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lunedì 30 aprile 2018

GP AZERBAIJAN. HAMILTON VINCITOR SORNIONE. FERRARI, GIA’ SINDROME NEGATIVA? VERSTAPPEN-RICCIARDO: IL VERO COLPEVOLE E’ IL MURETTO RED BULL



(30/4/2018) – AZERBAIJAN GP ANALYSIS. E due. In Azerbaijan la Ferrari, la monoposto più competitiva in questo avvio di stagione, ha gettato alle ortiche la seconda possibile, anzi quasi certa vittoria dopo il flop in Cina. Pole position di Vettel sia a Shanghai che a Baku ma se nel primo caso ci aveva pensato il solito Verstappen (oltre a noie alle gomme) a mettere fuori causa il tedesco, ieri Sebastian ha perso tutto ad una manciata di chilometri dalla fine fallendo l’attacco decisivo a Bottas. La frenatona con relativo spiattellamento gli è costata due posizioni a favore di Raikkonen e di Perez nonchè la mancata soddisfazione, almeno, del podio. “C’era la possibilità e ci ho provato”, ha detto il pilota del Cavallino che ha ceduto la leadership di campionato al vincitor sornione Hamilton. Che dire? Vettel ha guidato e sta guidando ottimamente ma, come gli accade spesso, a volte non pondera fino in fondo l’economia delle sue azioni. Forse viene fuori quel suo “carattere emozionale” e un po’ “meridionale” che il Presidente Marchionne aveva messo in evidenza in sede di considerazioni finali dello scorso campionato (ricordate proprio a Baku la ruotata malandrina ad Hamilton che gli costò la vittoria?). Ma il problema non è del singolo, le corse possono essere così e d’altronde anche nel 2017 il GP di Azerbaijan era stato assai pirotecnico. Il fatto è che la Ferrari, per quanto il secondo posto di Raikkonen vada accolto con molto favore, sembra già nel pieno di quella sua sorta di sindrome negativa in cui spesso ricade nelle seconde parti di campionato. Come dimenticare certi acuti maranelliani come per esempio le “notti tragiche” di Singapore 2017 (scontro Seb-Kimi in partenza e bye-bye campionato) o peggio di Abu Dhabi 2010 (Alonso piantato dietro Petrov), se non proprio Singapore 2009 (Massa fermo in corsia box col tubo di rifornimento). Insomma, quando sembra o deve andare tutto liscio, ecco che capita il patatrac, l’imprevisto, l’errore marchiano, l’incidente. E si deve ricucire, rincorrere, ricominciare daccapo. Col fiatone. Serve dunque grande calma e forza psicologica ma a questo punto…anche uno stregone anti voodo!


RED BULL CRASH! - Nel dare una pacca sulla spalla allo sfortunatissimo Bottas, l’analisi del Gran Premio di Azerbaijan non può non prendere in considerazione l’incidente tra Verstappen e Ricciardo. Giro dopo giro, con le Red Bull dei due galli sempre vicine, era veramente difficile, in un circuito come quello azero, non pensare che sarebbe andata a finire più o meno proprio come è effettivamente andata a finire. Evidentemente non lo pensava così Chris Horner che dal muretto ha lasciato fare. Ma si è sbagliato. Infatti, una volta che Ricciardo è riuscito a divincolarsi dalla marcatura dello scomodo compagno di squadra ha immediatamente preso un certo vantaggio, a dimostrazione che ne aveva di più. Messaggio non recepito dal box. Dopo il pit-stop, ritrovarsi dietro l’olandese ha innescato l’imbarazzante incidente sul rettilineo di partenza. Anche qui, che dire? Verstappen sotto attacco continua a chiudere porte a destra a e sinistra infrangendo il regolamento e creando parecchi pericoli (in Ungheria con Raikkonen fece la stessa cosa) ma a quanto pare a Charlie Whiting che continua a dire “la sicurezza prima di tutto” questo non interessa. Mah! Alla Red Bull sono recidivi: in Turchia Vettel e Webber si misero fuori gioco allo stesso modo! Contenti loro…

venerdì 27 aprile 2018

1 MAGGIO, AYRTON DAY A IMOLA


(27/4/2018) – Fine aprile, inizio maggio: arrivano i giorni di Ayrton Senna. Sono trascorsi 24 anni dal fatale incidente a Imola del campione brasiliano ma il suo ricordo non scolorisce e quella data è diventata occasione di incontro. All’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, martedì 1 maggio, si celebra l’”Ayrton day” organizzato da IF Imola Faenza Tourism Company, in collaborazione con la Cooperativa Bacchilega Editore. Nell’area della fatale curva del Tamburello verrà celebrata una Messa mentre presso la Terrazza del Museo 'Checco Costa' si terrà un incontro pubblico alla presenza di alcuni protagonisti della Formula 1 di quel tempo, come Giancarlo Minardi e il pilota Pierluigi Martini. Nell’occasione è annunciata la presenza degli autori del libro 'Nel regno di Ayrton - La F1 ai tempi di Senna' (Bacchilega Editore) nel quale Giuseppe Annese, Marco Serena e Giovanni Talli, grandi appassionati, ripercorrono le stagioni di F1 dal 1983 al 1995 caratterizzate dall'ascesa e  dalla tragica scomparsa dell’asso paulista.
NEL 2019 SARANNO 25 ANNI - Ma già si pensa alle celebrazioni dell’anno prossimo, a 25 anni di distanza dall’incidente mortale. Si comincia già da settembre prossimo, fino a tutto il 2019, con una mostra dedicata che inaugurerà la nuova sezione multimediale del Museo Checco Costa all’interno dell’Autodromo romagnolo. L’evento è stato presentato dalla società di promo-commercializzazione IF Imola Faenza Tourism Company in occasione della fiera turistica WTM Latin America proprio a San Paolo. Sarà ricostruita la storia di Aytron Senna e il suo rapporto con Imola dove, a partire dal 1984, disputò 11 Gran Premi di San Marino tra cui quello del 1988 che segnò la sua prima vittoria al volante della Mc Laren, scuderia con la quale avrebbe conquistato ben tre titoli mondiali e l’appellativo di Magic.

