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mercoledì 31 maggio 2017

MODENA CENTO ORE 2017, FAVOLA RACING AND GLAMOUR

(31/5/2017) -Boom di iscrizioni per la 17^ edizione della Modena Cento Ore 2017, dal 6 all’11 giugno prossimi: il team della Scuderia Tricolore e di Canossa Events ha preparato un programma da favola coast-to-coast sulle più belle strade di Emilia Romagna e Toscana, da Rimini a Firenze, a Forte dei Marmi e a Modena. La formula che propone un mix tra rally e velocità in circuito – con partenza in griglia – piace ed allora ecco tre gare in pista a Misano, Magione e al Mugello e 12 gare in salita su strade chiuse al traffico. La classifica vien quindi  formata sommando i tempi delle gare in pista ai tempi delle prove speciali; è prevista inoltre una sezione ‘regolarità’ che offre lo stesso programma con un approccio meno agonistico. Delle 100 macchine in lizza, 65 prenderanno parte alla gara di velocità e 35 seguiranno nella sezione regolarità. 18 le case automobilistiche rappresentate, con una maggioranza di Ferrari, accuratamente scelte per celebrare il 70° anniversario della Casa di Maranello.
IL PROGRAMMA - Le auto partiranno il 7 giugno da Rimini, per sfidarsi in pista al Misano World Circuit Marco Simoncelli e percorre le strade di San Marino, del Parco del sasso Simone e Simoncello, di Pennabilli, del Passo dello Spino, di Chiusi della Verna, di Bibbiena, del Passo di Croce ai Mori, del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e del Passo della Consuma. La seconda tappa, l’8 giugno, partirà da Firenze e attraverserà Impruneta per raggiungere l’Autodromo di Magione. Passerà poi da Lisciano Niccone, Cortona, Arezzo e si concluderà sempre a Firenze. Il 9 giugno da Firenze ci si trasferirà all’Autodromo Internazionale del Mugello per l’adrenalinica gara in pista, poi si raggiungeranno la Garfagnana, Barga, il Ciocco e Pietrasanta. L’arrivo di tappa è previsto a Forte dei Marmi, una delle località più famose della Versilia. Il 10 giugno, la quarta ed ultima tappa partirà da Forte dei Marmi e, attraverso le Alpi Apuane e il Passo dell’Abetone, raggiungerà l’Emilia per concludersi a Modena, cuore della ‘Motor Valley’. Proprio a Modena, le auto sfileranno in parata al Parco Novi Sad e giungeranno in Piazza Grande, dove il pubblico potrà ammirare l’arrivo finale delle splendide vetture al cospetto della Ghirlandina. L’arrivo è previsto a partire dalle 16.30 e la cerimonia del podio si terrà alle 19.00.

EVENTO MODENA MEETING - Quest’anno per la prima volta verrà organizzato un evento collaterale alla Modena Cento Ore: nella giornata di Sabato 10 Giugno appassionati, collezionisti e gentlemen drivers da tutto il mondo potranno partecipare a Modena Meeting, una grande festa dei motori aperta a tutte le auto sportive della “Motor Valley”. Ferrari, Maserati, Lamborghini e Pagani di ogni età da tutto il mondo renderanno omaggio al 70° compleanno del “Cavallino Rampante” in una giornata che si annuncia memorabile in cui condividere la grande passione per l’automobilismo. L’evento sarà inoltre aperto a vetture d’epoca Alfa Romeo, Fiat, Lancia e Abarth fino al 1977. Il percorso accompagnerà gli equipaggi iscritti nella Motor Valley, dove potranno visitare i musei delle più famose case automobilistiche: MEF, Museo Ferrari di Maranello, Museo Lamborghini e Collezione Umberto Panini, per rivivere, attraverso le immagini e modelli reali, la storia delle mitiche automobili italiane. I partecipanti avranno il privilegio di assistere dalle tribune alla parata della Modena Cento Ore e alle premiazioni in Piazza Grande. Per informazioni: www.modenameeting.it . “La Modena Cento Ore si è ormai stabilmente affermata come una delle più importanti gare nel mondo e come un punto di ritrovo dei grandi nomi del settore. – dice Luigi Orlandini, presidente della Scuderia Tricolore e visionario fondatore di Canossa Events - Lo testimonia la seconda nomination agli International Historic Motoring Awards, gli ‘Oscar’ del motorismo storico, dove tra i tanti eventi selezionati come finalisti da tutto il mondo, dall’Italia c’è solamente la Cento Ore. Un successo dovuto soprattutto all’entusiasmo sincero dei partecipanti e alla passione dell’affiatato team che ogni anno, per 12 mesi, lavora sodo per costruire un evento sempre più bello”.

