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giovedì 9 novembre 2017

SENNA, ULTIME RIVELAZIONI

(9/11/2017) SENNA, LAST REVELATIONS. Ayrton Senna è grande parte della storia della F1 e, a distanza di 23 anni dalla sua morte, tutte le news che lo riguardano destano sempre attenzione ed interesse. Negli ultimi giorni sono ritornate a galla due momenti della carriera del pilota brasiliano che riguardano il 1993 (Lamborghini) e il difficile approccio con la Williams FW16.

SENNA – LAMBORGHINI 1993 – A tirare fuori, o meglio a svelare il primo mistero, è il noto giornalista dei motori Renato Ronco sul blog Autologia. Cosa successe dunque in quel fine stagione decisivo per Senna, ormai sempre più propenso a lasciare la Mc Laren e a strappare l’invincibile Williams al nemico giurato Prost? Riassumo lo scoop: sulla strada del destino si mise il motore Lamborghini che il tre volte campione del mondo ebbe modo di provare nel corso di un test sul circuito dell’Estoril. L’esito fu talmente positivo che si pensò di passare subito al propulsore progettato da Mauro Forghieri a scapito del deludente Ford, almeno al cospetto dell’innovativo motore Renault. Alla fine, tra Ron Dennis e i vertici della Chrysler venne concordata verbalmente l’adozione del motore emiliano per il 1994: costo dell’operazione 20 milioni di dollari. Tra il dire e il fare, però, ci mise lo zampino niente meno che l’allora neo presidente Ferrari Luca Cordero di Montezemolo alle prese con il momento più nero della Ferrari, sia industrialmente (per la prima volta si dovette ricorrere alla cassa integrazione) che sportivamente. Come? Secondo la ricostruzione, Montezemolo avrebbe dato mandato al DS Jean Todt di prodigarsi affinché fosse la Peugeot, la Casa francese dove Todt era di casa per i gloriosi trascorsi sportivi, a fornire un motore alla Mc Laren. Pare che la Ferrari temesse che il concorrente, già sugli scudi per il successo della Diablo, potesse darle il colpo di grazia con l’abbinata vincente, sportiva e d’immagine, Mc Laren/Senna. Ebbene, l’accordo non ebbe seguito: Dennis puntò sui Peugeot (tra l’altro la fornitura era gratuita) e Senna virò decisamente verso la fatale Williams…

SENNA – NEWEY 1994 – Senna, come noto, non era soddisfatto della sua Williams. Prima di Imola non aveva marcato punti ma, soprattutto, non sentiva la macchina cucita addosso e, anzi, l’abitacolo così angusto rappresentava per lui una vera tortura fisica. Tra le varie migliorìe richieste dal pilota di San Paolo – nel libro di Franco Panariti “Senna, cronaca di una tragedia”, però, emerge che le sue indicazioni non venivano granchè prese in considerazione - anche l’adozione di un volante dal diametro maggiore. Nel libro “How to build a car” (Harper Collins), l’allora progettista Adrian Newey ritorna a quel periodo nero e, ebbene sì, ammette  la responsabilità di un progetto sbagliato ma non dell’incidente che ferì mortalmente Ayrton. Per permettere l’innesto del volante più grande preferito da Senna, Newey ricevette l’ok dal DT Patrick Head per studiare una soluzione che consentisse l’abbassamento della colonna dello sterzo. Per raggiungere questo risultato furono utilizzati due pezzi non adatti, ammette Newey. Detto questo, però, il genio oggi alla Red Bull ancora non dà credito al cedimento del piantone dello sterzo quale causa del terribile incidente anche se si assume la piena responsabilità di un progetto sbagliato a livello aerodinamico - prima di Imola ci fu un test segreto a Nogaro - che costringeva Senna a vere acrobazie per tenere in pista una monoposto altamente instabile, nervosa. Pericolosa.

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