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martedì 27 febbraio 2018

ANNIVERSARY / 40 ANNI FA LA MORTE DI LAURA GARELLO, MOGLIE DI ENZO FERRARI


(27/2/2018)TODAY IS THE 40th ANNIVERSARY OF DEATH OF LAURA GARELLO, ENZO FERRARI'S WIFE. Oggi ricorre il 40° anniversario della morte di Laura Garello, moglie di Enzo Ferrari e madre di Dino: era il 27 febbraio 1978 e il Drake aveva da poco compiuto 80 anni. Laura era piemontese di Racconigi – nel 2015 il Comune in provincia di Cuneo le ha intitolato una via - e Ferrari l’aveva conosciuta nel periodo in cui, dopo la Grande Guerra e “rimasto paurosamente solo” per la morte del padre e del fratello, aveva invano cercato lavoro nella città della grande Fiat. Un colpo di fulmine quello tra la 19enne sarta e l’intraprendente giovanotto modenese. Nelle memorie del Drake si legge: “A Torino, dove ero arrivato con un vecchio baule e molte maniere approssimative, conobbi all’inizio del 1921 una bella ragazza bionda, elegante, vivace, minuta. Si chiamava Laura Garello e i genitori, modesti provinciali di Racconigi (il padre Andrea era straccivendolo, la madre Delfina Porchietto casalinga, ndb) si erano dapprima opposti e poi diedero il sì”. Per la verità, anche la mamma di Ferrari non era tanto favorevole ma poi cedette alla volontà del figlio.

Come noto, il rapporto tra i due si deteriorò progressivamente. All’inizio lei spingeva affinchè accettasse un posto da impiegato nell’azienda dei tram ma il futuro Commendatore aveva in testa solo le corse, i motori, l’idea di una sua scuderia. La nascita, il 19 gennaio 1932, del primogenito Alfredo e la malattia che lo portò alla morte peggiorarono le cose: la Garello soffrì di crolli nervosi mentre Ferrari intraprese un rapporto con Lina Lardi, futura madre di Piero. In generale, l’ingegnere era un’amabile viveur mentre la moglie, spesso ai box, pare fosse molto gelosa ed inoltre, questo tramandano  le cronache del tempo, pretendeva di avere voce in capitolo in certe scelte aziendali. Ci sarebbe lei, o anche lei, all’origine della famosa diaspora di tecnici nel 1961, Carlo Chiti in testa.  Una storia comunque intensa che, giunta all’epilogo, Enzo Ferrari, ricordava così: “Siamo restati uniti per 60 anni e i quotidiani contrasti hanno cementato questa unione anche se, nell’asprezza dei modi, talvolta abbiamo ravvisato la necessità di dividere le nostre strade”.

lunedì 26 febbraio 2018

CUPRA, IL NUOVO BRAND SPORTIVO SEAT

(26/2/2018) – E ora anche Seat ha il suo brand sportivo indipendente che si diffonderà con il marchio Cupra, già caratterizzante i modelli più performanti della Casa spagnola da tempo inglobata nella galassia VW. L’idea divenuta realtà è dell’AD ex Fiat Luca De Meo, evidentemente memore del successo della similare operazione Abarth da lui gestita. “L’intero progetto è la concretizzazione del sogno di un gruppo di persone alla ricerca di un modo per conquistare un nuovo target di appassionati di motori”, ha detto. Cupra andrà anche a “sostituire” Seat Sport, la divisione racing ben nota, per l’appunto, a piloti e appassionati e gli impegni in pista dunque continuano: Cupra TCR, la prima vettura da competizione del Marchio, gareggerà ufficialmente nei Campionati TCR della stagione 2018. 

Il nuovo logo stilizzato in rame (colore ufficiale) sarà presente sul frontale e sul posteriore della vettura dotata di volante, sedili avvolgenti, paraurti e cofano motori differenti rispetto alla Cupra fin qui conosciuta; a bordo anche una centralina con software modificato in conformità alle direttive tecniche previste nel bollettino BoP 2018. Curiosità che attesta la volontà di dare un’impronta sportiva marcata: tra i partner dell’operazione c’è Ninco, un’azienda spagnola attiva nella produzione di modellini e piste. Ma attenzione, Cupra è soprattutto una sfida commerciale che si baserà su 260 concessionarie in tutta Europa: il primo modello della nuova vita è infatti l’Ateca, SUV turbo-benzina da 300 cv e 245 km/h di velocità massima (0-100 km/ in 5,4”). Alla presentazione di Barcellona brillava la Seat leon Cupra R ST e sono state mostrate anche futuribili proiezioni delle versioni Cupra Arona e Ibiza. prima uscita pubblica all'ormai prossimo Salone di Ginevra. Il messaggio è: avanti a tutto gas con passione, precisione, determinazione, coraggio.

venerdì 23 febbraio 2018

DOPO LA MC LAREN PAPAYA MANCA SOLO LA FORCE INDIA


(23/2/2018) – Con la presentazione di oggi della nuova Mc Laren MCL33 color papaya manca solo la Force India (la Toro Rosso si è già vista nel filming-day di Misano): è stato annunciato che i veli cadranno lunedì mattina 26 febbraio direttamente in pit-lane del circuito di Barcellona, dove quel giorno avranno inizio i test collettivi. Gli appassionati hanno ora di che discutere, valutare le soluzioni tecniche adottate, dare un voto anche all’estetica (bella la Renault, e secondo voi?). 
Ma soprattutto non si vede l’ora di rendersi conto di cosa diranno i cronometri perchè, come sempre, il buon giorno si vede dal mattino...

