YOU WERE SO STRONG! Sicuramente sperava in un finale di carriera migliore ad Indianapolis, ma Danica Patrick può attaccare il volante al chiodo con soddisfazione. La 500 Miglia è stata vinta da Will Power – domenica è stata giornata per canguri… - seguito da Ed Carpenter, compagno di squadra della intrepida pilota del Wisconsin finita invece a muro nel corso del 68° giro (in prova aveva staccato invece un ottimo settimo tempo, terza fila). Nulla, comuqnue, capace di poter oscurare quanto fatto vedere nel corso degli anni in cui si è dedicata con coraggio e con passione alle corse. Ha vinto una gara Indy, unica donna a riuscire nell’intento. E’ stata in testa alla 500 Miglia di Indianapolis. Passata alla Nascar, resta storica la pole position alla Daytona 500 del 2013. Con lei, piccola ma di ferro, tutti dovevano fare i conti. All’alba dei suoi 36 anni, aveva annunciato la decisione di dare un taglio alla disciplina che l’aveva assorbita così intensamente con un paio di ultimi acuti, con la pazza maratona di Indianapolis – ci mancava da 7 anni -  nel cuore. “E’ un po’ come tornare a casa”, aveva detto. Archiviata l’esperienza, non è tipo da lacrimoni. Guarda avanti. Si è limitata a dire “Mi mancherete e forse anche io a voi”. Forse è mancata alla F1, forse la Haas poteva offrirle una possibilità ma lì certe abitudini sono dure a morire e alla fine non vuole “rischiare” nessuno. Cosa farà, ora? Non le mancano le possibilità: dai programmi tv alla pubblicità, le porte sono aperte ma sicuramente ha in testa qualcosa di più preciso. Questo che leggete sotto è il suo messaggio finale che, in realtà, è un annuncio di nuovo inizio. Buona fortuna, Danica!
 Racing has been an amazing platform for me, and I’ve loved it, but now it’s time for me to move to my next chapter. I believe I can make a positive impact in other ways, and hopefully be known for achievements beyond racing. I want to inspire people and encourage them to give themselves permission to shoot for something that seems totally beyond their grasp. Maybe one day, there will be people who know me first and foremost as a savvy entrepreneur.”

lunedì 28 maggio 2018

DILEMMA RICCIARDO: FERRARI O...NEWEY?



(28/5/2018) – Non dite che non ve lo aspettavate: il possibile ferrarista Ricciardo ha vinto a Montecarlo seguito da Vettel, Hamilton, Raikkonen, Bottas e Ocon. Le prime sei posizioni, cioè, ricalcano fedelmente quelle registrate in qualifica, ovvero è stata semplicemente rispettata la regola del gran premio più glamour ma anche più standard – eccezioni a parte - della stagione. I piloti, più che tra loro, hanno lottato contro l’usura delle ultra-soft. Rimanere in pista o come, ha maliziosamente sottolineato Hamilton continuare a “girare” senza troppi impeti di gloria, dunque, è stato il loro imperativo. Per questo non è stato possibile insidiare neanche una Red Bull depotenziata e senza una marcia… E vabbè, questa è la F1 attuale e quindi, pensando a ieri, non resta che rallegrarsi con lo spumeggiante Ricciardo che lava l’onta del disastro box del 2016 (pneumatico sparito) e con il consistente Gasly, ottimo settimo: le due note veramente orecchiabili del gran premio.

