Translate

martedì 24 ottobre 2017

F1 NERVOSA DOPO AUSTIN : SANZIONI, "CAVOLATE" E PANCHINE LUNGHE


(24/10/2017) – La carovana della F1 approda in Mexico con Lewis Hamilton più che pronto a giocare il match-ball contro la coriacea ma affaticata Ferrari di Vettel. Dopo la prestazione di Austin, con tutta probabilità l’inglese, al quale basta un quinto posto, potrà festeggiare con sombrero e tequila il suo quarto titolo mondiale (!) che lo parifica all’inviso tedesco del  Cavallino nello score complessivo. In attesa di riaccendere i motori sul circuito di Città del Messico ancora ferita dal recente terremoto c’è veramente da perdere la testa dietro alle “mattane” della Formula 1 che spesso si perde tra prospettive future o decisioni e/o reazioni poco comprensibili.
E VERSTAPPEN QUESTA VOLTA S'INCAXXA - Tiene banco, ovviamente, la sanzione che ha sottratto il terzo posto al solito, arrembante Verstappen. Giusto? Sbagliato? Certo, il regolamento parla chiaro e Max è in fallo ma, arringano  i difensori, le corse sono così e altri “correi” non sono stati puniti. Al solito: qual è la linea di tolleranza? E’ forse finita l’impunità della quale, credevano in molti, l’olandese godeva ai fini dello spettacolo (leggi audience)?  Mah. Io dico solo che non era il caso di far salire il ragazzo fin quasi sul podio per poi tirarlo giù. Una situazione oggettivamente umiliante, in diretta mondiale, da evitare. Poi, che i regolamenti vengano spiegati bene nei breafing, ogni volta. Come a degli scolaretti? Sì, altrimenti Verstappen o altri in futuro si sentiranno liberi di definire “idiota” uno dei Commissari preposti .
NERVI TESI ALLA FERRARI - Maurizio Arrivabene ribadisce: “Lotteremo fino all’ultimo GP, fino all’ultima curva”. Bene. Ma ormai non ci sono più dubbi: gli step evolutivi sulla Mercedes hanno funzionato alla grande, sulla Ferrari hanno creato problemi facendo sfumare le velleità iridate. 
Anche il proverbiale “passo gara migliore” a Austin è andato a farsi benedire.  Vettel, onestamente, lo ha riconosciuto: “Loro ne avevano di più”, punto e basta (con un Hamilton in forma strepitosa, tra l’altro). L’ambiente Ferrari, quando si perde  - nonostante un’annata comunque molto positiva - non è mai tranquillo e infatti il Presidente Marchionne sta esternando spesso a modo suo. “Sono state fatte cavolate”, la frase più antipatica (per quanto sostanzialmente veritiera) riferita alla squadra e al pilota di punta. Un avviso anche ai vertici Liberty Media per quanto riguarda i prossimi regolamenti sui motori: “Ci sarà da litigare”. Insomma, nervi tesi che potrebbero anche peggiorare se negli ultimi tre gran premi i piloti o la squadra dovessero sbagliare qualcosa  non confermandosi superiori almeno alla Red Bull che invece è in forte crescita.

KVYAT, MESTO RITORNO IN PANCHINA - Sul circuito “Hermanos Rodriguez” sulla Toro Rosso torna Gasly e viene confermato Hartley. Dopo un “turno”, tra l’altro gratificato da un punto mondiale, torna in panchina il povero Kvyat. 
A proposito di umiliazioni, cos’altro è questa? Che Marko si decida: il russo è fuori (dalle sue grazie)? Le decisioni sulla composizione della Toro Rosso, tradizionale serbatoio della ambitissima Red Bull, si stanno rivelando sempre più difficili. Il programma Young è un po’ in affanno ed è bastata una telefonata – quando si dice l’iniziativa privata – di Hartley per assicurare al neo-zelandese un volante e, chissà, un contratto per il 2018. In Texas non ci poteva aspettare un granchè da un esordiente su vetture tanto complesse ma la nuova chance in Messico dovrà essere probante per lui. Alla fine dell’anno prossimo, probabilmente, qualcuno da Faenza prenderà il posto di Ricciardo (nuovo ferrarista?) e farà compagnia al neo-confermato e idolatrato Verstappen.  Possono essere Gasly o Hartley?

Nessun commento:

Posta un commento