Mc Laren MCL33

Renault RS18

Williams FW41


Redd Bull RB14

Toro Rosso STR13






HAPPY BIRTHDAY / HANS HERRMANN 90 ANNI, PILOTA LEGGENDARIO. MERCEDES E PORSCHE LO ONORANO

(23/2/2018) - HANS HERRMANN TODAY 90: LEGENDARY DRIVERHans Herrmann compie oggi 90 anni: è uno degli ultimi eroi del volante, componente dello squadrone Mercedes che nel 1954 tornò trionfalmente in F1. Il pilota di Stoccarda, talento scoperto dal grande capo del reparto corse Mercedes-Benz, Alfred Neubauer, ha guidato la mitica W196 insieme a Fangio, Karl Kling, Hermann Lang (raggiunti da Stirling Moss l’anno successivo, quando Hans ebbe un incidente a Monaco che ne pregiudicò la stagione). Nomi, un’epoca e delle auto che mettono i brividi e che profumano di leggenda. 
CARRIERA - In F1 Herrmann ha disputato 19 gran premi ma non ha mai vinto (un podio); dopo l’esperienza con le frecce d’argento passò alla Maserati (1957/58) e quindi alla Porsche (1960/61). Ha guidato anche per BRM, Cooper e Veritas. “Lucky Hans” eccelse nelle grandi classiche del tempo: nel 1953 e 1954, conquistò la vittoria di classe con la Porsche alla "Mille Miglia"; sempre nel 1954 conquistò la vittoria di classe (terzo posto assoluto) alla Carrera Panamericana. Tra le sue vittorie da ricordare quella nella Targa Florio 1960, la 24 Ore di Daytona 1968 e la 24 Ore di Le Mans 1970, anno del suo ritiro. Resta un ambasciatore ad honorem: Mercedes-Benz e Porsche lo onorano oggi con una festa di compleanno al Mercedes-Benz Classic Center di Fellbach. 

giovedì 22 febbraio 2018

E' LA FERRARI SF71H L'ANTI-MERCEDES. Le foto. I dati tecnici


(22/2/2018) FERRARI SF71H AGAINST MERCEDES.  invece si chiama SF71H (sigla di progetto 669) la 64^ Ferrari per il mondiale di Formula 1 2018. Vedete le foto: è molto bella. Due ore dopo la rivale Mercedes, anche la Rossa si è svelata via web nel corso di una cerimonia che si è tenuta a Maranello alla presenza di una ristretta cerchia di appassionati arrivati da tutto il mondo e dei vertici in pista: Maurizio Arrivabene, Mattia Binotto e, naturalmente, i piloti Vettel e Raikkonen. Nelle foto ufficiali, rispetto allo scorso anno, non c’è Antonio Giovinazzi. 


LE NOVITA' - Anche in questo caso, almeno ad occhio, poche ma interessanti novità: grande lavorìo aerodinamico in zona bocche delle pance, interasse leggermente modificato, rivedendo sia gli ingombri laterali che il sistema di raffreddamento. Le sospensioni mantengono lo schema collaudato che vede il puntone (push-rod) all’anteriore e il tirante (pull-rod) al posteriore, ma sono state aggiornate sfruttando l’esperienza della prima stagione con le gomme più larghe (quest’anno saranno anche più tenere). L’Halo è verniciato in rosso (colorazione aumentata su tutta la macchina, oltre ad una striscia grigia e al bianco col tricolore rimasto solo sulla pinna) e pesa circa 7 Kg, più le installazioni, compensato – si rimarca da Maranello - solo in parte dall’aumento del valore minimo di 5 Kg – da 728 a 733 – stabilito dal regolamento 2018. La grande sfida è ancora una volta il motore V6 la cui disponibilità, secondo i nuovi regolamenti, si riduce da 4 a 3 (!) utilizzabili senza penalità nell’arco della stagione. La riduzione vale anche per turbocompressore e MGU-H, ovvero il gruppo motogeneratore collegato al turbo, mentre saranno solo 2 le MGU-K (motogeneratore cinetico, collegato alla trasmissione), le centraline e le batterie a disposizione per tutto l’anno. Il gruppo dei motoristi ha quindi lavorato anche sulla base di questi nuovi parametri.
La macchina parte ora per Barcellona dove domenica 25 è previsto un “filming day” prima dell’inizio, lunedì 26 fino all’1 marzo (poi dal 6 al 9), dei test veri e propri, come sempre il vero banco di prova. 



DATI TECNICI >>

NUOVA MERCEDES WO9 EQ POWER+, MORE THAN A MACHINE...