DILEMMA RICCIARDO: FERRARI O …NEWEY? - L’australiano, in palla fin da giovedì, ha dato l’ennesima lezione di guida e di esperienza al compagno di squadra Verstappen (per quanto in gara autore di grandi sorpassi). Ma credo abbia altresì suonato l’ultimo campanello d’allarme a Marko e Horner del tipo “allora, una buona volta: decidetevi a puntare su di me e potremo ancora dire la nostra per questo mondiale”. Dagli torto… e da quello che ha detto in conferenza stampa in merito al rinnovo del suo contratto in scadenza “ora vogliono concludere subito” probabilmente il messaggio è stato ricevuto. Il pilota di origini italiane ora dovrà decidere e non sarà facile: da un lato pare abbia una opzione con la mitica Ferrari e dall’altro sa che contare su Adrian Newey è un valore aggiunto che nessun’altro ha. Che fare? Magari farà bene ad aspettare la decisione sulla prossima motorizzazione della monoposto di Milton Keynes: Renault o Honda? Il turbo-propulsore francese conoscerà una attesa evoluzione già in Canada e dopo, come pressantemente richiesto dalla Regie, occorrerà firmare o no un nuovo contratto. Honda sta facendo bene sulla Toro Rosso – a proposito, se va via Daniel chi tra Gasly e Sainz prenderebbe il suo posto? – e i rapporti con Renault sono comunque pessimi: cosa decideranno? La stella cometa Ferrari renderà Re Magio il buon siculo-calabrese Ricciardo? Si vedrà. Certo, ieri Raikkonen non ha brillato perché aveva i problemi di tutti gli altri ma parliamoci chiaro: attualmente i piloti in grado di tirare fuori qualcosa di più da una monoposto dell’era ibrida sono Ricciardo (disponibile), Verstappen (blindato) e Alonso (irricevibile). Se invece la Ferrari, qualora chiuda il rapporto con il finlandese che la stampa del suo paese dà già in contatto con Toyota per un clamoroso ritorno ai rally - vorrà puntare sul talento degli emergenti dovrà guardare verso Leclerc (azzardo) e soprattutto Antonio Giovinazzi (pronto) la cui panchina comincia davvero a scottare.

venerdì 25 maggio 2018

LECLERC RACCONTA LA SUA MONTECARLO





(25/5/2018) – LECLERC TELLS HIS MONTECARLO. Per Charles Leclerc la prima volta del Gran Premio di Montecarlo di F1 è qualcosa di più di un nuovo appuntamento di gara. Reduce da due piazzamenti consecutivi a Barcellona e a Baku, dopo un’inizio campionato difficile, le aspettative sul giovane talento in odore di Ferrari si sono alzate e, con esse, la pressione. Ma soprattutto Montecarlo è la città natale, diremmo fatale, di Charles e ovviamente questo ha un suo peso intimo e lui non lo nasconde: “Sono molto emozionato: – dice – attendevo questo momento fin da bambino. Guardavo la F1 e sognavo di farne parte. Il giorno fortunatamente è arrivato ed è ancora più bello davanti alla famiglia e agli amici”. Non si è abbattuto quando non riusciva a scaricare il suo potenziale, non si esalta ora che ha preso confidenza con la migliorata Alfa Romeo Sauber. “Non sappiamo cosa attenderci qui a Monaco, meglio tenere basse le aspettative – dice cautamente -  Speriamo comunque di ottenere un buon risultato”. E qui, ovviamente, ci spera molto. Un risultato positivo potrebbe davvero aprirgli prospettive molto interessanti visto che già si comincia a parlare della riconferma o meno di Raikkonen in Ferrari, la sua meta suprema ma anche quella di Ricciardo! Leclerc, sebbene rookie e solo 20 anni, è la star del Gran Premio e l’Alfa Romeo gli ha affidato una Stelvio Quadrifoglio per una ricognizione del celebre circuito.

Ecco il racconto video del suo legame con il leggendario tracciato cittadino.



TIME ATTACK ITALIA, A MONZA IL PRIMO ROUND



(25/5/2018) - Il Tempio della Velocità ospiterà la prima sfida del campionato 2018 dedicato agli appassionati di tuning. Domenica 27 maggio si terrà infatti al Monza Eni Circuit la prima tappa del campionato Time Attack Italia, una competizione tra vetture di derivazione stradale con meccaniche e aerodinamiche perfezionate da appassionati di motori. Nata in Giappone a metà degli anni ‘60 questa disciplina ha trovato spazio anche in Italia sulla base dell’idea di condividere la passione per i motori, misurandosi in pista con varie tipologie di auto. Ingresso libero per il pubblico con parcheggi interni a pagamento (auto a 10 euro, moto a 5 euro).


