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venerdì 30 giugno 2017

VETTEL E RICCIARDO, BUON COMPLEANNO E…BUONA FERRARI!


(30/6/2017)HAPPY BIRTHDAY TO RICCIARDO AND VETTEL. Giorni di compleanni, i prossimi. Domani compie 28 anni Daniel Ricciardo e lunedì 3 luglio tocca Sebastian Vettel che invece di anni ne fa 30. Una coppia di piloti molto forti e caratterialmente molto diversi che da un po’ di anni si “marcano” a vicenda e che probabilmente il mercato piloti farà in modo che siano destinati ad incrociare ancora le proprie strade. Intanto, dopo l’ultimo Gran Premio a Baku, rappresentano gli estremi: l’australiano è al settimo cielo per l’insperata vittoria, la quinta della sua carriera, che lo rilancia in classifica e nelle gerarchie interne della Red Bull mentre il tedesco, pur in testa al mondiale, è nell’occhio del ciclone per la inopinata ruotata assestata ad Hamilton che la FIA ha annunciato di voler ancora giudicare, tra l’altro proprio il 3 luglio, giorno del suo compleanno! Vedremo come andrà a finire. Ma la rivalità tra Vettel e Ricciardo è destinata a riemergere presto, e cioè quando la Ferrari e il quattro volte iridato dovranno decidere se e come rinnovare il contratto che li lega fino alla fine di quest’anno.
LA FIRMA DI VETTEL - Per la verità, a pelle, qualche dubbio sulla prosecuzione del rapporto sembra alimentarlo proprio il tedesco che, sollecitato sull’argomento, glissa decisamente, rimandando tutti a tempi futuri. Dopo il “fattaccio” di Baku si sa che ha incontrato il Presidente Marchionne ma non è dato sapere cosa si sono detti. Alla Ferrari, al di là della difesa d’ufficio con tutte le attenuanti del caso, non può essere piaciuto il comportamento del suo sempre più nervoso pupillo. Ma questo, allo stesso tempo, non può essere un motivo per non continuare insieme. Ho l’impressione che Vettel attenderà fino all’ultimo di vedere come finirà questo campionato. Ha trascorso già due anni a Maranello senza troppi risultati e qualche errore di troppo per un perfezionista come lui, ma quest’anno la macchina è competitiva e Seb, sicuro di se stesso, conta di vincere. Se ciò non avverrà sarà per “colpa” del Team e a quel punto le “sirene” Mercedes diverranno molto suadenti. Non per niente Hamilton ha cominciato a lanciare segnali di possibile ritiro (impensabile per lui convivere con il tedesco, a maggior ragione dopo quello che è accaduto domenica scorsa). Ritiro che l’ex pilota Martin Brundle non esclude invece da parte di Vettel stesso! Insomma, un bel ginepraio. 
L'ATTESA DI RICCIARDO - Ricciardo, in tutto questo, è spettatore interessato. Sa che alla Red Bull ben difficilmente sacrificheranno il sempre più pretenzioso Verstappen e l’approdo alla Ferrari per lui di origine italiana sarebbe ovviamente il massimo. Ci spera e pare che Marchionne lo apprezzi molto (pensava a lui già Montezemolo). Anche Raikkonen è in scadenza di contratto ma Vettel non vede di buon occhio una “reunion” con l’ex compagno che sicuramente calamiterebbe tutte le simpatie dei fans della Rossa per il suo piacevole essere espansivo e per le radici italiane mentre Seb dopo tre anni continua a parlare inglese ed è un po’ musone e scostante. Quindi la situazione è questa: oltre al risultato della contesa con la Mercedes che pare in grosso progresso, il tedesco aspetta di sapere anche se a Maranello rinnoveranno ancora il contratto del suo amico e fedele scudiero finlandese. Poi tutto è possibile.

FLASHBACK / GP2 2007. ERNESTO VISO, CHE CRASH A MAGNY COURS


(30/6/2017) VISO'S CRASH AT MAGNY COURS. Questo blog ricorda spesso fatti, personaggi ed eventi del passato. Crash compresi. Ebbene, 10 anni fa esatti, il 30 giugno 2007, Ernesto Viso fu protagonista di un incidente spettacolare e di un vero miracolo a Magny Cours.Nel corso del primo giro, il pilota venezuelano, a quell’epoca impegnato in GP2 per il team Racing Engineering, venne a contatto ad alta velocità con Michael Ammermuellerand e Kazuki Nakajima. La carambola fece letteralmente decollare la monoposto di Viso che prima superò le barriere, quindi si schiantò contro il pilone in cemento armato di un ponte per finire distrutta molti metri più avanti, con la testa del povero pilota potenzialmente esposta a colpi molto gravi. Per pura fortuna, Viso, che l’anno prima aveva vinto Gara 2 a Imola e in Spagna per la iSport Team ed era terzo pilota della Spyker F1, se la cavò con molte ammaccature e sicuramente un grosso spavento ma senza serie conseguenze. La sua carriera in Gp2 ed in Europa, però, finì sostanzialmente lì. Successivamente, il pilota di Caracas varcò di nuovo l’Oceano e si dedico alla Indy Series.

https://www.youtube.com/watch?v=kkSr1rQ0W1g


IRVINE EVITA L’ARRESTO E DIVENTA ISTRUTTORE DI GUIDA!

(30/6/2017) – IRVINE PREVENTS ARREST AND BECOMES  DRIVE INSTRUCTOR. Se prossimamente frequenterete corsi di guida in condizioni estreme (ghiaccio) presso il Centro Tecnico Federale dell’ACI a Livigno (Valtellina), con buona probabilità avrete modo di avere quale istruttore di guida niente meno che Eddie Irvine. L’ex pilota della Ferrari, secondo nel campionato di F1 1999, ha deciso infatti di “scontare” così la pena definitiva a sei mesi di reclusione inflittagli dal Tribunale che lo ha processato per la rissa avvenuta nel 2008 nella discoteca Hollywood di Milano con Gabriele Moratti, figlio dell’ex sindaco Letizia. I due riportarono, nell’ordine, la rottura del timpano e ferite al volto. Il rampollo dei Moratti, ugualmente condannato, a sua volta ha già deciso di lavorare in affidamento in un centro per la cura degli animali. Irvine, che si gode i proventi dei suoi ingaggi e della sua ottima propensione agli investimenti, attualmente è impegnato nel campo Immobiliare con base alle Bahamas ma pur di non rinunciare alle sue frequenti puntate in Italia – se non ottemperasse alla sentenza verrebbe arrestato – ha capitolato ed ha laconicamente detto: “L’avvocato mi ha detto che dovevo rendermi utile e allora ho deciso di insegnare ciò che mi è riuscito meglio nella vita”. 