mercoledì 25 aprile 2018

UN GRAN PREMIO DI F1 A ROMA, LA FORMULA E DIMOSTRA CHE SI PUO’



(25/4/2018) ROME F1 GRAND PRIX: YES IT'S POSSIBLE. Il grande successo dell’e-prix di Roma, con 30mila spettatori assiepati con interesse e passione sulle tribune dell’EUR per seguire le monoposto elettriche della Formula E, ripropone con forza il fascino e l’opportunità di una candidatura della città eterna ad ospitare un Gran Premio di F1. Monza è Monza, ma se le croniche nubi che si addensano sull’organizzazione della gara brianzola non si diraderanno una buona volta – il contratto scade il prossimo anno - Roma ha dimostrato di poter subentrare con il suo indubbio carico di attrattività e di affari. Due gare in Italia? Beh, se Liberty Media sta pensando ad un secondo gran premio in America non si vede perché, laddove ci fossero (e direi proprio che ci sono) tutte le utilità del caso, non si potrebbe inserire in calendario un doppio appuntamento italiano. Superfluo aggiungere che la Capitale offre tutto quanto necessario in fatto di logistica e ospitalità, oltre al naturale, eccezionale, unico palcoscenico che la Città Eterna è in grado di proporre agli sponsors. 
Test Ferrari 1975 (foto by vallelunga.it)
Il circuito? Il tracciato cittadino è sicuramente da prediligere e l’EUR può certamente fare al caso ma non è da sottovalutare nemmeno Vallelunga, omologata per ospitare la F1, che è storia del Motorsport ed è Centro Federale dell’ACI del potente uomo FIA Angelo Sticchi Damiani. Lì si sono svezzati tanti piloti italiani, anche grazie alla Scuola di Henry Morrogh, e lì si sono effettuate tante gare di F2 e di F3 animate dalla migliore generazione di talenti (epici i sorpassi al tornantino!) degli anni ’70 e ‘80. La F1 vi ha corso fuori campionato nel 1963 e nel 1972 e spesso il circuito capitolino è stato scelto dai Team  per i test invernali, per esempio nel 1977, quando scese in pista il fresco pilota Brabham Niki Lauda appena “divorziato” dalla Ferrari. A Vallelunga il Cavallino è sceso spesso, tra test, anche Driver Academy, e Finali Mondiali. (P.S. Dal 2013 è di scena  con successo anche il Rally di Roma Capitale, valido per i campionato Europeo e italiano).

IL TENTATIVO DI FLAMMINI - Ma il legame tra Roma, l’automobilismo e la F1 affonda le sue radici in epoche più lontane. In principio, 1925, fu una gara presso l’aeroporto dell’Urbe; poi corse sul litorale di Ostia nel 1939 e nel 1954 e nel 1947 alle Terme di Caracalla la Ferrari vinse la prima gara della sua gloriosa storia. Un suggello che da solo vale un milione di spot pubblicitari. Quando Monza nel 1978 entrò in crisi per l’incidente mortale di Peterson, l’idea e il desiderio di portare il Circus a Roma tornò a galla, con il probante benestare di Enzo Ferrari, dolcemente memore delle felici vibrazioni interiori del primo successo della sua 125 S. La spuntò Imola, che fu GP d’Italia solo nel 1980 e poi GP di San Marino, ma continuò a coltivare il progetto un pilota molto considerato dal Drake, Maurizio Flammini. Romano de Roma, Flammini individuò per primo la location dell’EUR che, in qualche modo, poteva ovviare alle insite polemiche e difficoltà che un gran premio di F1, in una città già preda di tanti problemi, inevitabilmente comportava. Era il 2009: il progetto pluriennale “Roma Formula Futuro” avrebbe avuto nell’Olympic GP il suo apice e si era davvero ad un passo dalla trasformazione in realtà, quando le solite diatribe italiane (ostacoli della Sovrintendenza, aspro dualismo con Monza) fecero perdere la pazienza a Bernie Ecclestone e saltare il banco, con la parola fine al sogno che però ora la Formula E ha prepotentemente rilanciato.

venerdì 20 aprile 2018

MOTOR LEGEND FESTIVAL, LO SPIRITO DEL MOTORSPORT E' A IMOLA. Il programma


(20/4/2018) – A Imola, circuito Enzo e Dino Ferrari, c’è aria di festa dei motori: è iniziato Motor Legend Festival, l’evento per gli amanti del motorsport classico in programma (vedi biglietti) da oggi  a domenica 22 aprile. Davvero imperdibile e meno male che qualcuno ci ha pensato. Per gli appassionati c’è di tutto, dalla F1 ai Rally: gare, dimostrazioni in pista, parate, incontri con piloti, dibattiti, presentazioni, mostre, intrattenimento (musica e gastronomia), merchandising. Si guarda indietro, è vero, ai grandi protagonisti della pista; ma è qualcosa di più profondo, un tuffo emozionante nello spirito del motorsport, quindi valido per tutte le età. C’è ovviamente tanto rosso Ferrari (Corse Clienti e Programma XX) ma non mancano gli Anniversari da celebrare che, già da soli, sono tutto un programma:
  • Enzo Ferrari Tribute – A 30 anni dalla sua scomparsa;
  • Ayrton Senna 30th – Tributo a 30 anni dal primo titolo di Campione del Mondo F1;
  • Jim Clark 50th – 1968/2018 Lo scozzese volante;
  • Martini Racing 50th – 50 anni di prestigio e storia nel motorsport;
  • Formula 1 – 1° Gran Premio di San Marino Historic;
  • Motociclismo – 200 Miglia Revival,
  • Endurance – Sports Car 500km Revival
Poi ci sono i piloti: da Riccardo Patrese ad Arturo Merzario e Giacomo Agostini, padrini della manifestazione, a Erik Comas, Emanuele Pirro, Dindo Capello, Paolo Barilla, Nanni Galli, Jaussaud, Beretta, Genè. Poi gloriosi centauri come Johnny Cecotto, Freddie Spencer, Carlos Lavado, Phil Read  e tanti altri. Mauro Forghieri e Jacky Ickx si ritroveranno faccia a faccia per un attraente dibattito. Ma ecco il programma completo della tre giorni. E’ annunciato anche Bernie Ecclestone.

