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sabato 3 giugno 2017

ONORE E GLORIA AL MOTORE COSWORTH, 50 ANNI FA LA PRIMA VITTORIA

(3/6/2017) – Ecco una data storica della F1: 4 giugno 1967. Cinquanta anni fa al Gran Premio di Olanda a Zandvoort esordiva, e fu subito vittoria, il nuovo motore Ford Cosworth DFV montato sull’altrettanto rivoluzionaria Lotus 49 guidata da Jim Clark. Un insieme da brivido. Quel propulsore sarebbe diventato per i successivi decenni, fino alla versione 1994 utilizzata da Schumacher sulla Benetton,  l’affidabile e potente punto di riferimento di tantissimi team che non potevano contare sulle unità motrici delle Case ufficiali. Furono Colin Chapman e la Ford a ideare l’operazione che vide nel celebre duo composto da Keith Duckwort e Mike Costin, fondatori con Bill Brown della Cosworth, i brillanti finalizzatori. Il progetto si basò sul 4 cilindri che già equipaggiava la Ford Cortina: tra la soluzione 12 cilindri che caratterizzava la Ferrari e 16 cilindri di marca BRM si affermò la via di mezzo, un 8 cilindri a V di 90° da 2993 cc e 400 cavalli. La sigla DFV significa appunto Double Four Valves.

GP DI OLANDA 1967 - Come detto, Clark si affermò nel GP di Olanda, terza prova del campionato 1967. Quella Lotus 49 motorizzata Ford Cosworth era qualcosa di portentoso, frutto di una simbiosi unica tra le esigenze del telaista e quelle del motorista. Per la prima volta il motore divenne portante con gli attacchi delle sospensioni posteriori. La semplicità dell’8 cilindri permetterà a Maurice Philippe (braccio destro di Chapman) di disegnare una monoposto bassa, stretta e filante che si avvarrà, bisogna aggiungere, del fine collaudo di Graham Hill. In Olanda avrebbe potuto vincere proprio l’inglese che partì in pole position ma fu tradito dal propulsore. Per tutto il 1967, fu affidato in esclusiva alla Lotus ma dall’anno successivo, su pressante richiesta di tanti team, venne messo a disposizione generale ad un prezzo abbordabile e il suo successo fu duraturo e storico. Onore e gloria dunque al motore Cosworth di cui oggi, quando in F1 si parla dell’esigenza di un “motorista indipendente” si sente tanto la mancanza.

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