giovedì 29 giugno 2017

MONZA HISTORIC, WEEK END DI PASSIONE

(29/6/2017)MONZA HISTORIC 2017. Grazie a Monza Historic ecco un fine settimana all’insegna della storia e della passione all’Autodromo Nazionale di Monza. Da domani 30 giugno al 2 luglio circa 300 vetture ex protagoniste del motorsport tornano in pista – organizzazione Patrick Peter - per un fascinoso amarcord ma anche per tanto sano e spettacolare agonismo. Il programma, infatti, prevede prove, qualifiche, 12 gare e varie sessioni nelle 8 categorie in lizza: 7 categorie Peter Auto (Classic Endurance Racing 1 & 2, Heritage Touring Cup, Sixties’ Endurance, Trofeo Nastro Rosso, Group C Racing e la novità Euro F2 Classic) a cui si unisce la FIA Lurani Throphy. L’ingresso è gratuito nella giornata di venerdì, mentre il biglietto sabato e domenica ha il costo di 14 euro (intero) e di 10 euro (ridotto). Nelle aree indicate il parcheggio è gratuito. 

CATEGORIE - La Classic Endurance Racing 1 e 2 è alla sua 14^ stagione e fa rivivere, con un nutrito lotto di Ferrari, Porsche, Chevron, BMW, Lola, Lotus, De Tomaso, McLaren, BMW, Osella, March, Toj, ecc., l’epoca delle gare di durata che hanno esaltato la seconda metà degli Anni ‘60 e tutti gli Anni ‘70 fino al 1981. Heritage Touring Club, invece, porta in pista le vetture che hanno corso fra il 1966 e il 1984 l'European Touring Car Championship, mentre Sixties' Endurance è alla sua 8^ stagione con vetture sportive pre 63 e Gran Turismo pre 66, quali Ferrari, Jaguar, Shelby Cobra, Morgan, Porsche, Austin Healy, ecc., che hanno gareggiato nel campionato mondiale dell’epoca. Trofeo Nastro Rosso, è stato creato nel 2010 sulle orme del Shell Ferrari Historic Challenge Maserati e poi aperto anche a modelli delle più grandi marche automobilistiche: oltre alle Ferrari, saranno in pista Aston Martin, Alfa Romeo, Maserati, Porsche, Bizzarrini, ecc. Group C Racing è alla sua 3^ edizione e propone vetture protagoniste, tra il 1982 e il 1994, soprattutto alla 24H di Le Mans: in pista Mercedes, Spice, Porsche, Tiga, Cheetah. Una novità di quest’anno è la Euro F2 Classic, aperta alle auto che parteciparono ai Campionati europei di Formula 2 fra il 1967 e il 1978. A completamento la prestigiosa serie FIA Formula Junior che raggruppa le vetture della categoria creata a fine Anni ‘50 dal Conte Giovanni Lurani: Cooper, Lotus, Wainer, Lola, Stanguellini, ecc. Tutte le info su: www.monzanet.it e peterauto.peter.fr (Foto Peter Auto/Rene Collection Cars).

martedì 27 giugno 2017

VETTEL - HAMILTON, A BAKU POINT OF NO RETURN


(27/6/2017) – Quello che è successo tra Vettel e Hamilton a Baku continua a scatenare commenti, recriminazioni, ipotesi. E’ una cosa da campioni del mondo? Il tedesco doveva essere punito più duramente? Hamilton è davvero esente da ogni colpa? Intanto ci sono da registrare due piccanti dichiarazioni, versus Vettel. Una di Daniel Ricciardo che ha detto: “Seb a volte dovrebbe pensare prima di agire. Lo rispetto perchè è guidato dalla passione e dall’istinto che però a volte deve tenere sotto controllo”. L’altra di Flavio Briatore: “E’ molto strano quello che ha fatto Vettel. Non capisco che cosa gli sia saltato in  testa per prendere a ruotate Hamilton: erano dietro una Safety Car a 80 all’ora. Sebastian poteva vincere se non faceva quella cazzata”.
Inevitabilmente, poi, vengono fuori gli “scheletri negli armadi”.
Vettel è un recidivo rancoroso. Vettel non sa accettare di essere dietro. In Turchia nel 2010 entrò in evitabile collisione con il compagno di squadra Webber dandogli pubblicamente del matto. Nel 2013 in Malesia, contrariamente agli ordini  box, superò sempre il coriaceo Webber che aveva già adottato la configurazione motore meno potente.
Vettel - Webber - GP Turchia 2010

Hamilton un furbetto smaliziato.   Nel 2007 fece una insidiosa guerra sotterranea all’allora compagno di squadra Alonso (col risultato di far vincere Raikkonen). E’ ancora fresco poi il ricordo degli “sgambetti” lamentati dal compagno di squadra alla Mercedes Nico Rosberg (see Austin 2015), fino alla condotta poco sportiva nel GP di Abu Dahbi 2016.

Hamilton - Rosberg GP Austin 2015

Quanto successo legittima però una riflessione più approfondita. Indubbiamente Vettel ha comunque sbagliato a reagire in quella maniera quindi la domanda è: un atteggiamento del genere va bene alla Ferrari “legalista”? L’anno scorso, al Gran Premio del Messico, Sebastian fu protagonista di una plateale (e imbarazzante) mandata a quel paese via radio indirizzata a Charlie Whiting dopo il contatto con Ricciardo. Solo una lettera di scuse alla FIA gli evitò una dura punizione. Il 2016, con la Ferrari che aveva perso il bandolo della matassa, è stata una stagione difficile per Sebastian che soffre moltissimo se finisce fuori dalle luci dei riflettori e se non gode della massima attenzione del box (vedi anche l’ultima sua stagione incolore alla Red Bull mentre Ricciardo emergeva). Non per niente, in sede di consuntivo 2016 l’ex pilota e ora commentatore TV Martin Brundle disse “Ho l’impressione che Vettel non rimarrà ancora a lungo in F1 e che quando avrà 30 anni o poco più (li compie il 3 luglio, ndb) lascerà. Ha iniziato molto giovane e ha già battuto tanti record. Lo guardo e mi accorgo che ha perso il suo slancio. Questo è l’inizio di un problema”. Sarà profeta?

lunedì 26 giugno 2017

VETTEL - HAMILTON, COSI' E' WRESTLING

(26/6/2017) VETTEL - HAMILTON, THIS IS WRESTLING! Così è Wrestling, e non va bene. L’aspro duello che contrappone Lewis Hamilton a Sebastian Vettel per la conquista del mondiale F1 2017 ieri in Azerbaijan ha toccato un punto di non ritorno. Tutti a chiedersi: chi ha ragione? La deliberata ruotata del ferrarista al pilota della Mercedes non  è stato certamente un esempio di correttezza. L’improvviso rallentamento del leader della corsa prima della ripartenza post Safety Car è sembrato sospetto e pericoloso. Vettel, colto di sorpresa, ha infatti tamponato la Mercedes e l’escalation della tensione ha avuto purtroppo compimento (per il tedesco sono scattati tre punti di penalità sulla Superlicenza e ora ne ha 9 su 12 prima della squalifica automatica per una gara) . Bisogna dire che i commissari non hanno rilevato da parte di Hamilton nessun “brake test”. Bisogna aggiungere che, almeno dalle immagini, la sua decelerazione pare essere avvenuta in piena curva e questo può aver indotto Vettel all’errore di valutazione. Una situazione che è costata ad entrambi la vittoria ma soprattutto un calo di immagine. Ovviamente, ognuno ha espresso le proprie ragioni e, per il momento, si rimane arroccati su quelle.