Ma ecco il programma completo e le possibilità ticket di ingresso:

PROGRAMMA PISTA VENERDÌ 20 APRILE
  • 09,00-09,20 Motor Legend Experience, Speed-Gold, Speed-Platinum, Tourism Cars
  • 09,25-09,45 Legendary Moments: Tecno Day, Formula 1 Exhibition e Martini Racing Parade con Riccardo Patrese e altri campioni, Tributo AutoDelta, Tributo Jim Clark
  • 09,50-10,30 XX Programmes
  • 10,40-11,00 F1 Clienti
  • 13,15-13,35 Legendary Moments: Bike Legends con Giacomo Agostini ed altri campioni delle due ruote
  • 17,35-17,55 Motor Legend Experience, Speed-Gold, Speed-Platinum, Tourism Cars
  • 18,00-18,20 Legendary Moments: Tecno Day, Formula 1 Exhibition e Martini Racing Parade con Riccardo Patrese e altri campioni, Tributo AutoDelta con Nanni Galli e Arturo Merzario, Tributo Jim Clark
  • 18,25-18,45 Motor Legend Friends – Tutti in Pista Owner Club Ferrari
  • 18,50-19,10 Motor Legend Friends – Tutti in Pista Owner Club Ferrari
  • 19,15-19,35 Motor Legend Friends – Tutti in Pista Owner Club Ferrari

PROGRAMMA GARE VENERDÌ 20 APRILE
  • 11,05-11,30 Free practice FIA Master 1° Gran Premio Historic Formula One di San Marino
  • 11,40-12,00 Free practice Gentlemen Drivers Pre-66 GT Cars
  • 12,10-12,40 Free practice Trofeo Young Timer Touring Cars
  • 12,50-13,10 Free practice Masters Endurance Legends
  • 13,40-14,05 Free practice FIA Masters Historic Sports Cars
  • 14,15-14,35 Free practice Masters Pre-66 Touring Cars
  • 16,00-16,25 Timed Qualifying FIA Master 1° Gran Premio Historic Formula One di San Marino
  • 16,40-17,25 Timed Qualifying Masters Endurance Legends

PROGRAMMA PISTA SABATO 21 APRILE >>>>>>>

giovedì 19 aprile 2018

TERRE DI CANOSSA 2018, AUTO DA SOGNO ATTRAVERSO L'INCANTEVOLE ITALIA

(19/4/2018) – Signori, si parte! Da oggi al 22 Aprile è di scena la VIII° edizione dell’International Classic Car Challenge Terre di Canossa in programma sulle incantevoli strade di Emilia Romagna, Liguria e Toscana come sempre all’insegna di sport, passione, paesaggi, cultura e serate indimenticabili, il tutto nel rispetto dell’ambiente. Nella competizione sono rappresentate 32 scuderie, di cui “Amici senza Frontiere” è la più numerosa; sempre in crescita gli stranieri che quest’anno arrivano a ben 2/3 degli iscritti, collocando così Terre di Canossa come la gara Italiana con la percentuale più alta di stranieri, al pari della Mille Miglia.

La gara si svolge su un percorso di circa 600 km e prevede 6 prove di media e 60 prove a cronometroLa fatica della guida è infatti magistralmente intervallata da momenti conviviali. Confermate per questa 8^ edizione alcune delle proposte più gradite delle edizioni passate: il passaggio sulle antiche mura di Lucca, il Trofeo Forte dei Marmi e il Trofeo Tricolore, riservati ai piloti non “professionisti”, la “Pre-War Cup” dedicata alle auto anteguerra, la cena di mare a Bocca di Magra e l’imperdibile beach party al tramonto a Forte dei Marmi, perla della Versilia. Tra le novità, il pranzo nell’incantevole borgo marittimo di Portovenere, la partenza dalla affascinante Salsomaggiore Terme e la sfilata all’interno dell’Arsenale Militare Marittimo di La Spezia, dove i grandi alberi dell’Amerigo Vespucci attendono le vetture per un saluto tra “gioielli” d’epoca.
Quest’anno si è fatta un’eccezione: gli equipaggi ammessi superano quota 100 e alle 104 auto storiche si aggiungono anche 7 Ferrari moderne. Un tributo al cavallino rampante e una bella contrapposizione con le auto più antiche in gara: una OM 665 Superba del 1925, una Fiat 509 del 1926, una Amilcar GCSS del 1926. Sfileranno così per le strade oltre 90 anni di storia dell'automobile! Tra le altre, la Triumph TR3 utilizzata nelle riprese del famoso film “La Dolce Vita”, che farà la sua prima uscita pubblica dopo un lungo lavoro di restauro, e poi rari esemplari come la splendida barchetta Maserati 200Si, una coppia di  Delahaye 135, due Jagar C-Type, due Lancia Lambda degli anni ’20, un’Alfa Romeo 6C 1750, una Ferrari Daytona seguita da tre “piccole” Dino 246. In gara anche il Campione italiano in carica, Andrea Vesco su Fiat 508S Balilla Sport del 1934, navigato come sempre dall'amico Andrea Guerini.

