Translate

lunedì 19 marzo 2018

CHI CONTROLLA CHI IN F1


(19/3/2018) WHO CONTROLS WHO IN F1. Ai nastri di partenza della F1 2018 ci saranno monoposto espressione di quattro Case costruttrici, Ferrari, Mercedes, Renault e Mc Laren, e due title sponsor automotive, Alfa Romeo con la Sauber e Aston Martin con la Red Bull. E' interessante notare, tra le stesse Case che si contendono la supremazia in pista, l’esistenza di intrecci industriali di rilevante portata strategica. Allora, chi controlla chi in F1?



Prendiamo per esempio Daimler, leggi Mercedes, e Renault: dal 2010 sono legate da un importante accordo di interscambio produttivo e tecnologico che garantisce loro economie di scala pari a 2 miliardi di euro ciascuno. La formula magica sta nello scambio azionario che ha portato Daimler a possedere il 3,1% di Renault e di Nissan  e quest’ultime, rispettivamente, l’1,55% del capitale tedesco. E’ poi recente l’ingresso nel capitale Daimler della cinese Geely (proprietaria di Volvo) per cui il suo attuale azionariato è così composto: primo azionista Geely 9,69%, poi Fondo sovrano del Kuwait 6,8%, Renault-Nissan 3,1%, Fondo pensionistico Norvegia 2,5%. I francesi, a loro volta, sono da poco passati alla triplice alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi che li proietta al vertice della capacità produttiva automobilistica mondiale. Lo stato francese è ancora comproprietario della Renault col 15% mentre dal 1999 l’alleanza con i giapponesi di Nissan è fondata dall’interscambio azionario per cui Renault ha il 44.3% di Nissan e questi ultimi il 15% del capitale transalpino.



Aston Martin, che nutre dichiaratamente velleità di divenire fornitore di un propulsore in F1, è di proprietà di Investindustria che possiede il 37,5% del capitale della casa inglese, in cui figurano anche Kuwait Investment, Dar Adeem Investment e…Daimler (JV con AMG) col 5%. Il settore F1 della Mc Laren fa parte di Mc Laren Technology Group che, insieme a Mc Laren Automotive, costituiscono il Mc Laren Group dal capitale tutto medio orientale, suddiviso tra lo storico Mansour Ojjeh e il Fondo sovrano del Barhain Mumtalakat. La Ferrari, infine, il 13 ottobre 2014 a Wall Street si è aperta per il 10% al mercato (dal 4 gennaio 2016 alla Borsa di Milano); il resto è suddiviso tra l’80% della Exor (cassaforte finanziaria degli Agnelli) e il 10% di Piero Ferrari. Presto novità per quanto riguarda Alfa Romeo!

Nessun commento:

Posta un commento