(22/2/2018) – Con un video inizialmente degno di Michael Jackson e del regista di Thriller, la Mercedes ha svelato da Silverstone l’arma 2018 di annientamento della concorrenza: la W09 EQ Power+


More than a machine… hanno annunciato e infatti, ancora una volta, la silver arrows si presenta assai temibile pur nello sviluppo apparentemente solo evolutivo della monoposto passata. Ovviamente, spicca l’Halo di colore nero.  Dichiarazioni di prammatica da parte di Toto Wolff e dei due piloti, apparsi in forma e vogliosi di scoprire le performances del loro nuovo missile nonchè di confrontarsi tra loro e con i rivali. Lewis Hamilton si è appalesato quale sposo in bianco mentre Valtteri Bottas aveva cappellino e scarpette azzurri. Su entrambe le tute, il marchio del nuovo sponsor Tommy Hilfiger. Subito tempo di filming day: 50 km già effettuati per il finlandese, 50 km in programma anche per il quattro volte campione del mondo inglese. Tra un’ora arriva la nuova Ferrari. The challenge starts now. 


PRESENTAZIONE NUOVA FERRARI: SI CHIAMERA' SF120 H IN OMAGGIO AL DRAKE?



(22/2/2018) NEW FERRARI F1: SF120 H HIS NAME? Ancora un po’ e alle ore 15.00 italiane ci sarà la presentazione della nuova Ferrari, la 64a monoposto che la Scuderia di Maranello metterà in pista per competere nel campionato mondiale di F1 (unica ad aver sempre partecipato). Quale nome contraddistinguerà la Rossa 2018 che per il momento è conosciuta con il numero del progetto e cioè 669? Anche questa volta, il vostro blogger prova ad indovinare dopo i fortunati tentativi degli anni scorsi. Vediamo un po’. Nell’era Marchionne si è passati all’adozione della dicitura SF (Scuderia Ferrari) e poi il riferimento all’anno o ad un anniversario (l’anno scorso i 70 anni di gare della Ferrari) con in più l’utilizzo di una lettera, T e H, per indicare la propulsione a motore turbo e l’ibrido.

2015: SF15 T  -  2016: SF16 H  -  2017: SF70 H

Allora, nel 2018? Secondo me le probabilità sono due: o si torna al “classico” SF18 H (o al limite SF 2018 H) oppure si rende omaggio al fondatore di cui quest’anno ricorre il 120° della nascita e quindi un SF120 H ci starebbe benissimo. Il presidente Marchionne, in occasione dell’anniversario, ha avuto parole di grande riverenza nei confronti del Drake: Pensare che sia nato nell’800 pare incredibile. La sua lezione è più che mai attuale e la sua modernità assoluta. Era un uomo con capacità di visione e di gestione di persone e delle risorse fuori dal comune, di forte spirito imprenditoriale. Viene da chiedersi quali traguardi avrebbe potuto raggiungere se avesse avuto a disposizione i mezzi tecnici e le conoscenze dei nostri giorni. Il segno che ha lasciato resta motivo di orgoglio per tutti la Ferrari e per l’Italia intera”. Sarebbe logico e bello ricordarlo (tra l'altro quest'anno è anche il trentennale della sua scomparsa) anche con questa attesa, nuova monoposto chiamata a sfidare la Mercedes e a riportare finalmente, dopo 11 anni, il titolo a Maranello.

mercoledì 21 febbraio 2018

NUOVA FERRARI 488 PISTA: PIU’ LEGGERA, PIU’ POTENTE



(21/2/2018) - La nuova Ferrari 488 Pista, che sarà presentata al pubblico al prossimo Salone dell’Automobile di Ginevra, è l’erede delle serie speciali V8 – 360 Challenge Stradale, 430 Scuderia e 458 Speciale – ed è un omaggio alla storia della Ferrari nelle competizioni: le foto e la scheda tecnica dicono già molto. Il suo sviluppo, infatti, è partito proprio dall’ambiente delle corse, forte dei cinque titoli Costruttori nel Mondiale FIA WEC conquistati dalla Casa di Maranello nella categoria GTE dal 2012 e dei 25 anni di esperienza nei campionati monomarca Ferrari Challenge. La riduzione peso, insieme a numerose soluzioni di motore, dinamica veicolo e aerodinamica, derivano da due Ferrari da competizione: la 488 GTE e la 488 Challenge.

PIÙ LEGGERA, PIÙ POTENTE - Rispetto al modello di serie, la Ferrari 488 Pista pesa ben 90 kg in meno (per un peso a secco di soli 1280 kg), un risultato che, quando abbinato al più grande incremento di potenza mai segnato in una serie speciale, ovvero + 50 cv, consente alla vettura di diventare il nuovo benchmark sportivo di riferimento tra le V8 di ultima generazione. Il motopropulsore è il V8 più potente della storia Ferrari ed è l’evoluzione estrema del motore turbo premiato per due anni consecutivi come “International Engine of the Year”, nel 2016 e nel 2017. È dotato di 720 cv, con la migliore potenza specifica nella categoria ,185 cv/l, e beneficia dei contenuti di riduzione peso della versione 488 Challenge. È in grado di raggiungere i 340 km/h e copre gli 0-100 km/h in 2,85” e gli 0 -200 km/h in 7,6”. Perfino il sound è unico, aumentato rispetto alla 488 GTB sia in intensità che in qualità, ad ogni regime e in tutte le marce, proporzionato all’aumento di potenza.