PERCORSO E PROGRAMMA - Giovedì 19 aprile, nel pomeriggio, le auto saranno esposte nelle vie di Salsomaggiore e potranno essere ammirate dal  pubblico. La Serata di Gala si svolgerà all’interno della prestigiosa cornice liberty del Palazzo dei Congressi di Salsomaggiore, con una cena firmata da Massimo Spigaroli, chef stellato, eccellente “portavoce” della cucina parmense e indiscusso “re” del culatello. Il via alla gara verrà dato venerdì 20 aprile alle 9.00 dinnanzi alle bellissime Terme Berzieri, gioiello cittadino in stile liberty decò. Le auto si dirigeranno quindi verso l’Autodromo di Varano de’ Melegari per una prima sfida in circuito. Da lì, lungo le strade dell’Appennino, giungeranno a Borgo Val di Taro, “capitale” del fungo porcino e, attraverso il Passo di Cento Croci, al Golfo della Spezia.

Dopo una sosta ristoratrice nell’incantevole borgo marittimo di Portovenere, al cospetto dell’isola Palmaria, gli equipaggi sfileranno all’interno dell’Arsenale Militare Marittimo di La Spezia. L’Arsenale fu fatto costruire da Camillo Benso Conte di Cavour tra il 1861 e il 1869 e rappresenta ancora oggi una delle principali basi della Marina Militare, oltre che un centro di eccellenza nella manutenzione dei vascelli. Il percorso costeggerà poi il Golfo dei Poeti per giungere a Lerici. Dopo una breve visita al castello, si ripartirà quindi con le adrenaliniche prove a cronometro di Montemarcello, da Lerici ad Ameglia, e con la cena a Bocca di Magra alla Capannina da Ciccio, ristorante ben noto ai navigatori della zona.

Il percorso del sabato sarà dedicato come di consueto alla Toscana, con gli spettacolari passaggi in alcune delle città d’arte più famose d’Italia. Dopo la partenza sul viale a mare di Forte dei Marmi, il percorso proseguirà attraverso le Alpi Apuane e la galleria del Cipollaio in direzione Castelnuovo di Garfagnana, per una sfilata nell’antico borgo fortificato. A seguire il passaggio accanto al Ponte del Diavolo, per giungere poi a Lucca, che darà il benvenuto ai tanti partecipanti con una emozionante sfilata sulle antiche mura  e con il pranzo al Real Collegio. Dopo Lucca, le auto proseguiranno in direzione di Pisa, dove sfileranno nel centro storico della splendida città, con un controllo di passaggio in Piazza dei Cavalieri. Arrivo di tappa a Forte dei Marmi, con le consuete prove a cronometro in Piazza Marconi valide per il “Trofeo Forte dei Marmi”, riservato ai piloti non prioritari. La serata avrà come sempre il suo culmine all’imperdibile Beach Party con musica dal vivo sulla spiaggia del Bambaissa, per una notte indimenticabile.  Domenica 22 Il percorso prevede un passaggio nel centro storico di Sarzana, e prosegue attraverso il Passo del Cerreto, all'interno del Parco nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano. Si proseguirà poi verso Reggio Emilia dove, sugli spettacolari Ponti di Calatrava, i partecipanti si sfideranno per il Trofeo Tricolore. L’arrivo finale è previsto a partire dalle 13.15 in Piazza del Duomo, dove le auto verranno presentate al pubblico. Dopo l’arrivo, il pranzo e la cerimonia di premiazioni si svolgeranno quest’anno presso la sede di Ruote da Sogno, main sponsor dell’evento.

Il Terre di Canossa si riconferma l’unico evento del settore a ‘emissioni zero’: è infatti confermata l’attenzione all’ambiente da parte dell’organizzazione, che anche quest’anno ha adottato volontariamente il protocollo CarbonZero e compenserà completamente le emissioni residue di CO2 mediante piantumazione di nuovi alberi nell’Appennino Tosco-Emiliano.

I NUMERI DEL TERRE DI CANOSSA 2018 >>>>>>segue>>>>>>

lunedì 16 aprile 2018

GASLY E VERSTAPPEN I VERI PROTAGONISTI DEL GRAN PREMIO DI CINA



(16/4/2018) – I veri protagonisti del Gran Premio di Cina sono stati Pierre Gasly e Max Verstappen. Intendiamoci, tanto di cappello al grande Ricciardo che ha legittimato la vittoria con una guida prima accorta (segno di elevata maturità) e poi con una serie di eccezionali sorpassi che, effettuati da lui, ormai non devono più stupire. Ma i fatti sono chiari: la gara ha avuto la sua chiave di volta nell’entrata della Safety Car resasi necessaria per dare modo di ripulire la pista dai detriti lasciati dal contatto tra le due Toro Rosso. Contatto, questo il punto, dovuto all’inesperienza del giovane francese reduce dai fasti di Shakir e in ombra in Cina. I più reattivi e previdenti, a quel punto, sono stati quelli della Red Bull che non ci hanno pensato più di due secondi per richiamare entrambe le vetture e montare gli pneumatici con banda gialla. Le gomme fresche e più performanti hanno ovviamente…messo le ali ai due piloti di Chris Horner. Solo che uno, Ricciardo, si è involato verso la vittoria, l’altro, Verstappen, è invece ricaduto in uno dei suoi soliti ma ora inaccettabili errori di, chiamiamola, esuberanza (e meno male che stavolta si è scusato). A farne le spese è stato Vettel che, da pole position man, tutto si aspettava tranne che finire ottavo: Gli ho concesso spazio nel caso in cui avesse bloccato un po’ le gomme, ma ha perso la macchina completamente”, ha commentato mestamente il tedesco. Il succo della gara è questo, fermo restando che la lotta per il titolo appare sempre circoscritta a Ferrari e Mercedes (con la Renault in forte progresso ma manca ancora potenza motore!).