VETTEL: “NON SO SPIEGARMI PERCHÉ HO RICEVUTO SOLO IO LA PENALITÀ E NON LEWIS. CI SONO RIMASTO MALE, PERCHÉ IL RISULTATO POTEVA ESSERE MIGLIORE. PERSONALMENTE NON HO PROBLEMI CON LEWIS, CREDO SOLO CHE IL MODO IN CUI SI È COMPORTATO IN PISTA NON SIA STATO CORRETTO”. 

HAMILTON: “NON HO AFFATTO RALLENTATO APPOSTA, LUI PIUTTOSTO MI HA AFFIANCATO E COLPITO, UNA VERA VERGOGNA. SEB DOVREBBE DIMOSTRARE DI ESSERE UN UOMO, SE HA UN PROBLEMA CON ME BISOGNA CHIARIRSI FUORI DALLA MACCHINA, FACCIA A FACCIA. COSA PENSERANNO I RAGAZZINI NEL VEDERE QUESTO COMPORTAMENTO DA PARTE DI UN CAMPIONE DEL MONDO?".


E’ assolutamente auspicabile,  a motori caldi, un chiarimento: questo campionato si sta dimostrando avvincente e sarebbe davvero un peccato inquinarlo con condotte scorrette, reclami, colpi bassi. Soprattutto tra campioni del mondo (sette titoli in totale)! Certo, ripensando al Gran Premio di Baku, non ha tutti i torti Maurizio Arrivabene a parlare di fatti da “Colosseo”: si sono presi scriteriatamente a ruotate anche Raikkonen e Bottas, Perez e Ocon, Ericsson e Werlhein. Colpa dell’angusto circuito in riva al Mar Caspio? Anche, ma è bene darsi una calmata. Tutti quanti. 

FERRARI CAVALCADE PUGLIA, THE BEST PHOTOS


(26/6/2017) FERRARI CAVALCADE PUGLIA, THE BEST PHOTOS. E’ stata la Puglia la regione prescelta per la sesta edizione della Ferrari Cavalcade, dal 21 al 25 giugno, che quest’anno celebra anche il 70° Anniversario della Rossa. Da Borgo Egnazia, vicino Fasano, in provincia di Brindisi, un fiume di circa cento modelli di Maranello provenienti da tutto il mondo, ha attraversato i borghi e i luoghi più belli, fondendo magicamente fascino, storia, tradizione. Da Trani a Castel del Monte, da Alberobello a Polignano, da Lecce a Matera è stata scritta una pagina intensa di passione con un clou da favola sabato nel capoluogo Bari, con cena di gala sul sagrato della Basilica di San Nicola. Ma bando alle parole ed ecco le foto più belle dell’appuntamento di Bari, con le Rosse che si sono fatte largo tra ali di folla strabiliata da tanta perfezione, potenza, classe , tecnologia.





venerdì 23 giugno 2017

L’ULTIMO PODIO DI MICHAEL SCHUMACHER


(23/6/2017) LAST PODIUM OF MICHAEL SCHUMACHER. I record e le prodezze di Michael Schumacher sono infiniti. Qui voglio ricordare l’ultimo podio del grande pilota tedesco, cinque anni fa: Gran Premio d’Europa a Valencia, 24 giugno 2012. Quella calda domenica, Schumacher – partito in sesta fila col 12° tempo - piazzò la sua Mercedes al terzo posto, dietro il vincitore Alonso su Ferrari e  Raikkonen su Lotus, al termine di una gara molto tattica, giocata sulla strategia di un pit-stop ritardato per il cambio gomme. 
La Frecce d’Argento non erano ancora le monoposto superiori che abbiamo conosciuto successivamente e quello in Spagna fu dunque un risultato molto positivo. Si trattò del 150° podio conquistato dall’ex ferrarista nella sua lunga carriera – non ci saliva dalla vittoria al GP di Cina 2006 con la Ferrari - ma rimase il miglior risultato della stagione (13° in classifica finale con 49 punti rispetto al 9° posto di Nico Rosberg compagno di squadra) al termine della quale non venne riconfermato. A 43 anni, concluso il triennio 2010/2012 del suo clamoroso rientro post Cavallino (altre 58 gare disputate), significò la fine definitiva della carriera che lui avrebbe desiderato protrarre ancora. Un certo disagio dovuto al distacco dal mondo racing durato tre anni, le nuove regole (DRS, kers, divieto dei rifornimenti, gomme Pirelli), il confronto perduto con Rosberg e la fretta della Mercedes già sulle orme di Lewis Hamilton decretarono il tramonto dell’astro Schumacher.

giovedì 22 giugno 2017

HAMILTON - KUBICA, ANDATA E RITORNO

(22/6/2017) – La Formula 1, a volte, è davvero strana. C’è un campione sulla breccia come Lewis Hamilton che parla di possibile ritiro e c’è invece chi, come Robert Kubica, pensa ardentemente al ritorno. L’inglese ha già in paniere tre titoli mondiali e vari record, corre per un top team, detiene un conto in banca in continua espansione. Il polacco ha dovuto abbandonare il sogno accarezzato da bambino e una carriera promettente (compreso il più che possibile approdo alla Ferrari) a seguito del noto e grave incidente rally del 6 febbraio 2011 che lo ha costretto a molte sofferenze e a diventare mancino. E allora? Perché questi pensieri?
HAMILTON, potrebbe non sembrare, è un tipo profondo. Corre da una vita. La corrosiva F1 la vive dal 2007, dieci anni. Successi e tensioni enormi. Giusto quando dice: “La mia eredità sarebbe minore se continuassi per altri cinque anni? Chi lo decide?”. Poi però prevale la sua indole competitiva e dice: “Guardo la macchina e mi dico: penso che resterò qui. Sono ancora affamato di vittorie e sto ancora guidando al massimo delle mie possibilità”. E’ combattuto e infatti aggiunge: “Posso capire perfettamente il desiderio di fermarsi, di fare altre cose”. Il riferimento è all’ex compagno di squadra Nico Rosberg, la cui decisione è stata probabilmente un colpo forte e destabilizzante, anche se ben dissimulato. Ad un tratto viene meno il tuo obiettivo, il rivale di sempre (si conoscono fin da ragazzini), il principale stimolo. L’approccio mentale stenta a rifocalizzarsi. Un po’ quello che successe a Senna ad inizio 1994 che lo portò addirittura a gridare via radio “Alain I miss you!” al grande “nemico” Prost appena ritiratosi. Allora c’era Schumacher ma il duello rivitalizzante si interruppe il 1 maggio, oggi c’è Vettel e la Ferrari a insidiare il suo predominio. Battere la Rossa e magari un giorno passare al Cavallino. “In tutto quello che faccio ricerco la grandezza”. Appunto.