lunedì 29 maggio 2017

ALONSO, SATO, ASCARI NELLA STORIA DI INDIANAPOLIS

(29/5/2017) – Onore a Fernando Alonso che a Indianapolis ha comunque dimostrato di essere un grande. Il ritiro al 179° giro – 21 dal termine - per il cedimento del motore Honda non cancella quanto di eccezionale il pilota spagnolo ha messo in mostra da subito sul difficile catino dell’Indiana che, come si è visto, non perdona gli errori. In qualifica è stato veloce, ha condotto la gara per alcuni giri e, secondo molti addetti ai lavori, poteva anche vincere. Certamente sarebbe stato tra i protagonisti del rush finale. Dunque Fernando ha fatto tutto quello che doveva fare nella miglior maniera possibile e ora c’è solo da chiedersi se avrà voglia e modo di riprovarci. “Sono venuto qui fondamentalmente per mettermi alla prova e sfidare me stesso. So di poter essere il più veloce su una F1 ma non so se posso esserlo in Indy Car”. Lo potrai scoprire solo correndoci ancora, Fernando…




SATO NELLA STORIA - Intanto complimenti a Takuma Sato, vincitore dell’edizione 2017, che quest’anno ha compiuto 40 anni. Sul traguardo ha regolato Helio Castroneves e così si è ripreso, primo giapponese a vincere la leggendaria gara, quello che perse clamorosamente all’ultimo giro nel 2012. Bravo Takuma!
https://motor-chicche.blogspot.it/2017/01/birthday-takuma-sato-40-anni-japanese-spirit.html

IL FLOP DI ALBERTO ASCARI NEL 1952 - Anche Alberto Ascari, giusto 65 anni fa, tentò di sbancare Indianapolis con la Ferrari 375. Era il 1952 e il pilota milanese, alla vigilia dei grandi successi mondiali in F1, era affascinato dalla sfida. L’avventura americana, invece, non solleticava più di tanto il Drake che acconsentì senza troppo entusiasmo solo per soddisfare l’ambizione del suo pupillo e dietro l’insistenza “dell’ambasciatore” Ferrari in Usa, Luigi Chinetti, e del capo della Champion Italia, Aldo Daccò. Una sola monoposto con pochi ricambi e senza una preparazione specifica attraversò l’Oceano ma il risultato fu assai negativo. Ascari si qualificò in settima fila e la gara, comunque valida per il campionato di F1, terminò presto per la rottura del mozzo della posteriore destra che lo spedì fuori pista. Il tentativo non fu più ripetuto e quella diventò l’unica apparizione di una Ferrari alla 500 Miglia di Indianapolis.

MONTECARLO, RAIKKONEN: NO WIN? NO PARTY!


