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mercoledì 24 maggio 2017

VERSO MONTECARLO / 2. SENNA KING OF MONTECARLO, SEI VITTORIE

(24/5/2017) – E’ ben noto: The King of Montecarlo, motoristicamente parlando of course, è  Ayrton Senna. Sono 6 le vittorie del pilota brasiliano nel gran premio monegasco che già nel 1984 lo lanciò grazie alla superba rimonta, al volante della Toleman, sul bagnato ai danni di Prost. Quella volta, solo la bandiera rossa privò il futuro campione del mondo del clamoroso successo. Che poi arrivò per la prima volta nel 1987 su Lotus-Honda e ininterrottamente dal 1989 al 1993 su Mc Laren facendolo diventare record-man davanti a Graham Hill e Michael Schumacher fermi a 5 vittorie. Da brividi, tra le altre, la vittoria del 1992 davanti ad uno scatenato Mansell.

GP MONACO 1987 – Il feeling particolare di Senna con Montecarlo ebbe inizio nel 1987, quando il brasiliano, all’ultimo anno con la Lotus e ormai già più che promettente stella della F1, si affermò beffando i favoriti alfieri della Williams-Honda e cioè Mansell, che partì in pole, e Piquet, terzo in qualifica dietro il giovane connazionale. Dopo lo start, le posizioni rimasero immutate ma al 30° giro il colpo di scena: Mansell dovette ritirarsi per una perdita di potenza del motore turbo giapponese. Un “regalo” che Senna, sulla Lotus a quell'epoca gialla per lo sponsor Camel, non dilapidò involandosi per primo e autorevolmente verso il traguardo nonostante un pit-stop per il cambio gomme. Quel giorno, inconsapevolmente, ebbe inizio la supremazia schiacciante da parte del pilota paolista su un circuito così difficile e prestigioso.


GP MONACO 1992 – Nel 1992 non c’era partita: le Williams-Renault erano nettamente superiori a tutte le altre monoposto in virtù di uno sfruttamento ideale delle sospensioni attive e di un motore affidabile ed elastico. Mansell, ancora lui, scattò bene dalla pole seguito da Senna che bruciò Patrese sull’altra Williams. Ayrton non poteva che seguire l’inglese e addirittura perse molti secondi in occasione del doppiaggio di Alboreto. Le posizioni, ormai, sembravano cristallizzate quando colpo di scena: al 71° giro Mansell optò per un pit-stop. Il pilota riteneva di aver forato ma al box si scoprì che un dado allentato stava danneggiando il cerchione. Rimesso in pista a cinque giri dal termine con gomme fresche, Mansell si gettò come un Leone all’inseguimento di Senna riuscendo a recuperare lo svantaggio e tentando in tutti i modi e in tutti i punti di sopravanzare il brasiliano. Con esperienza e furbizia, Senna approfittò della nota preclusione del circuito monegasco ai soprpassi, e portò a casa la vittoria per soli 215 millesimi.

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