Il regolamento tecnico prevede vetture derivate dalla produzione di serie ma con diversi livelli di elaborazione. Le auto possono disporre di motori aspirati o turbo, trazione anteriore, posteriore o integrale, pneumatici semislick o slick, assetti modificati e appendici aerodinamiche. Le classi principali sono Street, Pro, Pocket Rocket, Super 2000 ed Extreme che, da sole, raccolgono centinaia di iscritti garantendo schieramenti ampi e combattuti. Nel 2017 il titolo assoluto è andato ad Andrea Gazzetti su Lotus Exige Cup, davanti a Serse Zeli (Mitsubishi Lancer Evo X) e Roberto Romani (BMW M3 E46). Presente anche una divisione per modelli storici che lo scorso anno ha visto imporsi Kabir Bonavetti su Alfa Romeo 75.

Dopo Monza, seguirà la tappa di Adria il 23 giugno con una suggestiva sfida in notturna che sarà replicata a Misano Adriatico il 4 agosto. Da qui, scatterà il rush finale: si va ad Imola il 2 settembre, a Franciacorta il 7 ottobre, mentre la chiusura è in programma per l'11 novembre al Mugello.

giovedì 24 maggio 2018

KING GRAHAM HILL, SOLO SENNA MEGLIO DI LUI A MONTECARLO


(24/5/2018)Vincere a Montecarlo può equivalere a glorificare e/o salvare una stagione. Beh, Graham Hill lì ha costruito molta parte della sua leggenda, a partire dalla prima delle sue cinque vittorie, nel GP di Monaco 1963, 55 anni fa.

Un record isolato che ha resistito fino al 1993 quando un altro superbo interprete del toboga monegasco, Ayrton Senna, lo ha strappato all’intrepido inglese il brasiliano ne è tuttora titolare - e poi agli attacchi del cannibale Schumacher, anch'egli arrestatosi a 5 centri. Grazie ai successi a Montecarlo (oltre ai titoli mondiali conquistati nel 1962 e 1968), Graham Hill è anche Triple Crown avendo vinto inoltre a Indianapolis (1966) e alla 24 Ore di Le Mans (1972): un palmares incredibile che la dice lunga sulla versatilità di questo pilota tra gentleman e fuoriclasse, ma soprattutto grande appassionato e amante dei motori.
LA RESA DEL 1975 - Nel 1963, vinse a Montecarlo al volante della BRM numero 6 davanti al compagno di squadra Richie Ghinter e a Bruce Mc Laren (Cooper Climax) e a Surtees (Ferrari); il pole man Jim Clark ruppe il cambio. Con la stessa Casa, Hill si ripetè nel 1964 e 1965. Pausa di tre anni e di nuovo sul gradino più alto del podio nel 1968 e 1969, questa volta su Lotus.

Curioso notare come proprio sul “suo” circuito preferito nel 1975 Hill mancò addirittura la qualificazione al volante della “sua” monoposto. Quell’evento negativo, lo indusse al ritiro immediato a ormai 45 anni. Pochi mesi e sarebbe morto in un incidente aereo.

