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giovedì 11 maggio 2017

CIRCUITO DI PIACENZA: 70 ANNI FA INIZIAVA LA CORSA DELLA FERRARI


(11/5/2017)FIRST RACE FERRARI, 70 YEARS AGO. Dei primi chilometri di una Ferrari, la 125 S con alla guida il Drake in persona, ho già scritto. Data epica: era il 12 marzo 1947. Due mesi dopo, l’11 maggio 1947, quella barchetta Sport basata sul motore 12 cilindri a V di 60° era per la prima volta in gara e già in lizza per la vittoria sul circuito di Piacenza. Al volante il volenteroso Franco Cortese, ignaro di entrare così nella leggenda. Poche righe che racchiudono un’impresa di portata mondiale e una storia lunga 70 anni.

L’avida impazienza con la quale Enzo Ferrari aveva trascorso gli anni post divorzio dall’Alfa Romeo – di breve respiro la produzione della Auto Avio 815 - e quelli della Guerra – a Maranello cominciò a fabbricare rettificatrici oleodinamiche - trovò finalmente sbocco. Non aveva mai smesso di pensare alle corse rimanendo in costante contatto con personaggi qualificati come Massimino, Gorrino, Amoretti e il capo officina Bellentani. In quegli anni rinfocolava l’indomita passione incontrando Villoresi, Trossi, Lurani e lo stesso Cortese. Fino al magico connubio con Gioacchino Colombo, il padre dell’Alfa 158, che nel 1946 tradusse in bielle e pistoni la convinzione di Ferrari: un portentoso motore 12 cilindri che equipaggerà la 125. Ad assemblarla in fretta e furia furono i meccanici Meazza e Marchetti; l’ultimo collaudo affidato a Righetti. E’ inoltre interessante capire in quale contesto storico avvenne il debutto della Rossa. Nel mondo si delineava la cosiddetta Guerra Fredda tra USA e URSS e l’Italia era ridotta in macerie. Il 22 aprile 1947 la polizia represse duramente a Roma una dimostrazione di protesta contro il caro viveri e il 1 maggio a Portella delle Ginestre la banda di Salvatore Giuliano fece strage ad una manifestazione di lavoratori. L’11 maggio, la Ferrari scrisse la prima pagina della sua storia.

CHI ERA FRANCO CORTESE – Le 125 S portate a Piacenza erano due: una per Nino Farina e una per Franco Cortese. Il piemontese, vittima di un incidente in prova, il giorno della gara, dopo il diniego alla sua richiesta di salire sull’altra vettura, si rifiutò di prendere il via sulla sua macchina riparata in extremis. Toccò dunque a Cortese difendere le ambizioni e i sogni del futuro Drake. Nato nel 1903 a Oggebbio, nel novarese – Ferrari lo considerava livornese ed era soprannominato Chicchino - prima della guerra era stato all’Alfa Romeo per poi lavorare all’Auto Avio. E’ stato tra i fondatori della Scuderia Ambrosiana e il suo curriculum si distingue per 14 partecipazioni alla Mille Miglia. E’ scomparso nel 1986. Curiosa la definizione di Enzo Ferrari: “Era uomo al quale conveniva ripetere i discorsi un paio di volte e di lui ricordo anche gli incredibili colori delle calze che portava. Non sarebbe diventato un asso ma aveva doti di fondo per stile e capacità tecnica. Era proprio l’uomo adatto per la presentazione di una macchina nuova, che non aveva mai corso”. Ebbene, Cortese sfiorò il colpaccio: caparbiamente in testa, nonostante vari problemi, a due giri dalla fine dovette ritirarsi per un problema alla pompa di alimentazione. “Un promettente insuccesso”, chiosò Enzo Ferrari che però, solo due settimane dopo a Roma e sempre con Cortese, sul circuito di Caracalla, cominciò a muovere il suo personale, infinito pallottoliere.

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