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giovedì 31 agosto 2017

HAPPY BIRTHDAY / MONTEZEMOLO 70 ANNI (COME LA FERRARI) IN 18 FRASI



(31/8/2017)HAPPY 70th BIRTHDAY, MONTEZEMOLO IN 18 PHRASESLuca Cordero di Montezemolo compie oggi 70 anni, buon compleanno, happy birthday. Tanti quanto la Ferrari che, come ha sempre detto con commozione sincera, dopo la sua famiglia, è tutta la sua vita. Il suo destino. Come per tutto, però, c’è un termine e l’avventura fantastica, durissima, in sella al Cavallino è finita come nessuno avrebbe immaginato. Inutile elencare adesso i suoi indubbi meriti o fargli le pulci su decisioni o atteggiamenti sbagliati. Ci sta tutto, ma imponenti e solenni restano nella storia della…storica Ferrari il quinquennio schumacheriano 2000-2005, il mondiale 1975 riportato a Maranello col trionfo di Monza dopo 11 anni e mettiamoci pure la crescita industriale, commerciale, logistica dell’Azienda tutta. Secondo Merzario, Montezemolo si è dimostrato degno erede del Drake. Un riconoscimento non da poco. E’ inoltre nella Hall of Fame del motorsport. Non starò qui a rispolverare le tappe della sua carriera. Lo faccio attraverso altri post di Motor Chicche a lui dedicati e 18 sue frasi simbolo.




  
Guardando Mingarelli (Sauro, un amico meccanico che da bambino lo faceva sedere vicino mentre provava le auto, ndb) decisi di diventare anche io pilota”

Grazie ai rally (correva su una Fiat 124 in coppia con Cristiano Rattazzi, figlio di Susanna Agnelli, ndb) conobbi Ferrari intervenendo in sua difesa alla radio a “Chiamate Roma 3131”. E la mia vita cambiò di colpo”.

Sono nato a Bologna, Via Saragozza 12. Avere la stessa età della Ferrari è un segno del destino”.

La prima corsa con la Ferrari, come il primo amore, non la potrò mai scordare: GP d’Inghilterra, Silverstone. Era il 14 luglio 1973, appena 10 giorni dopo il mio arrivo a Maranello. Alloggiavo all’Hotel Canalgrande di Modena, dividevo l’ufficio con Franco Gozzi e guadagnavo  400mila lire al mese”


Niki Lauda è un grande amico, anche se non paga mai il conto al ristorante. Non era un pilota particolarmente veloce ma aveva una grande sensibilità e sapeva interpretare la macchina e le gare come nessuno. Andò via dalla Ferrari perché venne meno un certo spirito di squadra e poi lui cercava nuove motivazioni”.

Per me Enzo Ferrari è stato un grande maestro, ho imparato molto da lui. Mi piaceva il suo attaccamento alla sua terra”.

Alla Juventus feci cose contrarie al mio volere perché non potevo dire no all’Avvocato Agnelli. Fui un presidente contro-voglia, senza convinzione. L’opposto della Ferrari”.

John Barnard era un uomo certamente capace ma con un carattere impossibile. Per di più considerava l’Italia come una terra di serie D, nemmeno di serie B”.

Todt dominava i rally con la Peugeot. Fu Ecclestone a consigliarmelo. Confesso che quando nell’agosto del 1992 si presentò a casa mia a bordo di una sontuosa Mercedes mi venne qualche dubbio ma capii che era proprio l’uomo giusto”.

Di Schumacher mi colpì il rispetto e la competenza con cui parlava della Ferrari. Un pilota sicuro di sé e delle sue capacità che ebbe anche il merito di instaurare immediatamente un rapporto di grande onestà e chiarezza con Todt”.


Nel 2000 mi sono commosso e ho pianto perché anch’io mi sono voltato indietro e ho pensato da dove eravamo partiti quell’inverno del 1991. Soprattutto, ho pensato alle persone straordinarie che lavorano alla Ferrari e a quanto grande sarebbe stata la loro gioia”.

Schumacher è stato il più grande e vincente pilota della Ferrari. Ha avuto un solo incidente serio in carriera, nel 1999, e allora fu colpa nostra, non sua”.

Gianni Agnelli per me è stato come un padre, più di un padre”.

Alonso è uno molto forte caratterialmente, molto attento alla preparazione fisica, come lo era Schumacher. Secondo me, oggi, è il pilota più forte, come in passato Lauda e Schumacher, a livello di interpretazione della gara e capacità di fare 60/70 giri in un certo modo. Inoltre ha dimostrato anche con macchine non super competitive di essere un combattente fino all’ultimo giro”.

Il mio licenziamento veloce è legato alla quotazione FCA alla borsa di New York. Nel 2002 la Ferrari fu fondamentale per reperire quei fondi di cui la Fiat aveva assolutamente bisogno (Mediobanca versò circa 700 miliardi, ndb), così lo è ora (2014) in prospettiva Wall Street”.

“Credo che la Ferrari debba mantenere al centro i clienti e i collezionisti e non gli analisti finanziari”.

Forse meritavo un grazie. Ma va bene così”.

Nel 1998 ho incontrato Ludovica (Andreoni, ndb): il matrimonio, la piccola Guia (poi Maria e Lupo, ndb): la paternità a 53 anni è una cosa meravigliosa. Ringrazio il cielo e i miei due figli  Matteo e Clementina. Loro sono stati i capisaldi della mia vita”.

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