HAMILTON E RAIKKONEN DA DECIFRARE – A proposito di Ferrari e Mercedes, c’è da rilevare il momento no di Lewis Hamilton. Che succede all’inglese? In Cina il compagno di squadra lo ha battuto sia in prova che in gara, né la sua condotta è apparsa particolarmente ficcante. Bottas poteva vincere, è mancato poco, mentre Hamilton non è mai entrato veramente in lizza. E’ presto per pensare a chissà quali risvolti ma indubbiamente i proclami pre-campionato del 4 volte campione del mondo sembrano assai smorzati dalla resa in pista. Attenti, però: Aldo Costa & C. hanno dimostrato di essere, anche in tempi molto rapidi,  molto perspicaci nell’individuare carenze  e loro risoluzioni quindi non credo che i piloti di Brackley abbiano troppo da preoccuparsi. Devono solo non perdere smalto e motivazioni. Stessa considerazione per Kimi Raikkonen, sempre popolarissimo, che ancora una volta ha mancato l’appuntamento con la vittoria ma che mantiene una invidiabile calma (anche troppa) e lucidità. Soprattutto dopo la”stretta” operata dal compagno Vettel alla partenza: “Sono scattato bene, ma poi ho dovuto alzare il piede e questo mi è costato diverse posizioni”. La sensazione è che il ritorno del finlandese sul gradino più alto del podio sia vicino: la SF71H gli è congeniale e lui è in forma. Magari una spinta in più gliela darà quel Ricciardo in grande spolvero che non fa mistero di pensare, e molto, al suo posto in Ferrari.

martedì 10 aprile 2018

F1, MOTOGP: UNA DOMENICA DA BULLI E PUPE (LA SAGGEZZA DI AGOSTINI)

(10/4/2018)F1, MOTOGP: GUYS AND DOLLS! (THE WISDOM OF AGOSTINI). GP Barhain F1 e Argentina MotoGP, the days after. E va bene: abbiamo atteso la notte che porta consiglio, raffreddato gli ardori, assorbito l’adrenalina e pure riflettuto a lungo (o quasi) ma c’è poco da fare: dal Medio Oriente al Sudamerica è stata una domenica…di ordinaria follia. Verstappen-Hamilton, Raikkonen-Cigarini, Rossi-Marquez; incidenti, gambe fratturate, scontri, cadute e improperi vari. La F1 annoia? Eccovi serviti! La MotoGP in mano alla Ducati? Macchè, Cratchlow è il leader della classifica e gli alfieri Yamaha e Honda sono di nuovi ai ferri corti, come nel 2015. Cortissimi! Chi ha sbagliato in questa giornata da bulli e pupi?


 HAMILTON – VERSTAPPEN: SCINTILLE - Una cosa è certa. E’ un inizio di stagione molto nervoso. Irrispettoso, per dirla alla Hamilton. Perché? Perché le gerarchie stabilite sui giornali prima dell’accensione dei motori sono state messe in discussione dai primi riscontri in pista e piloti e centauri, che sono pur sempre esseri umani ma selvaggiamente votati alla vittoria, in questi frangenti reagiscono purtroppo spesso in maniera inconsulta. Verstappen non ha particolarmente brillato nei test pre-campionato né, finora, nelle due gare in Australia e Barhain. Ed eccolo puntualmente finire addosso ad Hamilton (sabato addosso a un muro), a sua volta piuttosto seccato dal dover recitare, per ora, un ruolo non da protagonista. Per l’olandese “c’era abbastanza spazio per entrambi” ma l’epiteto rivolto dal quattro volte campione del mondo all’olandese (“è una testa di c…”) la dice lunga sul nervosismo a fior di pelle..

RAIKKONEN HA FATTO STRIKE - Vettel fa doppietta (200 GP, 10 vinti col Cavallino), Raikkonen  fa strike ai box! Il finlandese, ovviamente, non ha colpa del fattaccio accaduto al pit-stop ma davvero non era in preventivo un errore..alla Haas (vedi Melbourne) da parte dei magics meccanici di Maranello. Invece qualcosa è andato storto e il buon Francesco Cigarini ci ha rimesso un arto inferiore mentre Kimi ha perso – sempre lui – la chance di un nuovo buon risultato con questa SF71H che sembra gli vada a genio. Iceman sta perdendo la pazienza: avete visto con quanta stizza ha abbandonato la monoposto stoppata dopo la concitata ripartenza gettando il volante nell’abitacolo? Effettivamente, dopo Montecarlo 2017 e dopo il “non fottetemi in questo modo” di Melbourne, ora anche questo! E’ troppo!?

ROSSI E MARQUEZ MAI AMICI - Infine, riecco il duo peppermint Rossi – Marquez. Qualcuno pensava davvero che fossero diventati grandi amici dopo i noti fatti – spinte e calci, ci risiamo – del 2015 in Malesia? Macchè, è come Senna e Prost che nel 1990 a Monza si riappacificarono pubblicamente e a Suzuka andarono alla resa dei conti. Certo, lo spagnolo sembra proprio aver esagerato ma ha dato la sua versione – “ho sbagliato, senza acqua in pista non sarebbe accaduto” – e chiesto scusa. Dall’altra parte, Rossi ha ragioni da vendere nel vedersi attaccato in così malo modo e finire a terra, perdendo punti preziosi. Difficile trovare una quadra. Difficile ricomporre. Ripeto: Marquez ha esagerato e va redarguito severamente ma magari anche Gibernau ha ancora da ridire sull’attacco di un’arrembante e sfacciato Rossi all’ultima curva di Jerez nel 2005 (con lo spagnolo battuto ancora dolorante ad una spalla sul podio). 

Appare allora salomonica e condivisibile la posizione di Giacomo Agostini riassunta sotto in pillole da assumere a pancia piena con un bicchiere d’acqua (fresca).

Possiamo andare una vita avanti a polemizzare però non è giusto perché il nostro sport è questo. In F1 è uguale, si spingono, si buttano fuori, si tamponano. Certo cerchiamo di non esagerare, Marquez ha sbagliato e si è scusato, speriamo non lo faccia più”.
“Non è vero come dice Rossi che Marquez punta alla gamba dei piloti, ora sono tutti un po’ nervosi e tutti stanno esagerando. Quello che è successo ieri tra Marquez e Rossi è successo a tutti, è successo a me, è successo a Valentino Rossi. E’ sempre stata una lotta così, naturalmente è sempre giusto avere rispetto, è sempre giusto non buttare la gente a terra”.

