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lunedì 12 marzo 2018

VERSO MELBOURNE: CHI E' IL FAVORITO?



(12/3/2018) – A due settimane dal Gran Premio di Australia a Melbourne e dopo la doppia sessione di test collettivi di Barcellona, chi è il favorito al titolo mondiale di F1 2018? Qual è la nuova monoposto più competitiva? Faremmo meglio a chiederci: chi si è nascosto meglio? Sì perché, come sempre, è impossibile sapere con esattezza quanto le squadre hanno veramente spinto le performances, con quanta benzina hanno ottenuto i migliori tempi, quanto hanno sfruttato gli nuovi pneumatici Pirelli. La volontà di non scoprire tutte le carte è stata d’altronde ammessa da Team principal e piloti. E’ normale, fa parte del “gioco” e solo all’Albert Park si avranno conferme e smentite in pista dei valori. Alcuni dati e riscontri, però, permettono di formulare buone considerazioni e fondate ipotesi.

MERCEDES-FERRARI AL TOP, SEMPRE LORO - Mercedes W09 e Ferrari SF71-H sono nate bene e restano le top-cars anche per il 2018. Vettel e Raikkonen sono titolari dei due primi migliori tempi fatti segnare a Barcellona e non deve trarre in inganno vedere Bottas e Hamilton rispettivamente 8° e 10° nella classifica complessiva dei riscontri cronometrici. Le frecce d’argento hanno coperto più chilometri di tutti, segno che in primis a Brackley cercavano l’affidabilità (trovata), e inoltre Bottas è accreditato della migliore speed trap, a 334,3 Km/h.  I piloti della Rossa si sono dichiarati soddisfatti della vettura che, come confessato da Marchionne, gode di soluzioni innovative al limite del regolamento escogitate da un apposito team. Dall’altra parte, Hamilton già gongola perché dice superati quei pochi problemi che hanno afflitto la Scuderia l’anno scorso (anche se Bottas parla di tendenza a un consumo esagerato degli pneumatici).

MC LAREN DA RISCATTO, RENAULT CRESCE E LA TORO ROSSO GONGOLA - Immediatamente dietro, la Red Bull fa paura e pone interrogativi. Ricciardo, tra l’altro molto motivato a fare il massimo quest’anno, ha fatto assaggiare la bontà del lavoro del “ritrovato” DT a tempo pieno Newey mentre è apparso più in ombra Verstappen, indietro nei tempi ma al top in velocità massima (331 km/h dietro il citato Bottas). L’olandese sarà pronto a stupire al momento opportuno. Fin qui, conferme. Dopo? Renault e Mc Laren si preparano a recitare un ruolo ben diverso dalle annate scorse. I francesi sono in crescita continua e la RS18 sembra non superlativa ma molto equilibrata e reattiva. Il rampante Sainz è stato tra i soli cinque piloti ad aver abbattuto il muro dell’1.18 a Barcellona e con il solido Hulkenberg forma una coppia di tutto rispetto. Alla Mc Laren si respira aria di riscatto dopo anni molto bui. Alonso (3° tempo) è carico come un cannone di Navarone e anche Vandoorne ha fatto vedere che c’è la sostanza per partecipare almeno alla sfida per il quarto posto (e qualche podio). Tutto dipende dalla affidabilità che, per la verità, è apparsa il tallone d’achille della monoposto inglese costretta a coprire il minor chilometraggio del lotto e alla minore velocità di punta. Due campanelli d’allarme da non sottovalutare. La ritrovata affidabilità (la velocità, però, ancora non c’è), invece, fa gongolare quelli della Toro Rosso che vedono nel connubio con il motore Honda e con una Casa ufficiale il trampolino verso il definitivo salto di qualità del Team di Faenza (con Red Bull pronta subentrare…). Tanti km per gli ancora acerbi Gasly e Hartley ma prospettive di crescita dai rivolti che potrebbero essere addirittura entusiasmanti. In questo lotto pare in ritardo la Force India che ha girato poco ed ha destato la preoccupazione di Perez (comunque molto veloce) ma buone aspettative in un fibrillante Ocon. A giudicare dai responsi catalani, al momento sembra aver fatto un lavoro migliore la Haas (piloti soddisfatti ed ottimisti) che comunque deve riscattare un 2017 davvero poco entusiasmante.

ALFA SAUBER E WILLIAMS IN RITARDO - Le note un po’ dolenti arrivano da Alfa Romeo Sauber e Williams. Il team svizzero ha tutti gli occhi puntati: la partnership con il Biscione e soprattutto la disponibilità del motore Ferrari ultima evoluzione costringe Vasseur & C. a non deludere. Tempi, numero di giri in pista e velocità massima non sono stati però particolarmente significativi: c’è ancora da lavorare per sfruttare appieno il potenziale che indubbiamente è superiore rispetto alle ultime tribolate annate. In più bisognerà fare i conti con la inesperienza del pupillo Leclerc e con l’adattamento a regimi superiori di Ericsson. Si vedrà. In ultimo la Williams che, in verità, rischia almeno inizialmente di dibattersi nelle zone basse di classifica. La FW41 non ha impressionato ma, soprattutto, è il gap derivante dalla necessità di macinare chilometri da parte dei giovani piloti Stroll e Sirotkin a rallentare le ambizioni di Paddy Lowe. Ma questa è stata la scelta e non resta che gestirne pazientemente le conseguenze, con un Kubica apparso in palla sempre a disposizione…

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