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lunedì 1 maggio 2017

SENNA, PIQUET, BERGER, ALBORETO E QUELLA CURVA DEL TAMBURELLO


(1/5/2017) – E’ il 23° anniversario della morte di Ayrton Senna, il 1 maggio 1994 a Imola. La safety car, il re-start, l’incidente alla famosa curva del Tamburello, poi diventata una variante. Quanto pelo sullo stomaco ci voleva per affrontare quella temibile piega a sinistra da 280 Km/h fatale al grande campione e che in passato aveva causato grandi spaventi ad altri campioni, senza però esiti così nefasti. Qualche esempio? 
Proprio 30 anni fa, il 2 maggio 1987, durante le prove libere del venerdì, la Williams-Honda di Nelson Piquet lì si intraversò improvvisamente – una perdita di pressione ad uno pneumatico, la Good Year fece arrivare in fretta e furia un carico di nuove gomme -  e dopo una piroetta impazzita cozzò duramente sul lato sinistro contro il famigerato muretto che divideva la pista dal fiume Santerno. Un impatto impressionate, violento, incontrollabile, eccolo su youtube: https://www.youtube.com/watch?v=DSeZx20wUGw. Il brasiliano fu portato all’ospedale Bellaria di Bologna e le radiografie esclusero danni ma precauzione impose il divieto a prendere parte alle qualifiche del sabato e alla gara, con grande scoramento di Nelson, allora in lotta aspra con il compagno di squadra Mansell che poi vinse. Il brasiliano di Rio si dovette “accontentare” di un giro d’onore in moto osannato dai tifosi.

Il 23 aprile 1989, toccò al ferrarista Gerhard Berger saggiare suo malgrado la consistenza del noto muretto. Al volante della “papera” di John Barnard, a causa della perdita di un’appendice aerodinamica, l’austriaco si ritrovò all’improvviso a non poter più governare la monoposto lanciata dritta come un razzo verso la barriera di cemento. Anche qui, schianto pazzesco, auto sventrata, https://www.youtube.com/watch?v=asLvb9mQhuw carambola fino a parecchi metri di distanza e addirittura il fuoco. L’intervento provvidenziale dei commissari scongiurò il peggio e, con molta fortuna, Berger se la cavò “solo” con qualche ustione e ammaccatura, ma la paura fu grande.

Pochi ricordano, infine, nel 1991 un altro incidente alla medesima curva capitato invece a Michele Alboreto. Il pilota milanese, allora al volante della nuova Footwork – Porsche, era impegnato nei test che anticipavano di una settimana il GP di San Marino e fu vittima di uno schianto in piena velocità del tutto simile ai due già descritti. Michele riportò gravi ferite alla gamba destra e tre anni dopo, quando Senna ne rimase invece vittima, era tra i più amareggiati: sapeva bene quali sensazioni poteva aver provato l’amico campione del mondo mentre puntava a circa 300 km/h verso il muro. Per Ayrton, però, non ci fu scampo.

Curva del Tamburello oggi, in entrata

Curva del Tamburello oggi, in uscita


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