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venerdì 5 maggio 2017

ANNIVERSARY / BANDINI, 50 ANNI DOPO LA TRAGEDIA DI MONTECARLO

(5/5/2017) BANDINI, 50 YEARS LATER THE TRAGEDY. Sono passati 50 anni: il 7 maggio del 1967 Lorenzo Bandini fu vittima di un grave incidente al Gran Premio di Montecarlo. Alla chicane del porto, la sua Ferrari 312 colpì una bitta, finì contro il guard rail ribaltandosi e prendendo fuoco. Il pilota, privo di sensi e intrappolato, venne soccorso con grande ritardo. Ricoverato con ustioni di 3° grado sul 90% del corpo, dopo tre giorni, il 10 maggio, morì. La popolarità di Bandini, quell’anno, era al massimo ma, soprattutto, il pilota italiano della mitica Ferrari era amatissimo dagli appassionati, dai meccanici (nel 1966 a Montecarlo li portò tutti a mangiare all’Hotel de Paris) e, senza darlo troppo a vedere, anche dal Drake in persona che arriverà a dire “Volontà, fiducia, grande attaccamento ai colori della squadra me lo legarono sentimentalmente”. 
Dunque la sua cruenta scomparsa fu un vero colpo basso. La tv italiana seguì con  trepidazione i giorni di agonia e anche Papa Paolo VI espresse la propria commozione a morte avvenuta. Bandini era persona mite, cordiale, simpatica, benvoluta. Anche la sua storia era particolare. Nato in Libia nel 1935 da padre romagnolo di San Cassiano di Brisighella (Giovanni) e madre emiliana di Reggiolo (Elena Martignoni) , cominciò a lavorare a 15 anni a Milano presso l’officina di un vecchio amico di sua madre, Goliardo Freddi che diventerà suo suocero. La figlia Margherita infatti sposò Bandini nel 1964, dando vita ad una coppia felice, semplice e affiatata.

I SUCCESSI CON LA FERRARI - Con la Rossa preferita dagli italiani, poi, stava spopolando. Nel 1963 entrò nella legenda vincendo la 24 Ore di Le Mans insieme a Scarfiotti.  Nel 1964 aveva vinto il primo Gran Premio d’Austria, campionato in cui al decisivo Gran Premio del Messico aiutò senza problemi il compagno di squadra John Surtees a conquistare i punti necessari per vincere il titolo (l’inglese poi accuserà il DS Dragoni di avere un occhio di riguardo per il pilota italiano). Nel 1965 rimane storica la grande vittoria alla Targa Florio insieme all’amico Nino Vaccarella su Ferrari P2 e inoltre diede una intima soddisfazione al Drake: in una gara Prototipi a Vallelunga portò per la prima volta al successo la Dino 166 P. Nel 1966 – grande gruppo con Scarfiotti, Parkes, Baghetti - fu secondo nella fatidica Montecarlo e in pole a Reims dove solo la rottura del filo dell’acceleratore gli precluse la meritata vittoria. Nel 1967 la consacrazione a primo pilota Ferrari, con tutta la pressione che un ruolo del genere comportava. Ma l’anno cominciò bene, con la storica vittoria in parata alla 24 Ore di Daytona e alla 1000 Km di Monza, sempre in coppia con Chris Amon. Quindi si arrivò a Montecarlo, seconda gara del campionato di F1 (la Ferrari non aveva partecipato all’esordio stagionale in Sudafrica). Subito dopo, Bandini sarebbe partito per l’America dove avrebbe preso parte alla 500 Miglia di Indianapolis.

LA GARA, L’INCIDENTE - Quella domenica mattina era piovuto, ma poi la pista si era asciugata. Lorenzo era in prima fila sulla Ferrari n° 18 col secondo tempo dietro Jack Brabham. Voleva e doveva vincere. Scattò benissimo portandosi in testa ma slittando sull’olio motore perso proprio dal pole-man si ritrovò dietro Hulme e Stewart. Rincorsa spasmodica per riprenderli. L’ostruzione di Graham Hill, memore dell'analoga situazione in Messico nel '64. Secondo posto raggiunto. L’incidente all’82° giro (ne erano previsti ben 100). Cosa successe? Al box c’erano il DS Franco Lini, Mauro Forghieri, il meccanico Borsari. La moglie Margherita ricorda ancor oggi di averlo visto, a seguito di una segnalazione dal muretto, staccare le mani dal volante come in segno di impotenza e di resa. Verrà appurato che arrivò alla chicane in quinta marcia, rispetto alla prevista terza. Era sicuramente spossato dalle vicende della interminabile gara. Ecco il video del crash: https://www.youtube.com/watch?v=x1pJo3sLpVk.



TROFEO BANDINI - Il ricordo di questo pilota gentile e appassionato è assicurato dalla annuale attribuzione del Trofeo Bandini, in quel di Bisighella. Il primo a beneficiarne, nel 1992, è stato Ivan Capelli. Tra gli altri, anche Schumacher, Raikkonen, Alonso, Vettel, Hamilton e l’anno scorso Verstappen. Nel 50° anniversario della morte, l’associazione presieduta da Lorenzo Asinelli ha deciso di assegnarlo alla Scuderia Ferrari per la quale sarà presente un giovane e promettente pilota italiano, Antonio Giovinazzi. Appuntamento il 4 giugno prossimo alle ore 18.

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