AERODINAMICA - L’aerodinamica della Ferrari 488 Pista sfrutta appieno l’esperienza maturata sui circuiti per un’efficienza ottimale anche nell’utilizzo su strada. Diversi gli elementi derivati dal mondo delle competizioni: dall’esperienza in F1 proviene l’S-Duct frontale, mentre i diffusori anteriori creano forti aspirazioni che determinano un aumento del carico verticale totale grazie all’adozione della rampa studiata per la 488 GTE. Lo spoiler è stato aumentato nella sua elevazione ed estensione e il lavoro di ottimizzazione ha interessato anche il soffiaggio dello spoiler stesso. Il risultato finale di questi interventi è un aumento del 20% di carico rispetto alla 488 GTB.




DIVERTIMENTO DI GUIDA - La dinamica veicolo si pone l’obiettivo di esaltare il divertimento di guida e di rendere maggiormente fruibili, anche al pilota non professionista, le prestazioni assolute. Tale obiettivo si traduce in una superiore facilità di raggiungimento e gestione della prestazione vicina al limite. Questo risultato è stato raggiunto mediante la sinergia tra lo sviluppo meccanico del veicolo e quello elettronico, sintetizzato dalla sesta evoluzione del Side Slip Control. Il SSC 6.0 racchiude attorno a un obiettivo dinamico comune i sistemi di controllo E-Diff3, F1-Trac e SCM, accanto ai quali debutta il Ferrari Dynamic Enhancer. Il nuovo sistema utilizza per la prima volta al mondo un canale di controllo gestito da software Ferrari basato sulla pressione inviata alle pinze freno.



IL DESIGN - Il design della nuova Ferrari 488 Pista è imperniato sulla chiara leggibilità dei concetti aerodinamico-funzionali mentre l’interno dell’abitacolo è essenziale e improntato all’uso sportivo. I designer del Ferrari Design Center  hanno saputo sfruttare elementi di innovazione, come per esempio il canale aerodinamico S-Duct all’anteriore, quale opportunità per accorciare otticamente il muso della vettura, creando un originale effetto di ala a sbalzo. Parte integrante dello stile, la livrea passante nel condotto sottolinea ulteriormente le forme raccolte e poderose della berlinetta, mentre la delimitazione a contrasto degli elementi aereodinamici sui paraurti e sulle fiancate contribuisce a scandire il design. Al concetto del frontale fa eco l’ala posteriore sospesa a “coda di rondine”, che aggiunge un senso di leggerezza ed efficienza, mentre i volumi della coda esprimono al meglio tutta la potenza della vettura.


FERRARI 488 PISTA - SCHEDA TECNICA SINTETICA >>

HAPPY BIRTHDAY/ ENZO FERRARI 30 ANNI. MA E' LO JUNIOR




(21/2/2018) – C’è un Enzo Ferrari che festeggia ancora il compleanno, ma è junior. Oggi il pro-nipote del Drake, figlio della primogenita di Piero, Antonella, compie 30 anni. “Non avrei mai pensato alla mia età di diventare bisnonno”: così il mitico fondatore della Scuderia del Cavallino accolse nel mondo l’ultimo erede. Sul fatto che portasse il suo stesso nome fu, al solito, contenuto: “Va bene, è un nome corto, facile da ricordare”. Aveva appena “celebrato” i 90 anni con un grande pranzo offerto a tutti i dipendenti e questo lieto evento, probabilmente, fu l’ultima vera gioia a fronte – era il 1988 – di tante amarezze patite per i risultati in pista che dopo il titolo del 1979,  l’anno 1982, competitivo ma tragico, e il sogno Alboreto nel 1985, stentavano ad arrivare. Sei mesi dopo, Enzo Ferrari morì.




QUALE FUTURO PER L'EREDE?- Il bimbo al quale fu dato cotanto nome è oggi un uomo, ben protetto dalla famiglia e di cui non si sa molto, (nelle foto eccolo secondo da destra intervenire con madre, fratellino e nonni nel 2003 alla prima a Modena del film “Ferrari” insieme a Schumacher e Lauda) ma forte è la curiosità di capire quale sarà il suo futuro professionale. Le ultime notizie lo danno a “farsi le ossa” alla settore marketing della Philip Morris, con focus nella MotoGp dove la multinazionale svizzera del tabacco sostiene la Ducati. Ma, come noto, anche se sulle monoposto non può più apparire la sponsorizzazione, Philip Morris è main sponsor della Ferrari alla quale versa un sostanzioso contributo. Da lì viene l’attuale Team Principal Maurizio Arrivabene e chissà se, in qualche modo, la strada intrapresa dal giovane Ferrari porti ugualmente a Maranello. Interrogato qualche tempo fa in merito egli fu possibilista e d’altronde, presto, potrebbero esserci novità. A giugno Marchionne svelerà il piano industriale FCA: l’attuale presidente Ferrari ha già annunciato che intende mantenere la carica ma circola sempre la voce relativa al famoso polo del lusso e dello sport composto da Ferrari, Maserati e Alfa Romeo. Non so se alla Gestione Sportiva o a livello di management ma sicuramente i tempi sono maturi per un impegno front-line di Enzo Ferrari. Vengono i brividi solo a scriverlo.

martedì 20 febbraio 2018

ALFA ROMEO SAUBER, SBOCCIA IL QUADRIFOGLIO (E ARRIVANO GLI SPONSOR!)