giovedì 10 maggio 2018

ANNIVERSARY / VENTI ANNI FA LA MORTE DI CESARE PERDISA, IL PILOTA VIVEUR AMATO DA FERRARI


(10/5/2018) – Venti anni fa, il 10 maggio 1998, moriva all’età di 65 anni Cesare Perdisa, di Bologna, una carriera breve ma significativa in F1. Nonostante la famiglia – il padre Luigi fondò la fiorente impresa editoriale Calderini Edagricole poi gestita da Cesare - non vedesse di buon occhio il suo impegno nelle corse, il rampante figlio esordì positivamente nel 1954 con una Maserati A6GCS (Imola e Coppa d’Oro di Siracusa), tanto da debuttare in F1 sempre col Tridente, al volante della mitica 250F, a soli 22 anni, già nel 1955 al GP di Monaco conquistando un brillante terzo posto insieme a Behra. I successi non mancarono: fu primo nelle gare internazionali non titolate di Bari e al GP Shell di Imola e si distinse alla 1000 Miglia e in altre corse stradali allora in voga. Partecipò alla tragica 24 Ore di Le Mans. Il livello rimase alto anche nel 1956: terzo in Belgio (volante condiviso con Stirling Moss) e quinto in Francia; solo un incidente in prova in Germania, per evitare un poliziotto entrato in pista, arrestò  il suo trend ascendente.
PILOTA DELLA FERRARI - Nel 1957, coronò comunque il sogno di guidare la Ferrari – il Drake apprezzava il suo slancio genuino, Forghieri lo stimava moltissimo - piazzandosi bene in Argentina e rivestendo il ruolo di pilota di riserva del Cavallino alla 1000 Km di Buenos Aires. La tragedia che coinvolse l’amico Castellotti mentre lui era impegnato alla 12 Ore di Sebring colpì profondamente Perdisa e incentivò la spinta della famiglia affinchè il promettente pilota emiliano abbandonasse definitivamente, dopo una gara a Cuba, la sua passione e il rischio per dedicarsi all’impresa editoriale.  Riposa presso la tomba di famiglia a Godo, in provincia di Ravenna.




mercoledì 9 maggio 2018

GILLES VILLENEUVE, LA MOSTRA: I MITI NON MUOIONO MAI

Gilles Villeneuve - Foto Ercole Colombo

(9/5/2018) GILLES VILLENEUVE'S EXHIBITION. Sono i giorni di Gilles Villeneuve: l’8 maggio 1982 il pilota della Ferrari volava via per sempre a Zolder ma la sua stella non si è mai oscurata. Fino al 22 luglio, il Monza Eni Circuit – Museo Autodromo ospita la mostra “Gilles Villeneuve. Il mito che non muore, che ripercorre la storia umana e sportiva di uno dei piloti più amati dagli appassionati. La rassegna, curata da Giorgio Terruzzi ed Ercole Colombo, organizzata e prodotta da ViDi, in collaborazione con Autodromo Nazionale Monza SIAS SpA, Automobile Club Milano e il Museo Gilles Villeneuve di Berthierville, con il patrocinio del Comune di Monza e la Reggia di Monza, presenta oltre 170 fotografie di Ercole Colombo, mitico fotoreporter della F1. Orari: giovedì e venerdì: 10-13; 14-18. sabato e domenica: 10-19. Lunedì, martedì e mercoledì chiuso. Biglietti: Intero: 9 Euro. Ridotto: 7 Euro.
LE IMPRESE DELL’AVIATORE - Fino al 3 giugno sarà possibile ammirare la Ferrari 312 T4, proveniente dalle Cantine Giacobazzi, storico sponsor personale di Gilles fin dagli albori del suo inaspettato sbarco a Maranello. La monoposto è la stessa protagonista dell’indimenticabile duello a ruote fumanti con la Renault di René Arnoux sul circuito di Digione nel 1979; Gilles conquistò quell’anno tre gran premi, a Kyalami in Sudafrica e a Long Beach e Watkins Glen. La rassegna è arricchita da alcune immagini provenienti dal Museo Villeneuve di Berthierville in Canada, da un video realizzato per l’occasione con una testimonianza di Mauro Forghieri, oltre che da una sezione con altri oggetti e memorabilia legati al mito di Villeneuve. Il percorso espositivo segue un doppio canale, in cui alle immagini di Colombo fanno da contrappunto i testi di Terruzzi che racconta la vita di Gilles dal 1950, anno della sua nascita, mentre la mostra raccoglie le immagini più significative e inedite di una carriera sfolgorante: dai clamorosi incidenti che portarono al soprannome ‘Aviatore’, alla prima vittoria ottenuta sul circuito di casa a Montreal nel 1978, al duello epico con René Arnoux. Sorpassi, azzardi, sbandate che fecero nascere tra i ferraristi quella “Febbre Villeneuve” che ancora permane.