KUBICA, curiosamente, ha ritrovato la prepotente voglia di tornare in F1 a dieci anni esatti di distanza dal terribile incidente del quale fu protagonista al Gran premio del Canada 2007. Ne sono trascorsi invece 6 dall’incidente che a momenti gli recise il braccio destro. Era tra i top driver del momento. Dolore. Sofferenza. Ripetute operazioni. La triste consapevolezza che non poteva essere più proprio come prima. Fisicamente e forse ancor più psicologicamente, una mazzata. Il tempo ha lenito queste ferite. La passione ha ripreso quota. Sedute al simulatore, ha testato auto DTM, è coraggiosamente tornato ai rallies, ha guidato kart e auto Turismo. Non sempre il cronometro ha dato responsi entusiasmanti ma evidentemente Robert deve essersi progressivamente reso conto che la testa era in grado di trasferire al piede i giusti impulsi. E’ quel che serve. Il segnale che attendeva. Il test a Valencia con la Renault E20 del 2012 – la stessa che guiderà al prossimo Festival of Speed di Goodwood - è da considerarsi un rientro ufficiale sulla scena. “L’ho fatto per me stesso, per essere pronto in caso arrivi un’opportunità per guidare ancora una F1. Ora ho nuovi obiettivi”. Il suo ex DT Alan Permane: “E’ un pilota di F1”. Come prima, in attesa che qualcuno si faccia avanti (Liberty Media contentissima…)

mercoledì 21 giugno 2017

IL FESTIVAL OF SPEED DI GOODWOOD CELEBRA ECCLESTONE

(21/6/2017) – Il Festival of Speed di Goodwood, dal 29 giugno al 2 luglio, si accinge a celebrare per la prima volta la vita di un protagonista del motorsport: Bernie Ecclestone. Un pubblico omaggio al cosiddetto “Padrino”, da quest’anno non più al comando della F1, che resta e resterà una figura di rilievo del mondo racing. Venerato o detestato, considerato spietato o segretamente umano, Ecclestone ha trascorso grande parte della sua vita tra auto, moto, box, piloti, manager, esalazioni di benzina, aerei, camere di albergo, studi legali, contratti da firmare e far firmare. E’ storia delle corse e della F1. Non per niente, l’esposizione a lui dedicata ha il titolo “Le cinque ere di Ecclestone” che saranno rappresentate da altrettante iconiche vetture. Cinque perché è stato:
1)    pilota e centauro tra la fine del 1940 e l’inizio degli anni ’50 con una Cooper F3 fino     alla disputa del Gran Premio di Monaco del 1958 alla guida di una Connaught;
2)    manager di piloti come Stuart Lewis-Evans e soprattutto Jochen Rindt;
3)    titolare della gloriosa Brabham acquistata a fine 1971 e poi portata al titolo           mondiale con Piquet (nel 1978 vi attrasse Niki Lauda dalla Ferrari);
4)    a capo della FOCA, la potente Associazione Costruttori di F1
5)    a capo della FOM (Formula One Management) attraverso la quale ha reso ricco     e globale il “prodotto” F1

Ecclestone nel 1958
Ecclestone parteciperà all’evento portando alcuni pezzi pregiati della sua enorme collezione di auto storiche e ritroverà un buon numero di persone – ingegneri, meccanici, team manager - che hanno avuto modo di condividere con lui questi lunghi anni. L’appuntamento clou domenica 2 luglio alle ore 15.00 per il giusto tributo. Come dice Lord March, fondatore del Festival of Speed: “E’ la celebrazione di un racer che ha avuto un'influenza enorme sullo sport che noi tutti amiamo”. 

lunedì 19 giugno 2017

FESTA FRANCESE AL GP DI SVEZIA 1977: LIGIER - MATRA - LAFFITE, PRIMA VITTORIA!

(19/6/2017) – Una giornata indimenticabile per la Francia sportiva: 19 giugno 1977. A vincere 40 anni fa il Gran Premio di Svezia di F1 fu Jacques Laffite su Ligier motorizzata Matra. Un trionfo interamente transalpino, auto-pilota-motore, mai verificatosi prima. Per tutti, inoltre, si trattò della prima vittoria (tra l’altro l’ultimo francese a vincere un Gp era stato cinque anni prima Beltoise a Montecarlo ma su BRM). Laffite era alla sua seconda stagione piena in F1 dopo il debutto a stagione inoltrata nel 1974 con la Iso, “sposo” ideale del progetto Ligier che, dopo tre podi e una pole position a Monza nel 1976, anno del debutto, colse finalmente l’agognato successo. Con un pizzico di fortuna.

LA GARA - Ad Anderstorp, ottava prova di campionato, Laffite (che allora aveva 33 anni) arrivò ancora a secco di punti in classifica. Piazzò la sua azzurra JS7 in quarta fila con l’ottavo tempo, al fianco dell’idolo di casa Gunnar Nilsson su Lotus. Ma fu il compagno di squadra di quest’ultimo, Mario Andretti, partito dalla pole, a monopolizzare la gara. Bruciato allo start da Watson su Brabham e Scheckter su Wolf, in due giri l’italo-americano riprese il comando e il volo. Il successivo contatto, alle sue spalle, tra il coriaceo irlandese e il sudafricano mise fuori corsa entrambi a vantaggio del drappello formato da Hunt, Depailler, Mass, Laffite e Reutemann alle prese con la gestione dell’usura pneumatici. Laffite, autore di una condotta accorta, fu capace di superare d’impeto chi aveva davanti, arrendendosi solo all’inarrivabile Andretti. Ma la sorte volle che quello doveva essere il giorno del “fantino” francese: a tre giri dal termine Mario fu costretto ad uno splash-and-go (“un solo gallone”, preciserà amaramente poi) per un consumo eccessivo dovuto ad un’anomalia nel pescaggio della benzina. Laffite vinse davanti a Mass e Reutemann senza nemmeno accorgersene se non quando, rientrato al box, tutto il Team in festa lo informò!