Le scuse di Marquez? Sono momenti difficili appena terminata la gara hai ancora l’adrenalina a 100. Forse era meglio aspettare un quarto d’ora, 20 minuti in più, forse si calmavano le acque, però se non vai subito dicono ‘ecco non è andato a scusarsi’, insomma è una situazione molto difficile sia se tu vai o se non vai e dicono che sei un bastardo che non si è scusato.

domenica 8 aprile 2018

MINI GP DI BARI FORMULA UNICEF, GRANDE AIUTO AI BAMBINI IN PERICOLO




(8/4/2018) – Una domenica di sole, di solidarietà e...della velocità quella con il Mini Gran Premio di Bari Formula UNICEF, organizzato da Old Cars Club col patrocinio del Comune di Bari e la collaborazione della Fondazione Nikolaus. La prima corsa di solidarietà, in favore dei bambini che vivono in condizione di pericolo in tutto il mondo, si è tenuta in piazza del Ferrarese del capoluogo pugliese dove circa 300 bambini dai 4 ai 9 anni hanno potuto mettersi al volante di originali  macchine a pedali costruite artigianalmente in stile anni ’50 – quelli dell’epopea del Gran Premio di Bari di F1 – e sfrecciare sul mini circuito appositamente realizzato con tanto di impegnative curve e saliscendi, commissari gara, speaker ufficiale (Luca Loiacono) start e traguardo, podio. Non è mancato nemmeno il tradizionale briefing pre-gara in zona Paddock, tenuto dal vincitore della 2^ edizione della rievocazione del GP di Bari, Raffaele Barletta (su Monaci 8C bi-motore), che ha spiegato agli scalpitanti mini-piloti (numerose le femminucce) le regole del vero gentleman driver.





Tante le manches e poi la gara finale che i piccoli protagonisti della velocità hanno affrontato con visibile emozione e piacere, dando vita a volitivi confronti, e anche bellissimi sorpassi, all’insegna del divertimento e dell’amicizia. Il vero vincitore, alla fine, è stata però la solidarietà: ogni bambino ha potuto arricchire il “Muro del Sorriso” con una foto o un pensiero di speranza dedicato ai propri pari età meno fortunati nel mondo, sostenendo inoltre con un’offerta la campagna UNICEF “Per ogni bambino in pericolo”. “Si tratta di bambini perseguitati – ha spiegato Giacomo Guerriera, Presidente UNICEF Italia – perseguitati, minacciati, malnutriti, sfruttati, derubati dell’infanzia, che vivono in paesi in conflitto povertà estrema come Eritrea, Nigeria, Sudan, Siria, Iraq o Afghanistan. Questi bambini non hanno scelta ma possono essere aiutati grazie al sostegno dell’UNICEF”.Il Mini GP di Bari rientra tra le iniziative organizzate da Old Cars Club, presieduto da Antonio Durso, per celebrare il 30° anniversario del sodalizio federato ASI. Gli appassionati di auto e moto hanno inoltre potuto assistere ad una sfilata di prestigiosi modelli su Via Venezia o ammirarli in mostra statica su Corso Vittorio Emanuele (tra le auto presenti, una Maserati Merak del 1974 e una Ferrari Dino 208 GT4). La festa dei motori è stata completata dalla strepitosa partecipazione del Porsche Club Puglia.



venerdì 6 aprile 2018

ANNIVERSARY / JIM CLARK, A 50 ANNI DALLA MORTE LA SUA STELLA BRILLA ANCORA


(6/7/2018)THE 50th ANNIVERSARY OF CLARK'S DEATH. Domani 7 aprile ricorre il 50° anniversario della morte di Jim Clark, il grande pilota scozzese, due volte campione del mondo di F1 (1963 e 1965), vittima, al quinto giro, di un incidente mentre disputava una gara di F2 – Trofeo Europa a Hockenheim.  La classe di Clark, a distanza di tempo, resta fulgida e solida per la grandezza delle sue imprese – dalla F1 a Indianapolis - e il talento puro espresso nella sua guida. Nato per correre. E per vincere (25 Gp in F1). Purtroppo quella domenica del 1968 in Germania aveva un appuntamento con il destino – sconosciuta l’esatta causa dell’uscita di pista - di cui rimangono queste immagini grigie e tristi:


Motor Chicche lo ha già ricordato il 4 marzo 2016, giorno in cui avrebbe compiuto 80 anni. Jim Clark è sepolto nel cimitero di Chirnside, nel Berwickshare. A Duns, in Newtown Street,  c’è il museo The Jim Clark Room, aperto dal connazionale e grande amico Jackie Stewart:


Il circuito di Hockenheim ha allestito un memoriale e ne omaggerà ancora la memoria in occasione del Bosch Hockenhein Historic - Jim Clark Revival in programma dal 20 al 22 aprile prossimi.

Il programma completo delle celebrazioni previste il 7 e 8 aprile è sul sito jimclarktrust.com




IN BARHAIN PARTE LA NUOVA STAGIONE F2, PILOTI E TEAM


(6/4/2018) THE NEW F2 SEASON, DRIVERS AND TEAM. La F1 sbarca in Barhain ma è il momento anche della nuova F2 che ha compattato i ranghi 2018 e offre un parterre di drivers e team (rispettivamente 10 e 20, come in F1) di tutto rispetto, oltre alla nuova monoposto approntata dalla Dallara anch’essa dotata di Halo. Età media dei partecipanti 21,2 anni, con 7 rookie in lizza tra i quali i top 3 della GP3 2017. In lizza 3 britannici, 2 italiani, 2 svizzeri, 2 giapponesi e 1 tra Russia, Indonesia, Olanda, Thailandia, Canada, Spagna, Germania, Israele, India, USA e Brasile. Niente male! Tra l’altro, fa piacere trovare finalmente due piloti italiani ad alto livello e speriamo possano farsi onore: Luca Ghiotto si è accordato con Campos mentre Antonio Fuoco, dopo l’esperienza Prema, è approdato alla Charouz insieme a Deletraz. 

