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martedì 13 giugno 2017

LUCA DE MEO 50 ANNI, L’EX "MARCHIONNE BOY" ALLA SFIDA SEAT

(13/6/2017) – Doppi auguri a Luca De Meo: buon compleanno per i suoi primi 50 anni e buona fortuna per il rilancio della Seat, il marchio latino della galassia Volkswagen di cui è Presidente dal 2015. Due “imprese” affascinanti. Ops, qualcuno – ma ritengo pochi – non lo conosce? Nel mondo automotive è un leader, qualcuno dice un Re Mida talvolta abbigliato in gessato, talvolta casual. Dove è passato lui, le sorti di una Casa automobilistica hanno conosciuto impennate positive. 
CARRIERA - Renault (Clio) appena laureato alla Bocconi di Milano, Toyota  (Yaris e Lexus), quindi Fiat. E’ stato un “Marchionne boys” e il suo contributo alla letterale rinascita della Casa torinese, ad inizio anni 2000 sull’orlo del baratro, è stato fattivo e massivo. Ramo marketing, al quale il manager dal golfino blu attribuiva e attribuisce un’importanza decisiva. In pochi anni diventò responsabile del marketing di tutti i marchi del Gruppo, oltre ad ottenere una poltrona nel board, e quindi a dirigere Abarth e Alfa Romeo. Grande Punto e soprattutto Fiat 500 due capolavori rinascimentali (nel senso di ossigeno puro alla asmatica Fiat). 
Con la piccola della Casa, suo vero fiore all’occhiello, ha saputo far ritrovare agli italiani il gusto e l’orgoglio si sentirsi protagonisti di una storia e alla Fiat il bandolo della matassa. Torino ne gode i frutti ancora oggi. Ma per De Meo è stata la fine dell’avventura per concedersi alle potenti sirene di Wolfsburg, dove – anche lì – ha rapidamente salito parecchi gradini. Perché quell’addio che a momenti provocò una sincope a Marchionne? Non lo ha mai detto. Chissà, è nel suo DNA: originario di Locorotondo (la Valle d’Itria di Giovinazzi), diploma a Pescara, laurea a Milano, poi Parigi, Bruxelles. E’ uno che pensa moderno, cambiare è crescere. Il senso della sfida, forte del proprio sapere. La decisione di dedicarsi al mondo delle automobili che amava fin da bambino la prese quando viveva in Costa d’Avorio, mentre l’ex pilota ufficiale Lancia Arnaldo Cavallari gli fece vivere l’ebbrezza di un giro sulla Fulvia HF con la quale avrebbe disputato il Rally Bandama. Forse basta anche solo il desiderio di seguire un’emozione.

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