DA GILLES A JACQUES - La mostra prosegue con la ricostruzione del funesto 1982, dalla lite in pista e fuori con il compagno di squadra Didier Pironi al Gran Premio di San Marino, fino al tragico incidente di Zolder. Ma c’è anche una sala dedicata alla…continuità: al figlio Jacques, autore di uno storico tris di vittorie: il campionato Cart americano, la 500 miglia di Indianapolis e il campionato del mondo di F1, nel 1997, al termine del quale disse “Credo che papà sarebbe orgoglioso di me”. La rassegna presenta infine una sezione inedita che ospita una fedele ricostruzione del contesto di vita professionale di Villeneuve, con i bolidi di F1 e la curva di un circuito, interamente costruiti in mattoncini Lego®, che si lega in un ideale gemellaggio con la rassegna Star Wars is back!, in corso fino al 30 settembre a Villa Mirabello.

lunedì 7 maggio 2018

FLASHBACK / GP MONACO 1978. LA PRIMA VITTORIA DI PATRICK DEPAILLER


(7/5/2018) – FIRST VICTORY OF PATRICK DEPAILLER. Alla quinta stagione completa in F1 e dopo 68 gran premi disputati, finalmente il 7 maggio 1978 venne il gran giorno di Patrick Depailler. Il pilota francese colse infatti la prima vittoria della carriera in occasione della gara più prestigiosa, quasi in casa: Montecarlo. Per la gioia sua e del suo mentore Ken Tyrrell che dal 1974 aveva puntato su di lui, fresco campione europeo di F2, e sullo spericolato Scheckter per il dopo Stewart – Cevert. In quella stagione, 40 anni fa, la scuderia inglese aveva abiurato l’avveniristica 6 ruote dopo due campionati in cui la soluzione, sostanzialmente, non avevano dato i vantaggi sperati e che, anzi, aveva fatto “scappare” verso altri lidi lo stesso pilota sudafricano e poi Ronnie Peterson. La Tyrrell 008 di quell’anno era una monoposto nuovamente assai convenzionale, lontana anni luce dall’adozione delle wings in grado di garantire l’effetto suolo che la Lotus aveva affermato. Sulle stradine del Principato monegasco, Depailler compì comunque l’impresa ma quella fu l’unica vittoria – suo compagno di squadra era il giovanissimo Pironi – del Team che l’anno seguente avrebbe seguito l’evoluzione dei dettami tecnici della massima formula senza peraltro arrestare il suo trend discendente.

LA GARA – Il pilota francese di Clermond Ferrand aveva comunque cominciato molto bene la stagione: nelle prime quattro gare prima dell’appuntamento sulla Costa Azzurra era salito tre volte sul podio: terzo in Argentina, secondo in Sudafrica e di nuovo terzo a Long Beach proponendosi in lizza per il titolo. A Montecarlo fu quinto in qualifica e in gara seppe sfruttare convenientemente, dopo una buona partenza, i guai degli altri. Subito attardati Hunt e Reutemann, Depailler guadagnò la testa grazie ad un “lungo” della Brabham di Watson né venne insidiato da Lauda e Andretti costretti a soste ai box mentre Gilles Villeneuve finì sui guard-rails del tunnel. Nonostante le rimonte di Lauda (2°) e Watson con Scheckter alla fine 3°, la vittoria non sfuggì. Ironia della sorte, l’apoteosi segnò l’inizio della crisi. Nella restante parte di campionato, Depailler andò a punti solo altre tre volte, tra cui un secondo posto in Austria, finendo quinto in classifica generale. Come detto, l’era delle wing-car impose al Boscaiolo l’adesione ai nuovi canoni tecnici imperanti senza tuttavia riuscire ad imporsi al top. Patrick, però, guardò avanti: alla Ligier nel 1979 e, dopo l’incidente in deltaplano, all’Alfa Romeo nel 1980…