FAVORITI E OUTSIDERS - Ma chi sono i favoriti alla vittoria finale e, con qualche possibilità in più, di passare poi in F1? La Prema, ufficialmente Pertamina Prema by Theodore Racing, è il team campione uscente con Leclerc e dunque merita i “galloni” del pronostico. Si è affidato a Sean Gelael, alla prova del 9, e all’olandesino Nick De Vries anch’egli chiamato alla stagione della verità. Per lui, visto come l’alter ego di Verstappen ma rimasto indietro, in ballo c’è il rapporto con la Mc Laren che, per il futuro, punta anche su Lando Norris, fresco campione di F3 e accasatosi con Carlin. Sembra questa la sfida principale. Ma, italiani compresi, bisognerà fare i conti con altri pretendenti dal piede pesante e talento da vendere: per esempio George Russel, nel mirino Mercedes, in forza alla ART, o Albon che freme alla Dams dove fa coppia col canadese Latifi. Da tenere d’occhio il promettente Maximilian Gunther alla Arden e l’indiano Maini alla Trident che schiera anche il tester Haas Santino Ferrucci. Dopo il ritiro di Massa, la F1 ha perso i brasiliani e quindi si fa più grande la responsabilità di Sergio Sette Camara, con Carlin, di assicurare la continuità di una gloriosa tradizione. Da segnalare anche l’israeliano figlio d’arte Roy Nissany – il padre fu tester Minardi – il ritorno di Roberto Merhi che in extremis si è accordato con MP Motorsport e del buon Jake Atken (Art GP). Vedemo all’opera anche i giapponesi Fukuzumi e Makino, il russo Markelov e l’altro svizzero Boschung. E ora, in gara! (sabato la feature race, domenica la sprint race)

ARDEN: M. Gunther – N. Fukuzumi
ART GP: J. Atken – G. Russell
CAMPOS: L. Ghiotto – R. Nissany
CARLIN: S. Sette Camara – L. Norris
CHAROUX: L. Deletraz – A. Fuoco
DAMS: A. Albon – N. Latifi
MP MOTORSPORT: R. Merhi – R. Boschung
PREMA THEODORE RACING: S. Gelael – N. De Vries
RUSSIAN TIME: A. Markelov – T. Makino
TRIDENT: A. Maini – S. Ferrucci

mercoledì 4 aprile 2018

HAPPY BIRTHDAY / CHRISTIAN DANNER 60 ANNI, PRIMO VINCITORE DELLA F.3000

(4/4/2018) – Dopo Jochen Mass e prima di Michael Schumacher la Germania della F1 era Christian Danner, che oggi compie 60 anni. Buon compleanno! Il suo trampolino di lancio dopo esperienze in Renault Cup e Pro Car? La vittoria, nel 1985, del primo campionato di F.3000 che prese il posto della F2, categoria nella quale il tedesco di Monaco di Baviera, di scuola BMW, pagò lo scotto di un graduale apprendistato con potenze sempre maggiori. Il successo gli valse l’esordio già quell’anno in F1 con la Zakspeed (al posto dell’infortunato Palmer) e l’ingaggio, l’anno seguente, alla Osella. L’infortunio di Surer, gli aprì l’opportunità di  passare alla Arrows. Purtroppo per lui, come capite, parliamo di monoposto non certo di prima fascia per cui anche un buon manico come Christian dovette accontentarsi di piazzamenti, ripetuti anche nella nuova esperienza alla Zakspeed (1987) e alla Rial (1989) con la quale si distinse con un quarto posto a Phoenix. 

L’avventura sulla carente monoposto del connazionale Gunther Schmidt terminò prima della fine di quel campionato. Danner trovò allora spazio e gloria nel DTM – a parte alcune prestazioni in F.3000 giapponese e nella Champ Car americana (fu proprietario di un team) nonché e la vittoria alla 24 Ore di Spa e del Nurburgring - in particolare nel 1993 e 1995 quale componente dello squadrone Alfa Romeo che contese il titolo alle Case teutoniche. Simpatico e disponibile - ha corso anche in GP Masters - è ora commentatore TV per la rete RTL.

martedì 3 aprile 2018

ALFA ROMEO DA RECORD AL NURBURGRING, LA MOSTRA



(3/4/2018) – ALFA ROMEO NURBURGRING RECORDS EXHIBITIONS. Fino al 2 maggio, presso il Motor Village Arese, lo showroom del marchio che affianca il Museo Storico Alfa Romeo, è possibile visitare una mostra epica: “Nurburgring Records” relativa ai grandi successi del Biscione sul mitico e terribile circuito tedesco, dai trionfi di Nuvolari e Caracciola fino a quelli di Nicola Larini. Ma non manca l’attualità con l’esposizione di Stelvio che sul circuito del Nordschleife, a settembre scorso, ha fatto segnare il record di velocità (7’51”) per un SUV nonché delle limited edition NRing di Giulia e Stelvio nelle versioni Quadrifoglio (solo 108 esemplari, tanti quanti gli anni della Casa automobilistica) anch’esse titolari di record di categoria sul tortuoso anello. Un viaggio sognante, tra immagini e memorabilia storiche.


Torniamo alla leggenda. Si diceva di Caracciola, vincitore nel 1932 con una Gran Premio Tipo B, e di Tazio Nuvolari, eroico nel 1935, che con la sua P3 annichilì Mercedes e Auto Union. Un posto d’onore lo meritano anche Andrea De Adamich, nel 1966 autore del record sul giro (sotto i 10 minuti) primo a riuscirci al volante di una Turismo da 1570 cc, la Giulia sprint GTA, e Nicola Larini, re del Nurburgring nel DTM 1993 ai danni di BMW e Mercedes. Una lunga tradizione, dunque, dell’Alfa Romeo su una pista iconica in grado di suggellare col suo fascino e il suo probante responso una storia. Una storia arrivata fino ai record della Giulia Quadrifoglio, sia con cambio manuale che automatico, nel 2015 o della 4C nel 2013, fino ai già citati ultimi modelli esclusivi NRing, allestiti con livrea “grigio circuito” e con targhette numerate sulla plancia in fibra di carbonio.

