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giovedì 30 novembre 2017

OPERAZIONE ALFA ROMEO-SAUBER: PILOTI E STRATEGIE

(30/11/2017)ALFA SAUBER F1 TEM: DRIVERS AND STRATEGY. Dopo la grande e giusta eccitazione dei primi momenti riguardo la notizia del coinvolgimento dell’Alfa Romeo in F1, grazie alla partnership con la Sauber, sorgono nuove considerazioni e interrogativi. Quali saranno i piloti della Scuderia con sede in Svizzera? Qual è la strategia di fondo dell’operazione? Probabilmente ne sapremo di più sabato, quando ad Arese Sergio Marchionne terrà un incontro entrando di più nei particolari ma intanto scandagliamo la situazione.

PILOTI SAUBER 2018: ANCHE GIOVINAZZI? – I piloti 2018 della neo Alfa Romeo Sauber F1 Team sono davvero importanti, soprattutto se si considera che questa operazione è sportiva ma anche di marketing. Ad ora l’unica cosa certa è l’estromissione di Werhlein, sostenuto dalla Mercedes che non ha più voce in capitolo dopo l’accordo di ieri. Uno dei due fortunati a questo punto sarà  senz’altro il monegasco Charles Leclerc, fresco campione F2 e pupillo della Ferrari Driver Academy. C’è allora da consegnare il secondo volante e qui la disputa si restringe a Marcus Ericsson e Antonio Giovinazzi. Lo svedese ha la sua carta pesante da giocare: la Sauber, dopo l’addio del fondatore Peter Sauber, è controllata dalla finanziaria svizzera Longbow Finance S.A. collegata al Gruppo Tetra Laval a sua volta in possesso del noto marchio TetraPak che è sponsor di Marcus. Lo svedese farà certamente di tutto per far valere questo stretto rapporto per quanto il suo nome è stato accomunato anche alla Williams in cerca del pilota che sostituirà Felipe Massa. Ma lì, Kubica e Sirotkin sono in vantaggio. Giovinazzi è in fibrillazione. Dopo un anno di rodaggio quale terzo pilota Ferrari e tester occasionale Haas è il momento della stabilizzazione, non può attendere oltre in panchina. Ha il vantaggio di conoscere la squadra per aver corso i primi due gran premi 2017 in Australia e Cina ma a questo punto occorre un secondo atto di coraggio da parte di Marchionne: imporre l’italiano, dopo 5 anni di assenza tricolore dalla griglia di F1. Sarebbe importante per la Ferrari in ottica futura (il contratto di Raikkonen scade l’anno prossimo), per Liberty Media interessata ad “innalzare” l’audience in Italia, per la Pirelli che avrebbe già richiesto un “testimonial” italiano nel Circus. Ericsson terzo pilota, in attesa degli eventi 2019, è la soluzione ideale.

STRATEGIA MARCHIONNE ALFA ROMEO – Come precisato ieri nei comunicati, l’accordo prevede una cooperazione strategica, commerciale e tecnologica in tutte le possibili aree di sviluppo anche attraverso la condivisione di ingegneri e personale tecnico specializzato di Alfa Romeo. Marchionne, cioè, vuole replicare quanto attuato in Ferrari. Travasare nel racing l’esperienza automotive e trarne nel contempo utile know-how. Qui si va oltre, citando proprio i modelli: “gli ingegneri e i tecnici dell'Alfa Romeo, che hanno già dato prova delle loro capacità con la progettazione dei nuovi modelli Giulia e Stelvio, potranno ulteriormente ampliare la loro esperienza portando al Sauber F1 Team competenze tecniche di assoluta avanguardia”. Giulia e Stelvio, appunto. Sono le carte a disposizione con le quali  Marchionne e Alfa Romeo si giocano moltissimo sul tavolo verde del mercato internazionale. Dopo la presentazione della Trimestrale di cassa, nel corso della Call con gli analisti, Marchionne aveva dichiarato: L’alfa Romeo farà utili dal quarto trimestre di quest’anno”, precisando poi: “Con Alfa Romeo e Maserati stiamo ancora perdendo soldi, come previsto, ma andrà meglio nel 2018”. Ecco, soprattutto per il marchio del Biscione occorreva e occorre accelerare perché le vendite negli USA, mercato ritenuto essenziale dal capo FCA, non sono ancora a regime nonostante gli sforzi del Responsabile dello storico brand milanese Reid Bigland. Questo è ancora il contingente, ma la vera posta in palio e lo spin-off dei marchi Alfa e Maserati che insieme a Ferrari dovranno costituire il famoso, attraente, profittevole, annunciatissimo polo del lusso sportivo che rimarrebbe saldamente in mano alla famiglia Agnelli. Dopo FCA potrà essere sicuramente venduta: cinesi in pole position.

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