venerdì 16 giugno 2017

MEMORIAL SCARFIOTTI, DEDICATO A ELIO DE ANGELIS

(16/6/2017) – A Potenza Picena, nelle Marche, oggi e domani è di scena la terza edizione del Memorial Lodovico Scarfiotti 2017, quest’anno con un sentito tributo a Elio De Angelis (sarà presente il fratello Roberto). Una due giorni dedicati ai motori tutti da vivere, che unisce il fascino del collezionismo storico ad un momento di incontro tra addetti ai lavori e tanti appassionati. Gli organizzatori dell’Associazione Scuderia Scarfiotti – ricordo che la famiglia del pilota vincitore del GP d’Italia 1966 era residente a Potenza Picena, in provincia di Macerata – annunciano la presenza di grandi ospiti in grado di rimarcare il senso del Memorial, cioè in primis di dare spazio alla figura umana ed eroica dei piloti. Ci sarà Jean Alesi, come noto grande fans di De Angelis tanto da aver utilizzato un casco con la stessa livrea del pilota romano. L’ex ferrarista guiderà la Lotus sponsorizzata Essex del 1980. L’altra guest star Emanuele Pirro si esibirà invece al volante della Lotus 91 con la quale Elio De Angelis battè in volata Keke Rosberg al GP di Austria 1982. Le nere monoposto sono rese disponibili da Clive Chapman, figlio del geniale progettista e Presidente del Classic Team Lotus. In esposizione anche la Ralt di Formula 3 vittoriosa nel Gran Premio Lotteria di Monza del 1977 e la Chevron B38 con la quale Elio trionfò a Montecarlo del 1978.

IL PROGRAMMA avrà inizio oggi alle 15.30 al Terranova Golf. Le auto partecipanti al Memorial saranno esposte dalle ore 18.15 in Piazza Matteotti mentre al Teatro Mugellini, alle 18.30, verrà presentato il libro dedicato a Scarfiotti “Un nome, un destino”. Domenica 18 giugno, via dalle ore 9.00 e start della carovana alle 11.30 verso Montelupone e Villa Buonaccorsi, poi Parco del Conero, Sirolo, le terre care a Leopardi. Alle 15.45 l’esibizione di Alesi e Pirro tra la Statale e Viale Regina Margherita. Alle 16.45 le auto in Piazza Douhet e alle 19.00 il convegno “Elio De Angelis, la velocità nel sangue, l’arte e lo stile nell’anima”. Chiusura con la proiezione del docu-film dedicato all’indimenticabile campione romano.

giovedì 15 giugno 2017

FERRARI 312 B DA CINEMA!


(15/6/2017)FERRARI 312B IS A MOVIE! Una Ferrari bellissima, innovativa, simbolo di anni ruggenti. Una Ferrari da cinema. La 312B progettata da Mauro Forghieri diventa un film distribuito in 50 Paesi del mondo, nelle sale italiane in anteprima solo il 9 – 10 – 11 ottobre prossimi! Firmata da Andrea Marini, la pellicola è  prodotta da Tarpini Production,  distribuita al cinema da Nexo Digital con i media partner Radio DEEJAY e MYmovies.it. Ancora i motori, dunque, sul grande schermo e questo incantesimo si unisce a quello che solo la Rossa riesce ad evocare. Più che mai per la famosa e rivoluzionaria 312B, presentata come “la Rossa che ha rappresentato un’intera epoca” o "la monoposto che ha cambiato la storia della F1". Nel 1970 ad equipaggiare questo modello fu un propulsore piatto che doveva diventare caratterizzante ed iconico della produzione racing di Maranello: un 12 cilindri boxer (da cui la lettera B della sigla), a V di 180° di 3000cc e 450 CV. Un gioiello che permise di spingere le monoposto affidate quell’anno (e nel 1971) a Ickx e Regazzoni fino alle soglie del titolo mondiale, poi andato postumo a Jochen Rindt.



Il film racconta dunque una storia di uomini e di passioni forti,  la determinazione dell’ex pilota di F1 Paolo Barilla che, a distanza di 46 anni dal debutto, ha riportato la 312B in pista a Montecarlo nella competizione storica che si tiene con cadenza biennale. Per fare questo ha affidato l’auto allo stesso uomo che nel 1970 l’aveva concepita, l’ingegner Forghieri, e a un indomito team di meccanici che, pezzo per pezzo, l’hanno riportata alla vita per il grande ritorno. Ingegno, spirito di squadra, sfida, coraggio: un viaggio magnifico nella F1 della Golden Age che si avvale delle testimonianze di piloti come Niki LaudaJacky IckxJackie StewartGerhard BergerDamon Hill.
IL TRAILER: https://www.youtube.com/watch?v=8mJ-KePsMW

IN & OUT / GP CANADA 1997. IL DEBUTTO DI WURZ, IL CRASH DI PANIS

(15/6/2017) – Un Gran Premio del Canada, quello del 15 giugno 1997, carico di tensione e agonisticamente convulso, vinto da Michael Schumacher (Ferrari) davanti ad Alesi (Benetton). Tra le note di 20 anni fa, il debutto di Alexander Wurz e il brutto incidente di Olivier Panis.
WURZ - Il promettente pilota austriaco di 23 anni, allora collaudatore Benetton-Renault, ebbe l’occasione in virtù dell’assenza del titolare Gerard Berger alle prese con i postumi di un’operazione. L’anno prima aveva vinto la 24 Ore di Le Mans con una Porsche Joest e nel 1997 aveva continuato con le ruote coperte nel FIA GT (Mercedes). Senza infamia e senza lode la gara: Wurz si qualificò 11° ma dovette ritirarsi al 35° giro per noie alla trasmissione. Il suo talento venne  fuori  alla grande già due gare dopo:  in Inghilterra si classificò terzo! Restò alla Benetton fino al 2000 ma la blasonata Scuderia era in fase discendente, quindi un anno alla Mc Laren e infine (2006-2007) alla Williams. La sensazione è che avrebbe potuto fare molto di più.