(20/2/2018) THE "QUADRIFOGLIO" BLOSSOMS. E finalmente ecco le prime foto della Alfa Romeo Sauber C37! L’attesa livrea non cambia molto rispetto a quella presentata ad Arese in sede di lancio del progetto che riporta in F1 tutto (o quasi…) il fascino del Biscione col suo carico di storia. Ora giudicate voi le soluzioni che caratterizzano la nuova monoposto frutto delle idee di Luca Furbatto ed Eric Gendelin (similitudini in zona bocca delle pance con la nuova Red Bull RB14) che hanno dovuto tener conto dell’introduzione dell’Halo, della riduzione della pinna e dell’eliminazione della T-Wing. La partnership, intanto, ha assicurato l’appoggio di nuovi sponsor: Claro, Richard Mille, Carrera e Kappa. E scusate se è poco (Peter Sauber sognava la notte una tale abbondanza di munifici, chi più chi meno, sponsor)!!! 




Sulla monoposto bianco-rossa campeggia il Quadrifoglio, il leggendario simbolo che dal 1923 identifica le alfa Romeo più performanti. La sua storia affascinante affonda le radici proprio nel mondo delle corse: la prima Alfa che recava il Quadrifoglio fu la "RL" di Ugo Sivocci che vinse la XIV edizione della Targa Florio nel 1923. Lo stesso emblema appare nel 1925 sulla "P2" di Brilli Peri che trionfò nel primo "Campionato Mondiale di corse automobilistiche", il primo dei cinque titoli mondiali vinti dall'Alfa Romeo, e nel 1950 e nel 1951 quando Giuseppe "Nino" Farina e Juan Manuel Fangio portarono le 158 e 159, le celebri "Alfetta", al successo nei primi due Campionati Mondiali di F1.

Le prime dichiarazioni:

Frédéric Vasseur (Team Principal): "Negli ultimi mesi abbiamo lavorato duramente allo sviluppo della C37, con l'impiego di molte risorse, ed è fantastico poterla presentare oggi. Sono convinto che Marcus e Charles formino una coppia di piloti perfetta, essendo il primo un pilota esperto e il secondo un rookie promettente. Per Marcus si tratterà della quarta stagione con noi. È un elemento importante della squadra, e grazie alla sua esperienza fornisce feedback tecnici molto precisi. Per quanto riguarda Charles, ha dimostrato di avere talento nelle categorie minori e merita di essere al via di questa stagione. Il nostro obiettivo per il 2018 è chiaro: vogliamo recuperare il gap rispetto agli altri team e migliorare le nostre prestazioni nel corso della stagione. Abbiamo messo molto impegno ed energia nello sviluppo della C37. Voglio ringraziare i nostri partner e i nostri tifosi per il supporto continuo. Il ritorno di Alfa Romeo in Formula 1 rappresenta un'altra pietra miliare nella storia del team, e sono orgoglioso che un marchio storico così importante abbia scelto noi per riproporsi nel nostro sport".



Jörg Zander (Direttore Tecnico): "È bellissimo svelare finalmente la C37. La vettura per il campionato 2018 è il risultato del duro lavoro che ha impegnato tutto il personale in fabbrica negli ultimi mesi. La filosofia alla base della C37 si discosta in modo significativo da quella su cui si fondava la C36. L'aerodinamica è notevolmente diversa, e la C37 presenta inoltre varie novità rispetto alla monoposto precedente. Siamo sicuri che questa nuova concezione offra maggiori opportunità e ci consentirà di migliorare nel corso della stagione. Anche il motore Ferrari 2018 contribuirà al miglioramento delle prestazioni. Speriamo che con la C37 riusciremo a fare dei progressi e ad essere più competitivi rispetto al 2017."

MARKETING ALFA ROMEO: LECLERC COME LAUDA NEL 1978

(20/2/2018) – Tra poco sarà svelata  l’Alfa Romeo Sauber C37 e prenderà il via l’operazione “back F1” del Biscione. Si tratta di un progetto che, fermo restando l’annunciato interscambio tecnico e strategico tra le due realtà (sportiva e industriale), almeno per la fase iniziale si gioca molto sull’aspetto del marketing. Intanto vedremo la livrea definitiva della monoposto, che dovrebbe avere in grande evidenza il marchio milanese, e nei giorni scorsi i due piloti della scuderia elvetica, Leclerc ed Ericsson, sono stati a Balocco per cominciare a conoscere le radici della storica Casa e…per un bel servizio fotografico (con annessi giri in pista) con il SUV Stelvio e la Giulia in versione Quadrifoglio! Marchionne tiene molto a questo aspetto e probabilmente per il definitivo rilancio dell’Alfa Romeo è la mossa giusta, direi in ritardo. 

E comunque la storia si ripete: nel 1978 Niki Lauda, transfuga in maniera clamorosa dalla Ferrari alla Brabham motorizzata Alfa, fu ampiamente utilizzato – come si vede dalla foto accanto - per lanciare i modelli prodotti ad Arese. L’accoppiata tra il celebre campione del mondo ex Ferrari e ancora fresco di aurea eroica post-Nurburgring e le sportive italiane dal background automobilistico leggendario era quanto di meglio i pubblicitari e gli strateghi dell’immagine del marchio potessero disporre e probabilmente le vendite ne beneficiarono. 