venerdì 4 maggio 2018

TROFEO BANDINI E MINARDI DAY, WEEK END A TUTTO MOTORI

(4/5/2018) – La passione per i motori, questo fine settimana, si trasferisce sull’asse Imola-Brisighella. Tra i programmi di Minardi Day e Trofeo Bandini, c’è di che soddisfare le proprie aspettative. Il filo comune che lega i due eventi è Valtteri Bottas, lo sfortunato pilota Mercedes protagonista involontario della beffa di Baku: sabato 5 maggio il finlandese dalle 14 alle 15 firmerà prima autografi al circuito Enzo e Dino Ferrari, dove il suo DT Aldo Costa si calerà al volante della freccia d’argento W04 del 2013 per una esibizione, per poi recarsi nella piazza principale di Faenza e guidare a sua volta la Mercedes W07 campione del mondo 2016 verso Brisighella dove, presso l’Anfiteatro, alle ore 18 riceverà il prestigioso premio intitolato a Lorenzo Bandini, giunto alla 25^ edizione. A Brisighella già dalle ore 14 si terranno esibizioni e sfilate celebrative; alle ore 16.15 una monoposto M4Electro del Mahindra Racing di Formula E, guidata da Nick Heidfeld, si esibirà tra le strade del borgo medioevale e successivamente Il Team Principal Dilbagh Gill e lo stesso pilota tedesco riceveranno un riconoscimento da parte degli Organizzatori. Fra i premiati, gli ingegneri Aldo Costa, progettista delle F1 Campione del mondo, e Riccardo  Mosconi, Ingegnere di Pista di Lewis Hamilton; uno speciale ed esclusivo Trofeo verrà consegnato al Presidente ACI e Vicepresidente FIA, Ing Angelo Sticchi Damiani. ECCO IL PROGRAMMA DI BRISIGHELLA

  • ORE 14.00 – 16.00 ARRIVO AUTO STORICHE PIAZZALE STAZIONE
  • ORE 16.15 ESIBIZIONE IN CENTRO STORICO DI BRISIGHELLA AUTO F.E TEAM MAHINDRA GUIDATA DAL PILOTA NICK HEIDFELD
  • ORE 16.30 PARTENZA DALLA PIAZZA DEL POPOLO DI FAENZA PER BRISIGHELLA F.1 MERCEDES 2016 GUIDATA DA VALTTERI BOTTAS
  • ORE 17 .00 PRESENTAZIONE DEI PILOTI IN PIAZZA CARDUCCI
  • ORE 17.20 PREMIAZIONE  PRESIDENTE ACI ITALIA ANGELO STICCHI DAMIANI
  • ORE 18 .10 ANFITEATRO VIA SPADA CERIMONIA XXV EDIZIONE TROFEO LORENZO BANDINI




MINARDI DAY - Si annunciano due giorni di passione intensa anche in occasione della terza edizione dell’Historic Minardi Day. A Imola, dalle 9.00 di domani fino alle ore 18.30 di domenica, gireranno Formula 1, Formula 2, F3000, Gran Turismo e Prototipi delle principali Case costruttrici tra le quali Abarth, Alfa Romeo, Aston Martin, BMW, Caterham, Lamborghini, Lavaggi, Lotus e Lucchini, mitiche F. Italia e F. Abarth fino alla Formula E, con la presenza dell’ex-pilota di F1 Nick Heidfeld e della Mahindra nella giornata di domenica. In pista ci saranno  Ferrari, Benetton, Jordan, Arrows, Tecno, Fittipaldi, Fondmetal, Dallara, Osella, Toro Rosso e, naturalmente, le Minardi, dalla M185, del debutto nel Gran Premio del Brasile 1985 con Pierluigi Martini fino alle discendenti M186, M189, M193 e PS04. Tanti gli ospiti attesi: Alessandro Nannini, Pierluigi Martini, Gianni Morbidelli, Paolo Barilla, Jarno Trulli, Luca Badoer, Tarso Marques, Luis Perez Sala, Roberto Moreno, Giovanni Lavaggi, Aldo Costa, Gabriele Tredozi, Mauro Forghieri, Riccardo Patrese, Emanuele Pirro, Gabriele Tarquini, Alex Caffi, Matteo Bobbi, Carlo Facetti, Nick Heidfeld, Roberto Farneti, Miguel Angel Guerra e il giovanissimo kartista Andrea Kimi Antonelli che si dice nelle mire di Toto Wolff. Piloti non professionisti ed appassionati potranno partecipare con la propria vettura nei turni dedicati ai Club (4 per ogni giornata), grazie alla nuova formula “Scendi in pista” (previa iscrizione tramite il sito MinardiDay.it o direttamente in autodromo); oppure provare l’ebbrezza di un giro di pista a bordo della biposto “FA1x2 seater” da 550 cv, guidata da Gabriele Lancieri e Sergio Campana, e di meravigliose Supercar, con alla guida un pilota professionista. E’ inoltre previsto un intenso programma di presentazioni e workshop presso la Sala Conferenze “Ayrton Senna” insieme ai giornalisti Pino Allievi e Mario Donnini, all’ingegnere Mauro Forghieri, alla Scuderia Tazio Nuvolari e al pilota Siegfried Stohr che si esibirà in uno strabiliante spettacolo “Piloti d’altri tempi” presso la Sala Briefing