PANIS - Nel 1997 Olivier Pansis era in grande spolvero. La prima vittoria, l’anno precedente, lo aveva gasato e dopo sei gare – la Ligier nel frattempo era diventata Prost motorizzata Mugen Honda -  si trovava addirittura terzo in classifica grazie al terzo posto in Brasile e al secondo in Spagna. A Montreal si qualificò con il decimo tempo  e tra i vari incidenti e contatti, ci fu quello iniziale proprio del francese con Hakkinen. Cruenti fuori pista di Katayama (Minardi ) e Ralf Schumacher (Jordan). A pochi giri dal termine Panis era sesto, quando a causa del cedimento della sospensione posteriore destra, fini frontalmente contro le barriere, sollevando le protezioni. Purtroppo il risultato fu molto duro: frattura di entrambe le gambe. Rientrò a fine stagione, ma aveva perso l’attimo fatato.

martedì 13 giugno 2017

LUCA DE MEO 50 ANNI, L’EX "MARCHIONNE BOY" ALLA SFIDA SEAT

(13/6/2017) – Doppi auguri a Luca De Meo: buon compleanno per i suoi primi 50 anni e buona fortuna per il rilancio della Seat, il marchio latino della galassia Volkswagen di cui è Presidente dal 2015. Due “imprese” affascinanti. Ops, qualcuno – ma ritengo pochi – non lo conosce? Nel mondo automotive è un leader, qualcuno dice un Re Mida talvolta abbigliato in gessato, talvolta casual. Dove è passato lui, le sorti di una Casa automobilistica hanno conosciuto impennate positive. 
CARRIERA - Renault (Clio) appena laureato alla Bocconi di Milano, Toyota  (Yaris e Lexus), quindi Fiat. E’ stato un “Marchionne boys” e il suo contributo alla letterale rinascita della Casa torinese, ad inizio anni 2000 sull’orlo del baratro, è stato fattivo e massivo. Ramo marketing, al quale il manager dal golfino blu attribuiva e attribuisce un’importanza decisiva. In pochi anni diventò responsabile del marketing di tutti i marchi del Gruppo, oltre ad ottenere una poltrona nel board, e quindi a dirigere Abarth e Alfa Romeo. Grande Punto e soprattutto Fiat 500 due capolavori rinascimentali (nel senso di ossigeno puro alla asmatica Fiat). 
Con la piccola della Casa, suo vero fiore all’occhiello, ha saputo far ritrovare agli italiani il gusto e l’orgoglio si sentirsi protagonisti di una storia e alla Fiat il bandolo della matassa. Torino ne gode i frutti ancora oggi. Ma per De Meo è stata la fine dell’avventura per concedersi alle potenti sirene di Wolfsburg, dove – anche lì – ha rapidamente salito parecchi gradini. Perché quell’addio che a momenti provocò una sincope a Marchionne? Non lo ha mai detto. Chissà, è nel suo DNA: originario di Locorotondo (la Valle d’Itria di Giovinazzi), diploma a Pescara, laurea a Milano, poi Parigi, Bruxelles. E’ uno che pensa moderno, cambiare è crescere. Il senso della sfida, forte del proprio sapere. La decisione di dedicarsi al mondo delle automobili che amava fin da bambino la prese quando viveva in Costa d’Avorio, mentre l’ex pilota ufficiale Lancia Arnaldo Cavallari gli fece vivere l’ebbrezza di un giro sulla Fulvia HF con la quale avrebbe disputato il Rally Bandama. Forse basta anche solo il desiderio di seguire un’emozione.

lunedì 12 giugno 2017

GRAN PREMIO DEL CANADA 2017: CHI FESTEGGIA E CHI SI ARRABBIA


(12/6/2017) – La Mercedes è tornata ai fasti degli anni scorsi: con Hamilton e Bottas il risultato del Gran Premio del Canada è stato una doppietta. Di più: approfittando degli inaspettati passi falsi della Ferrari hanno scalato posizioni in classifica piloti e Costruttori. Ok, resta questo il duello del 2017 visto che la Red Bull offre solo bagliori isolati (il sempre spigoloso Verstappen) o dignitose difese di posizione (Ricciardo) in attesa dello step decisivo del motore Renault (Abyteboul ha però già dato arrivederci al 2018 per un miglioramento netto…). Torna invece ad occupare il trono di quarta forza la pink Force India e l’impressione è che Perez dovrà faticare molto per contenere gli ardori di un Ocon sempre più tosto e in palla. Ma vediamo chi sono i felici e gli arrabbiati post Montreal
CHI FESTEGGIA – Grande week end naturalmente per Lewis Hamilton, assoluto dominatore con la ciliegina dell’omaggio della famiglia Senna al raggiungimento del record di pole position del pilota brasiliano. Ricciardo gongola sia per il terzo posto consecutivo in evidente condizione di inferiorità rispetto a Mercedes-Ferrari,  sia perché sta dimostrando grande maturità portando punti importanti alla squadra (a differenza del “quotato” compagno di squadra). Detto dell’emergente Ocon, che addirittura chiede un chiarimento al Team per non avergli consentito di giocarsi le sue chances superando Perez, buone nuove arrivano per Hulkenberg e la Renault, in Q3 e ottavo in gara, e per il canadese Lance Stroll finalmente a punti (nono). L’iniezione di auto-fiducia che gli mancava.
CHI SI ARRABBIA – E’ abbastanza incredibile come la Ferrari, finalmente super-competitiva, riesca a trasformare un GP potenzialmente da gradino più alto del podio a un pomeriggio di ordinaria sofferenza.  Contatti alla partenza, grip non immediato, strategie rischiose, problemi ai freni:  Vettel e Raikkonen non si sono fatti mancare nulla e giustamente, alla fine, i sorrisi erano tirati. Niente da fare nemmeno per Verstappen e Alonso, che come si è visto dalla camera-car hanno reagito ai loro ennesimi stop con stizza e rabbia. Cupo anche il buon Felipe Massa che si è visto piombare addosso un sempre più nervoso Sainz (il mercato lo agita? Stesso discorso per bip-Kvyat?) quando invece il brasiliano poteva sicuramente portare a Casa Williams ottimi punti.  Per la Sauber, infine, è notte fonda (e al momento non è certo il futuro motore Honda a rasserenare l’orizzonte…).

venerdì 9 giugno 2017

NOTTE ROSSA 2017, IL PROGRAMMA DELLA FESTA


(9/6/2017) – Si rinnova l’appuntamento con la Notte Rossa: sabato 10 giugno a Maranello – start ore 18.00 – il ricco programma celebra il mito Ferrari “e l’anima di una comunità” con una grande festa della passione, grandi show, musica, animazioni, street food e quant’altro. Ovviamente l’anniversario dei 70 anni della Rossa farà la parte del leone. Troverà degno riscontro nella mostra “Questa mia terra”, organizzata per scoprire il legame inscindibile tra Maranello e Ferrari, che sarà inaugurata alle ore 19.00 presso la Biblioteca Mabic (via Vittorio Veneto 5). “Questo è il nostro cuore” è invece il titolo delle attività messe in campo dalla Scuderia Ferrari Club in Piazza Libertà dalle ore 20.00.