RIAL, 30 ANNI FA IL DEBUTTO IN F1 DEL NUOVO TEAM DI GUNTHER SCHMIDT

(3/4/2018) – 30 YERS AGO, RIAL F1 DEBUT AT BRAZIL GP. Al Gran Premio del Brasile del 3 aprile 1988, 30 anni fa esatti, ci fu l'esordio in F1 un nuovo team: la Rial. Nuovo nel nome ma, in realtà, si trattava del ritorno di una vecchia conoscenza del Circus, Gunther Schmidt, ex pilota F. Vee, ex titolare della ATS, in F1 dal 1977 al 1984. Finita quell’avventura, nata dalle ceneri del ritiro della Penske, e complice anche il regolamento che tornava a dare spazio ai motori aspirati, il dinamico, irascibile, imprevedibile imprenditore tedesco decise di tentare ancora seguendo, per quanto riguarda la denominazione del Team, lo stesso schema. Rial, infatti, come ATS, era il nome della sua azienda che anche in questo caso realizzava cerchi per vetture ad alte prestazioni. C’erano gli ingredienti per fare bene: direttore tecnico era Gustav Brunner, fresco di “Università Ferrari”, e pilota Andrea De Cesaris, un piede pesante resosi disponibile a causa della crisi nella quale era sprofondata la Brabham.


GARA E STORIA RIAL - Ebbene, al debutto sul circuito carioca di Jacarepagua, De Cesaris si qualificò 14° su 26 concorrenti e in gara un sudato 6° posto svanì solo a causa di mancanza di benzina! (problema che si sarebbe ripresentato in Canada). Già a metà stagione, comunque, arrivò il primo piazzamento a punti, quando Mandingo si classificò quarto al GP USA a Detroit. Fantastico, ma fu l’apice. Da quel momento la competitività della monoposto tedesca (ARC01), e con essa l’affidabilità, svanirono. Brunner, in rotta con Schmidt, si dimise e ritiri divennero la norma, ad eccezione dell’ottavo posto finale in Australia. L’anno successivo, comunque, il Patron tedesco raddoppiò affidando due monoposto – DT era diventato Stefan Fober con Bob Bell a capo dell’aerodinamica - a Christian Danner e Volker Weidler (quest’ultimo dovette sottoporsi alla tagliola delle pre-qualifiche). Ancora una volta negli USA, a Phoenix, Danner fece sognare grazie ad un provvidenziale quarto posto ma anche in questo caso il risultato eclatante non coincise con un miglioramento. Anzi, la situazione precipitò: il DT e Weidler abbandonarono il team dopo la squalifica in Ungheria a causa dell’alettone illegale addebitato proprio al volere di Schmidt. Subentrarono Christian Van der Pleyn e il pilota Raphanel ma ormai la macchina ARC02 non ne voleva sapere di qualificarsi. Lasciò anche Danner sostituito dallo svizzero Foitek che però fu vittima di un botto pazzesco in Spagna per la rottura dell’alettone posteriore che segnò la fine della sua esperienza. Ultimi, inutili  tentativi affidati a Gachot e poi la chiusura definitiva. Schmidt morirà nel 2005 a 72 anni.

lunedì 2 aprile 2018

INCIDENTE REGAZZONI – VILLENEUVE A LONG BEACH 1978: DOPO 40 ANNI, DI CHI LA COLPA?


(2/4/2018) – CRASH REGAZZONI- VILLENEUVE AT LONG BEACH 1978. 40 YEARS LATER, WHO WAS WRONG? Sono passati 40 anni dall’incidente al GP USA Ovest a Long Beach (2 aprile 1978) tra Gilles Villeneuve e Clay Regazzoni e siamo ancora qui a chiederci: di chi la colpa? Chi sbagliò? Fu solo un’incomprensione? Una cosa è certa: a causa di quel contatto tra la Shadow del ticinese e la Ferrari T3 del canadese, il neo-pilota Ferrari, alla prima stagione completa in F1 (dopo i due GP di “assaggio” in Canada e Giappone) e lanciato verso un risultato eclatante dopo tre gare senza risultato (mentre il compagno di squadra Reutemann vinceva proprio lì e aveva già trionfato in Brasile), vide svanire l’occasione per dare finalmente un’impronta positiva alla sua chiacchierata militanza ferrarista. Partito dalla prima fila tutta ferrarista col secondo tempo, complice una manovra azzardata della Brabham di Watson che disturbò l altra T3, si ritrovò in testa.

https://www.youtube.com/watch?v=3Scpu23gewA

L’INCIDENTE - Villeneuve marciava come un orologio verso la vittoria quando ecco pararsi davanti a lui la bianca Shadow di Clay, reduce dall’esperienza post Cavallino alla Ensign. Gilles decide di doppiarlo in corrispondenza di una esse stretta e veloce ma nel momento in cui lo affianca l’altro stringe ed è inevitabile lo scontro. La T3 di Villeneuve vola in aria, atterra sugli pneumatici a bordo pista e deve ritirarsi – lui rimane per un po’ di tempo sul posto a ricostruire mentalmente la scena - ma la polemica è grande sulle responsabilità. Dalle immagini parrebbe che Clay lasci “aperta la porta” ma lo svizzero parlerà di inesperienza mentre Villeneuve farà chiaramente intendere di essere stato indotto in inganno. Occasione persa, ma tutta esperienza in più: ci vorrà un mese e mezzo per vedere finalmente Gilles a punti, quando si classificherà quarto al GP del Belgio. L’inizio della “febbre Villeneuve”.