Marchionne pare pensi anche ad una motorizzazione Alfa per l’Indycar e anche qui, meglio ancora con vittorie annesse, le praterie per gli addetti al marketing sarebbero infinite. 


domenica 18 febbraio 2018

ANNIVERSARY / ENZO FERRARI NACQUE 120 ANNI FA IN VIA...PAOLO FERRARI

(18/2/2018) –Un anniversario che riguarda Enzo Ferrari è sempre rimarchevole:oggi è il 120° della nascita in quel di Modena: era il 18 febbraio 1898.  Non starò qui a narrare la sua mitica epopea, ormai patrimonio comune, ma mi piace tornare indietro a quel l’inverno di più di un secolo fa. Via Paolo Ferrari numero 5, allora periferia di Modena, Emilia, pianura padana. E’ lì che il futuro Drake nacque; è lì che abitavano al piano rialzato con quattro stanze il papà Alfredo, di Carpi, e la mamma Adalgisa, originaria di Forlì. Due anni prima era nato il fratello Alfredo. Al piccolo Enzo fu dato quale secondo nome Anselmo, da quello del padrino di battesimo e cioè l’industriale Chiarli, titolare dell’omonima azienda vinicola tuttora esistente. Una famiglia tutto sommato agiata grazie ai proventi dell’annessa officina del padre che svolgeva attività di carpenteria metallica e riceveva commesse da parte delle ferrovie statali. La data di nascita è leggenda: Enzo Ferrari ha tramandato la causa del posticipo al 20 febbraio alla intensa nevicata che interessò la città e che costrinse ad attendere due giorni prima di poter denunciare all’anagrafe il lieto evento. I bollettini meteo del tempo, però, non riportano notizie di 
precipitazioni nevose… Mistero. 


Il MEF Museo Enzo Ferrari a Modena

IL PICCOLO ENZO E LA PASSIONE PERI MOTORI - Non è un mistero, invece, la genesi di una passione che diventerà “divorante”. Il piccolo Enzo non era propriamente attirato dagli studi  ma dedito con entusiasmo adolescenziale allo sport presso la Polisportiva Panaro – si dilettava col tiro a segno, ma con altri bambini praticava podismo e pattinaggio a rotelle – fino a quando, all’età di 10 anni (1908,) il padre lo condusse a vedere una corsa automobilistica sul circuito di Bologna. L’idolo di allora era Felice Nazzaro (c’era anche Vincenzo Lancia) che le folle osannavano  L’anno successivo assistette al Record del Miglio, sul rettifilo del Navicello, sterrato della Modena-Ferrara. Né le giovanili passioni per la lirica e il giornalismo, né la stasi dovuta alla Prima Guerra Mondiale riuscirono a far svanire l’impressione di quelle immagini di piloti eroici e di quei rombi di grosse quattro ruote. Respinto dalla Fiat, cominciò a lavorare a Torino dal carrozziere Giovannoni e infine, grazie all’amico Ugo Sivocci, alla CMN – Costruzioni Meccaniche Nazionali. Ne era collaudatore ma con quei telai ex Isotta Fraschini con motori 4 cilindri da 3 litri si poteva anche gareggiare. Nell’ottobre 1919 il 21enne sconosciuto Enzo Ferrari esordì alla Parma – Poggio di Berceto. Non si fermerà più.

Per celebrare i 120 anni dalla sua nascita, nella casa natale di Enzo, all’interno del complesso in cui oggi sorge il Museo Enzo Ferrari a Modena, viene allestita una mostra fotografica con immagini che lo ritraggono in varie fasi della sua vita: dall’infanzia all’età adulta, dalla carriera di pilota a quella di manager e costruttore accanto a campioni indimenticabili dell’automobilismo tra cui Nuvolari, Castellotti e Villeneuve.

venerdì 16 febbraio 2018

HAPPY BIRTHDAY / ROSSI 39 ANNI, DAKAR O LE MANS DOPO IL RITIRO?

(16/2/2018) Buon compleanno Valentino Rossi, oggi 39 anni. E’ nato, tanto per capirci, nell’anno iridato del ferrarista Jody Scheckter. Accanto agli auguri di prammatica, quest’anno più che mai impazza la domanda: l’ex o sempre attuale – fate voi – Peter Pan sta pensando al ritiro? Le ultimissime notizie, fonte Lin Jarvis, team manager Yamaha, lo danno molto vicino al rinnovo del contratto con la Casa giapponese almeno per un altro anno, il 2019, quando compirà 40 anni! Il campione pesarese ha già fatto sapere che non ha fretta e, anzi, ha ribadito che intende effettuare a dovere i test pre-campionato – da oggi la MotoGp è a Buriram – e magari attendere l’esito delle prime gare. Saggio intendimento: se la moto sarà competitiva e lui in forma non si vede perché non debba continuare: “Dipenderà dai risultati”, ha già avuto modo di precisare.  Giacomo Agostini è d’accordo: “Valentino ama le due ruote e ama correre, ma pensa anche che se deve correre per arrivare quinto o sesto, è meglio che smetta. Se il suo compagno Vinales vince e Valentino arriva dietro allora potrebbe smettere non essendo più così competitivo. Per tutti gli sportivi è dura dire basta”. Per Rossi, il divertimento unito al successo è tutto – ma vale per tutti gli sportivi – e quindi occorre attendere ancora un po’. 