Ma ecco gli altri appuntamento di richiamo della kermesse maranellese:
Scuoti l’emozione! Il team del Centro Giovani di Maranello va sul palco. Breakdance, musica Rap Live e performance dei nostri street writer (Piazza Libertà dalle ore 21). Cirko Vertigo. Lo spettacolo principale di questa edizione! Acrobati e artisti danzeranno nell’aria e sul palco, in uno show mozzafiato (Piazza Libertà dalle ore 22). Radio Bruno Late Night. Musica e intrattenimento fino alle 2.00 (Piazza Libertà dalle ore 23.30).
Il racconto di fuoco. Fuochi d’artificio, musica e narrazione, per le celebrazioni finali. (Museo Ferrari a mezzanotte). Aftershow. DJ set, musica e intrattenimento (Zona Museo Ferrari - BeerStop Pub dalle 0.30 fino a tardi).
Segnaliamo inoltre le aree espositive: Mercato Toscano dalla Toscana con amore; Mercatino dell’ingegno: mercato dei commercianti, artigiani e opere dell’ingegno; Mercatino Artistico; Notte Rossa Corner Shop Portati; Cittadella del Gusto con i produttori della Camera di Commercio; Consorzio Maranello Terra del Mito; Comitato del Comune di Maranello per la promozione e valorizzazione dei prodotti tipici modenesi; Esposizione di Jeep.
Dalle ore 18, per le vie della città, si esibiranno o saranno disponibili: Buskers On The Streets, Marching Band a cura del Centro Giovani dalle ore 20, Luna Park per bambini (ingresso gratuito),  PizzaFest presso Big Ben Pizzeria (DJ set e musica fino a tardi); Noche Latina presso Centro direzionale Le Gallerie (via Claudia) (musica e balli latini),  BeerFest presso BeerStop Pub (via Dino Ferrari); DJ set, musica e intrattenimento fino a tardi, Blues Rock & DjSet presso L’Incontro Ristorante Pizzeria (via Dino Ferrari) (Concerto Blues e Rock 26 corde, DJ set con vinili), Chalet Live presso Chalet del Parco (via Tiro Speri) - Live Music e Red Carpet, un’installazione artistica tutta rossa.
Infine, il programma “Ferrari Experience”:
Ferrari Cars Exposition. Dalle ore 18 in Via Nazionale, Via Claudia, Via Dino Ferrari
Ferrari Pit Stop Experience. Via Nazionale (area Piazza Libertà dalle ore 18)
Museo Ferrari Straordinario. Chiusura speciale alle 23, ticket scontati (11 euro) dalle ore 19, visite guidate gratuite alle 19.30 - 21.00 - 22.30.
Circuito di F1 a pedali per adulti e macchine elettriche per bimbi. (Esterno Museo Ferrari dalle ore 16 alle 23)
Area simulatori. Via Dino Ferrari dalle 9.30
Prendi il passaporto! Per collezionare tutti i timbri nel Passaporto della Notte Rossa e avere la possibilità di entrare gratis al Museo Ferrari.

IL GIOVANE STROLL ALLA PROVA DEL CANADA

(9/6/2017) YOUNG LANCE PAINS. Lance Stroll arriva all’appuntamento con il gran premio di casa, in Canada, nella sua Montreal, con animo forse inquieto. Nessuno si aspettava da lui, al debutto, tra l’altro nell’anno dei nuovi mostri della F1, cose enormi ma, forse, molti si attendevano qualcosa di più. Siamo addirittura al punto in cui nell’ambiente già circola questa insidiosa domanda: “Merita la F1?”. La mia risposta: certo che sì. 
STROLL MERITA LA F1 - E’ vero che ha solo 18 anni ma corre dall’età di 10 ed è campione italiano di F4 e fresco campione europeo di F3 (primo pure nella Toyota Racing Series New Zealand). Altri sono sbarcati nella massima formula per molto meno e dopo anni hanno dimostrato poco o niente. Lance ha due grossi problemi, a parte il naturale periodo di adattamento. Il primo, per così dire, è il facoltoso papà Lawrence. Ma è storia nota: gli ha spianato la strada, arrivando ad acquistare perfino il team Prema col quale si è laureato campione in F3, ma giustamente lui precisa: “C’è gelosia attorno a Lance ma quello che voglio dire è che ha vinto ovunque ha gareggiato e si è preso da solo i punti necessari per la licenza”. Aggiungo che a sua differenza, Max Verstappen non ha vinto l’europeo FIA F3.
Proprio l’olandesino volante è il secondo “problema” di Stroll. Il suo approccio, addirittura minorenne, immediatamente aggressivo e così scoppiettante, che gli è valso ben presto la promozione in Red Bull, è diventato il metro di paragone di tutti i baby-drivers che si affacciano in F1. Nell’anno del debutto con la Toro Rosso, 2015, Max si classificò comunque dodicesimo, vedremo il canadese. Alla Williams c’è una moderata soddisfazione. Claire Williams chiarisce bene il quadro: “Si tende a dimenticare che è ancora solo un ragazzino. Ha bisogno di tempo e laddove non si è classificato, spesso non è addebitabile a lui. Le critiche, quindi, sono esagerate. In Canada dovrà sopportare una grande pressione e per questo merita un grande risultato”. Solo per la cronaca: al suo esordio in F1 con la Ferrari, proprio a Montreal il 9 ottobre 1977, Gilles Villeneuve si qualificò 17° e in gara si ritirò a tre giri dal termine per un’uscita di pista. 

giovedì 8 giugno 2017

CLIVE CHAPMAN A MONZA RENDE OMAGGIO A RINDT E PETERSON

 
(8/6/2017) – Davvero un “beau geste” quello di Clive Chapman figlio del geniale fondatore della Lotus, Colin, e patron del Classic Team Lotus. In occasione del test di alcune monoposto storiche all'Autodromo Nazionale Monza ha infatti voluto rendere un intimo tributo a due grandi piloti del team inglese, purtroppo deceduti proprio a Monza: Jochen Rindt e Ronnie Peterson. Al termine delle attività di pista, Clive Chapman ha chiesto di poter commemorare il pilota austriaco e quello svedese che, rispettivamente, nel 1970 e nel 1978 persero la vita a seguito di due incidenti alla Parabolica e al termine del rettifilo di arrivo. L'Autodromo ha espresso la sua vicinanza all'iniziativa, facendo deporre dei mazzi di fiori lungo il tracciato alla presenza anche degli ex piloti di Formula 1 Alberto Colombo e Bruno Giacomelli e del gentleman driver Paolo Barilla