martedì 1 maggio 2018

AZERBAIJAN GP / LO STRANO CASO DI ROMAIN GROSJEAN


(1/5/2018) – BAKU: ROMAIN GROSJEAN, A QUEER CASE. Da qualche tempo, e di nuovo in questo ultimo periodo, il nome di Romain Grosjean è accostato a quello della Ferrari in vista di un possibile avvicendamento sulla monoposto ora di Kimi Raikkonen. Tuttavia, l’ultimo imbarazzante incidente in Azerbaijan del quale è stato protagonista il francese nato 32 anni fa a Ginevra, desta qualche perplessità sulla solidità complessiva delle qualità di questo pilota che indubbiamente possiede talento. Ma per quanto sarebbe ingiusto soffermarsi sull’ultimo incredibile inconveniente patito a Baku – è finito a muro durante i giri dietro la Safety Car, lui dice per aver inavvertitamente toccato un pulsante che ha sbilanciato la vettura, perdendo un possibile terzo posto – sono ora da considerare altri errori marchiani e atteggiamenti negativi che possono indicare un persistente disagio nell’approccio complessivo alla guida. Tornano alla mente l’incidente a Spa 2012, quando piombò a volo rado sui poveri Alonso e Hamilton, che gli costò un GP di squalifica a Monza – in quell’anno Mark Webber lo ribattezzò “il folle del primo giro” – o il pericolosissimo tamponamento a Ricciardo a Montecarlo 2013. Poi tanti piccoli grandi errori di nervosismo che hanno fatto sfumare buoni tempi di qualifica o preziosi piazzamenti. Ma quello che fa riflettere è, per esempio, l’acquaplaning del quale fu unica e polemica vittima nel corso delle prove bagnate del GP d’Italia a Monza 2017.


CAMPIONE O BRAVO PILOTA? - Sottolineo: chi più, chi meno, nessuno è stato esente da pecche anche marchiane nel corso delle proprie carriere e Romain può a giusta ragione essere orgoglioso e vantare i suoi titoli, dalla F. Renault alla Euro Series F3 (2007), dalla GP 2 e GP 2 Asia (2008), alla Auto GP (2009). Solo che dopo 7 stagioni complete in F1 – esordio in Renault al GP d’Europa 2009, al posto del giubilato Piquet jr – 126 gran premi disputati tra Renault, Lotus e Haas e 10 podi, da uno come lui non ci si aspettano più delle simili “cavolate”, direbbe Marchionne. Da uno notoriamente veloce e con un indiscutibile bagaglio d’esperienza è invece lecito pretendere massima concretezza e inoltre, contrariamente a quanto evidenziato l’anno scorso in preda ai guai all’impianto frenante, calma, razionalità e autorevolezza nell’aiutare la squadra a superare le problematiche. E’ questo quello che distingue un campione carismatico da un bravo pilota.