FUTURO A QUATTRO RUOTE - Una sua uscita di scena, comunque da mettere in preventivo se non altro per le leggi della natura, va presa in considerazione. E’ stato calcolato che Rossi muove un giro d’affari da 300 milioni di euro.  Lo sa bene il CEO della Dorna, Carmelo Ezpeleta che si è mosso per tempo per assicurarsi la benefica presenza del pluri-campione: “Ho un accordo con lui che parla del suo ritiro ma non posso anticipare nulla. Valentino deve essere qui perché è il suo mondo e siamo contenti che sia così”. Per il dopo, ci sarà da badare alla sua squadra ma per uno spirito competitivo come lui non può certo bastare: “La MotoGP è tutta la mia vita e dirigere la mia Academy, far crescere i giovani sarà bello, ma non la stessa cosa”. Allora le quattro ruote si profilano come un possibile antidoto alla depressione. Come noto, Vale ha già provato l’ebbrezza della F1 con i test Ferrari, ama i rally e la mitica Subaru Impreza e al Monza Rally Show è un mattatore fisso, ma ha già precisato che non pensa ad impegni di alto livello “perché sarò troppo vecchio per gareggiare nelle categorie top”. Chissà, però magari sogna le “coccole” di una Casa ufficiale e infatti nei suoi desiderata c’è la disputa della Dakar (e qualcuno parla della 24 Ore di Le Mans!)

giovedì 15 febbraio 2018

LA HAAS VF18 COMPLETA LA NUOVA GENERAZIONE DI MONOPOSTO



(14/2/2018)WITH THE HAAS VF18, HERE IS THE NEW GENERATION OF RACING CARS. Con la presentazione a sorpresa della VF18 della Haas (che ha anticipato di un giorno la Williams FW41) e lo shake down di ieri a Magny Cours della nuova F2 Dallara, il quadro delle monoposto di nuova generazione che hanno “rivoluzionato” il loro look e che daranno vita ai vari campionati – vedi anche IndyCar e Formula E 2018/19 - è praticamente completo. Qual è la più bella e interessante?

Haas docet: le F1 dell’era Halo e dell’eliminazione della T-wing si presentano esteticamente accattivanti e i commenti di coloro che le hanno già viste parlano di forme generalmente più “aggressive”, per quanto la struttura di sicurezza destinata a proteggere il capo dei piloti abbia dato più problemi di quanto si potesse pensare ai progettisti. 


Le nuove F2, eredi delle GP2 e spinte da motori V6 turbo da 3,4 litri, si avvicinano molto alle F1e d’altronde questo era l’obiettivo: chi vince quel campionato deve essere pronto a guidare una F1 (molta elettronica,  gestione della Virtual Safety Car, del marshalling-system e del sistema DRS ) sperando che il passaggio alla massima formula sia automatico come sbandierato…


Anche il nuovo filante aero-kit delle IndyCar 2018 è firmato Dallara e, obiettivamente, è molto più gradevole del precedente by Chevrolet o Honda. Ma l’obiettivo è quello di conferire più carico aerodinamico al posteriore e nel contempo assicurare maggiori risparmi in relazione alla sostituzione dei pezzi. Niente male. 
In ultimo, se non altro perché riguarda il prossimo campionato, è stata svelata la prossima Formula E Gen 2, subito ribattezzata bat-mobile per le sue forme avveniristiche. La presentazione ufficiale avverrà al prossimo Salone dell’Auto di Ginevra, il 6 marzo. “Il nostro obiettivo -  ha dichiarato Alejandro Agag - era rompere gli schemi rivoluzionando il motorsport. Questa seconda generazione di monoposto rappresenta quella rivoluzione”. 



martedì 13 febbraio 2018

WILLIAMS, TRA STORIA E PROFUMO DI DOLLARI

(13/2/2018) – Sarà la Williams, giovedì 15, ad aprire di fatto le danze della stagione F1 2018 con la presentazione a Londra della FW41 che ha appena suprato i crash-test. La storica scuderia di Sir Frank  - 9 titoli costruttori e 7 piloti - si attrezza dunque per affrontare un nuovo campionato ma quando tornerà a vincere questa squadra che dalla conquista del titolo piloti 1997 con Jacques Villeneuve non è più riuscita a dettare legge o, quanto meno, a lottare costantemente per la vittoria? Cosa è successo, da allora? Davvero, come ha accusato Jacques Villeneuve, la Williams “ha venduto l’anima ai miliardi di Lawrence Stroll che pensa solo a suo figlio”? Una cosa è sicura: i dollars non mancano, oltre quelli Martini incamera anche i finanziamenti della Smp Racing che supporta il nuovo driver Sirotkin e annuncia la partnership con Acronis…


WILLIAMS STORY - Nei due anni successivi al titolo strappato a Schumacher in quel di Jerez, la Williams aveva dovuto “ripiegare” sui motori Mecachrome e poi Supertec. Annate poco proficue, tra l’altro caratterizzate nel 1999 dal deludente connubio con Alex Zanardi che aveva lasciato la sua culla d’oro americana per sprofondare nell’incomprensione più totale con Patrick Head… Tutto poteva e doveva ricominciare grazie alla  partnership con la BMW che è durata ben 6 anni (2000-2005) ma che ha avuto il piccolissimo problema di realizzarsi proprio negli anni d’oro della Ferrari e del cannibale Schumacher. Certo, non sono mancate le vittorie ma il roccioso Montoya si è rivelato tutto sommato evanescente, troppo impegnato a “puntare” Schumi, mentre a Ralf Schumacher è sembrata mancare sempre la “marcia alta” per affermarsi. Ancora un anno di “purgatorio” nel 2006 con il motore Cosworth ma con un possibile forte rilancio dovuto all’accordo per ottenere il motore Toyota, fino al 2009. 