Molto giusta la dichiarazione dell’inglese che tiene alto e vivo il ricordo di tanta storia: “Voglio ringraziare molto l'Autodromo Nazionale Monza - ha affermato Chapman - Ogni volta che il Classic Team Lotus viene a Monza, ci teniamo a ricordare Ronnie Peterson e Jochen Rindt. Sono stati due dei nostri migliori piloti e soprattutto due grandi uomini. In mia compagnia ci sono i giovani meccanici che si stanno prendendo cura delle loro storiche vetture. Penso sia giusto che questo tributo sia fatto assieme a loro”. (Photo Rigato)

lunedì 5 giugno 2017

FLASHBACK / GP BELGIO 1977. LA PRIMA (E UNICA) VITTORIA DI GUNNAR NILSSON

(5/6/2017) BELGIAN GRAND PRIX 1977, FIRST WIN GUNNAR NILSSON. Era un 5 giugno 1977 piovoso a Zolder ma fu un giorno di sole per Gunnar Nilsson. Il pilota della Lotus colse infatti nel Gran Premio del Belgio, settima prova di quella stagione, la sua prima e unica vittoria, che consegna lo sfortunato svedese agli onori delle statistiche. Certo, Gunnar fu anche fortunato ma sull’asfalto insidioso per la pioggia e l’umidità, a differenza di altri, non commise errori fino al trionfo. La Lotus Mk 3 effetto suolo era in grande spolvero e infatti il titolato compagno di squadra Mario Andretti partì in pole. L’accoppiata nera in prima fila non fu possibile solo per l’exploit di John Watson su Brabham-Alfa. Ma questa sarà la chiave di volta della gara. 
I primi due, dopo poche centinaia di metri, furono protagonisti di un clamoroso contatto che lì spedì fuori pista. Via libera allora al terzetto Scheckter (Wolf), Lauda (Ferrari) e Nilsson. Il bizzarro clima doveva però regalare altre emozioni a causa del progressivo asciugamento della pista. Lauda fu il primo a rientrare ai box per il cambio-gomme, poi imitato dagli altri. Fu qui che Nilsson, attardato per il prolungato pit-stop, diede il meglio di sé, con una rimonta decisa e inesorabile tra nuovi scrosci di pioggia e ritiri vari (Scheckter, Mass, Reutemann tra gli altri) fino al decisivo sorpasso del ferrarista che fu immediatamente distaccato. La più grande soddisfazione per il pilota di Helsinborg spesso maltrattato da Colin Chapman. L’ultima.

sabato 3 giugno 2017

ONORE E GLORIA AL MOTORE COSWORTH, 50 ANNI FA LA PRIMA VITTORIA

(3/6/2017) – Ecco una data storica della F1: 4 giugno 1967. Cinquanta anni fa al Gran Premio di Olanda a Zandvoort esordiva, e fu subito vittoria, il nuovo motore Ford Cosworth DFV montato sull’altrettanto rivoluzionaria Lotus 49 guidata da Jim Clark. Un insieme da brivido. Quel propulsore sarebbe diventato per i successivi decenni, fino alla versione 1994 utilizzata da Schumacher sulla Benetton,  l’affidabile e potente punto di riferimento di tantissimi team che non potevano contare sulle unità motrici delle Case ufficiali. Furono Colin Chapman e la Ford a ideare l’operazione che vide nel celebre duo composto da Keith Duckwort e Mike Costin, fondatori con Bill Brown della Cosworth, i brillanti finalizzatori. Il progetto si basò sul 4 cilindri che già equipaggiava la Ford Cortina: tra la soluzione 12 cilindri che caratterizzava la Ferrari e 16 cilindri di marca BRM si affermò la via di mezzo, un 8 cilindri a V di 90° da 2993 cc e 400 cavalli. La sigla DFV significa appunto Double Four Valves.

GP DI OLANDA 1967 - Come detto, Clark si affermò nel GP di Olanda, terza prova del campionato 1967. Quella Lotus 49 motorizzata Ford Cosworth era qualcosa di portentoso, frutto di una simbiosi unica tra le esigenze del telaista e quelle del motorista. Per la prima volta il motore divenne portante con gli attacchi delle sospensioni posteriori. La semplicità dell’8 cilindri permetterà a Maurice Philippe (braccio destro di Chapman) di disegnare una monoposto bassa, stretta e filante che si avvarrà, bisogna aggiungere, del fine collaudo di Graham Hill. In Olanda avrebbe potuto vincere proprio l’inglese che partì in pole position ma fu tradito dal propulsore. Per tutto il 1967, fu affidato in esclusiva alla Lotus ma dall’anno successivo, su pressante richiesta di tanti team, venne messo a disposizione generale ad un prezzo abbordabile e il suo successo fu duraturo e storico. Onore e gloria dunque al motore Cosworth di cui oggi, quando in F1 si parla dell’esigenza di un “motorista indipendente” si sente tanto la mancanza.

HAPPY BIRTHDAY / JEAN-PIERRE JAUSSAUD 80 ANNI, DUE VOLTE PRIMO A LE MANS

(3/6/2017) - Jean-Pierre Jaussaud compie oggi 80 anni, joyeux anniversaire a questa eminenza grigia dell’automobilismo. Francese di Caen, Jaussaud conserva un posto di riguardo nell’albo del motorsport e gode di immutabile stima e rispetto soprattutto per le due indimenticabili vittorie alla 24 Ore di Le Mans. La prima nel 1978 con la Renault Alpine A 442 B in equipaggio con l’emergente Didier Pironi, prima e unica vittoria della Regie a Le Mans. La seconda nel 1980 su Rondeau-Ford M379 B insieme a Jean Rondeau, primo pilota-costruttore vincitore della mitica gara endurance. Una bella carriera, quella di Jaussaud che cominciò ad appassionarsi ai motori negli anni ’50 vedendo sfrecciare tanti campioni sul circuito La Prairie della sua Caen per poi cominciare a realizzare il sogno di emularli frequentando i corsi di pilotaggio alle storiche scuole Jim Russell e Winfield. Il talento c’era e ben presto passò in F3 accasandosi alla Matra. Nel 1968 vinse il prestigioso Gran Premio di Montecarlo sull’italiana Tecno 68-Ford e nel 1970 il campionato francese. Ancora un gradino su: corse in F2 e nel 1972 fu sopravanzato dal solo Mike Hailwood al termine di una bella lotta. La F1? No, nel 1973 Jaussaud decise di lasciare le ruote coperte per diventare pilota ufficiale Renault Sport, obiettivo Le Mans (nel 1980 fu anche collaudatore F1). Obiettivo, come detto, centrato. Fu ancora campione francese Turismo nel 1979 ed ha partecipato alla Parigi - Dakar. Insomma, un pilota concreto, serio, affidabile. Vincente. 

Jaussaud e Pironi vincitori della 24 Ore di Le Mans 1978

Jaussaud a una celebrazione Tecno nel 2006 (secondo da sinistra)