Il duo Nico Rosberg, ancora acerbo, Kazuki Nakajima, imposto dai giapponesi ma…troppo acerbo, non hanno dato i frutti sperati. La perenna ricerca della motorizzazione vincente – la rincorsa ai fasti Williams-Renault è stata spasmodica – è passata attraverso una nuova fornitura Cosworth nel 2010/11 e Renault (2012/13). Con la cavalleria francese, Pastor Maldonado – che faceva coppia con l’esperto Barrichello - è riuscito a dare l’ultima soddisfazione: vittoria a sorpresa nel Gp di Spagna 2012. Un fuoco di paglia negli anni del dominio Red Bull e dell’ascesa Mercedes. Ebbene, Frank Williams è riuscito ad accaparrarsi anche il motore della Stella che dal 2014 spinge le monoposto di Grove. Che continuano a cercare l’antica predominanza. Ci riusciranno con Stroll, atteso alla prova di maturità, e con il neo acquisto Sirotkin, tutto da verificare? Paddy Lowe che firma, questa volta per intero, il nuovo progetto non promette rivoluzioni, se non progressi correlati all’entità dei capitali a disposizione. In “panchina” c’è Robert Kubica, pilota di riserva e sviluppo. Chissà, forse toccherà a lui tornare a dare qualche soddisfazione tangibile.

giovedì 8 febbraio 2018

WSK SUPER MASTERS: I PRIMI LEADER DI CLASSIFICA

(8/2/2018) Janker (Germania), Irlando (Italia), Smal (Russia), Stenshorne (Norvegia): sono i primi leaders di classifica dopo l’appuntamento inaugurale della nuova stagione WSK Super Master ad Adria. Ma, come detto, sono solo i primi responsi e già nel  prossimo weekend di gare del 4 marzo a Lonato sono attese conferme o riscatti.

Il tedesco Hannes Janker (KR-Parilla-Bridgestone) ha fatto quasi bottino pieno installandosi al comando a quota 89. Dopo la vittoria in Prefinale B e in Finale, all’en-plein è mancato solo il primo posto al termine delle manche, centrato invece dallo spagnolo David Vidales (Tony Kart-Vortex), terzo con 45 punti. Buono l’avvio del friulano Lorenzo Travisanutto (KR-Parilla), vittorioso in Prefinale A e secondo in Finale, e ora secondo in classifica con 64 punti. Terzo posto, a pari punti con Vidales, anche per Nicklas Nielsen (Tony Kart-Vortex), secondo in Prefinale B e in Finale. 
 

Alex Irlando parte da leader della KZ2, grazie a un progressivo miglioramento di risultati che lo ha portato fino alla vittoria in Finale. Il pilota di Locorotondo, figlio d’arte, comanda con 77 punti davanti al francese Adrien Renaudin - entrambi su Sodi Kart-TM-Bridgestone -  il quale somma 59 punti con la vittoria in Prefinale e il secondo posto in Finale. La gara di allenamento sul kart ha visto Leonardo Lorandi (Tony Kart-Vortex) risalire bene fino al secondo posto in Finale, risultato che spinge il bresciano al terzo posto in classifica con 47 punti. Sfortunate, invece, le gare finali di Adria per il francese Anthony Abbasse (Sodi-TM), che dopo aver vinto il sabato la classifica delle manche è ora quarto con 26 punti. 

In OK Junior il confronto al vertice è tra il russo Kirill Smal (Tony Kart-Vortex-Vega) e il palermitano Gabriele Minì (Parolin-Parilla), vittoriosi nelle rispettive Prefinali. Dopo un difficile avvio nelle manche, il siciliano ha recuperato sull’avversario fino a incontrarlo in Finale nella alla sfida diretta, risoltasi a favore di Smal. I due figurano in classifica nello stesso ordine, rispettivamente con 87 e 60 punti. Alle loro spalle, l’estone Paul Aron (FA Kart-Vortex), grazie al terzo posto in Finale conquistato dopo un avvio in sordina. Amara la fase finale di Adria per l’argentino Isidoro Vezzaro (Tony Kart-LKE), vera sorpresa del weekend dopo aver battuto tutti nelle manche, ma fuori dalla zona punti nelle gare decisive. 

Rimasto senza punteggio dopo le manche di qualifica, il norvegese Martinius Stenshorne (Parolin-TM-Vega) ha centrato la vittoria in Prefinale B e in Finale, guadagnando il massimo punteggio per lanciarsi al comando della classifica 60 Mini, con 80 punti. Il polacco Tymoteusz Kucharczyk (Parolin-TM), secondo in Finale, è secondo anche in classifica con 48 punti, dopo aver iniziato bene vincendo il ranking delle manche. Segue da vicino, con 42 punti, il barese Francesco Pulito (IP Karting-TM), terzo in classifica grazie alla vittoria in Prefinale A, seguita dal quinto posto in Finale. (foto Press.net Images)