(29/5/2017) – Complimenti a Vettel e alla Ferrari che con il ritorno alla vittoria a Montecarlo dopo 16 anni – Schumacher 2001 - ha alimentato la sua storia con una sfolgorante doppietta che mancava dal Gp di Germania 2010. Però… Lo avete visto: Kimi Raikkonen, secondo dopo la pole n° 17 della sua carriera – ha raggiunto Stewart – non aveva nessuna voglia di sorridere né tanto meno di partecipare alla festa Rossa. Negli ultimi tre anni il post Gp di Monaco ha riservato sempre lo stesso copione: uno dei piloti a podio con il muso lungo. E’ il caso di Raikkonen, per l’appunto, Ricciardo e Hamilton.
MONACO GP 2017 / RAIKKONEN – Grazie alla pole e soprattutto dopo un’ottima partenza, Raikkonen era sicuro di vincere. Il finlandese, particolarmente in palla, tra l’altro doveva farsi perdonare l’errore piuttosto pacchiano dell’anno scorso al Loews. La Scuderia lo ha richiamato per primo ai box, dopo le soste di Verstappen e Bottas. Vettel, che lo seguiva, invece è rimasto altri xx giri in pista sparando tempi velocissimi a dimostrazione che le ultra-soft tenevano ancora a meraviglia. Dopo il pit-stop il tedesco si è quindi ritrovato in testa e da quel momento Kimi ha ceduto. Nemmeno il ricompattamento dovuto all’ingresso della Safety-car è servito a proporre una parvenza di battaglia, cosa che Arrivabene non avrebbe comunque consentito, e anzi Kimi si è dovuto guardare dal ritorno prepotente dell’indomito e proficuo Ricciardo. Sul podio Ice Man più che mai non ha praticamente partecipato alla festa e a stento ha salutato l’”amico” Vettel.
MONACO GP 2016 / RICCIARDO – Molto simili i fatti del GP di Monaco 2016 con, questa volta, protagonista Daniel Ricciardo. Il pilota della Red Bull si era guadagnato una strepitosa pole position davanti alle due stratosferiche Mercedes, rispettivamente di Rosberg e Hamilton. Come sempre, a Montecarlo il miglior tempo in qualifica unito ad una partenza da manuale significa avere la vittoria in tasca. E l’anno scorso la Red Bull RB12 era una vettura molto più performante dell’attuale. Anche qui, però, galeotto fu il pit-stop: richiamato per il cambio gomme, Ricciardo, fino ad allora impeccabile, trovò la squadra clamorosamente impreparata e senza gli pneumatici pronti da montare! Gli oltre 10 secondi persi in questa maniera consegnarono la vittoria ad Hamilton su un piatto d’argento nonostante un duro corpo-a-corpo alla chicane. L’australiano sul podio era davvero indispettito e per qualche tempo non volle parlare con nessuno della squadra.
MONACO GP 2015 / HAMILTON – Ha ancora dell’incredibile quello che successe nel 2015 a Lewis Hamilton. Assoluto dominatore dell’appuntamento monegasco – la gara di casa, dopo Silverstone – a partire dalla pole davanti all’avversario principe Nico Rosberg, il pilota inglese della Mercedes fu protagonista di un momento di panico che periodicamente contraddistingue la sua condotta di gara. A soli 13 giri dalla fine, in regime di Safety Car, non sentendosi sicuro e dopo un concitato conciliabolo col muretto box, decise di effettuare un ulteriore cambio-gomme. Errore madornale. Rosberg e Vettel che seguivano senza in realtà nessuna possibilità di poterlo insidiare si ritrovarono davanti – Vettel per pochissimo – relegandolo alla fine ad un triste terzo posto. Sul podio, mai visto un Hamilton così triste e con muso lunghissimo, e c’era da capirlo…

giovedì 25 maggio 2017

BUON COMPLEANNO A ROBERTO RAVAGLIA, 60 ANNI. TUTTO INIZIO' CON...UN REGALO

(25/5/2017) – Domani 26 maggio è il compleanno di Roberto Ravaglia che compie 60 anni! In dieci intense stagioni nella categoria Turismo, il pilota di Mestre si è costruito a suon di vittorie una solida reputazione ed è un riferimento di punta dell’universo racing BMW, marca con la quale si è tolto tutte le soddisfazioni possibili. Ma volete sapere come è cominciata la carriera di questo ex volenteroso studente di ingegneria meccanica e titolato kartista? Soldi nisba e allora nel 1980 è il settimanale Autosprint ad assegnargli, al termine di una selezione tra giovani talenti, una F. Fiat Abarth con la quale partecipare al campionato monomarca. Si classificò quarto, ma fu questo l’inizio. 
CAMPIONE TURISMO - L’avventura con le ruote scoperte ebbe un seguito in F3 con il celebre preparatore Trivellato (una vittoria) ma nel suo destino c’erano evidentemente i campionati turismo tant’è che accettò subito un’offerta della casa tedesca di Monaco di Baviera e quell’unione non si sarebbe mai sfaldata. Scelta vincente, a giudicare dai risultati: aperitivo con la vittoria alla 24 Ore di Spa 1985 in equipaggio con Berger e Surer, poi campione del Mondo, Europeo, italiano, tedesco DTM. Successi e gloria sui circuiti più importanti. La completa realizzazione (a parte la F1 che comunque volle provare, una Benetton, al Le Castellet, tanto per capire). La sua serietà ed esperienza non sono state dilapidate: dal 2001 Ravaglia è a capo di un suo Team (oggi ROAL Motorsport) ovviamente con auto BMW. Dal WTCC alla Superstars, al GT Italiano la storia si è ripetuta con alfieri del calibro di Zanardi, Biagi, Morbidelli, Peter Kox, Cerqui, Colombo. Lui, da buon patriarca veneto gongola e ha tempo per dedicarsi alla caccia e alla pesca, gli hobby che ama.

TUTTE LE CURVE DI MONTECARLO

(25/5/2017) - MONTECARLO CIRCUIT BEND AFTER BEND. A Montecarlo sono iniziate le prime Free Practices. Tra guard-rails e muretti i piloti sono chiamati a dare dimostrazione di velocità unita a precisione e coraggio sulle curve più famose del mondo. E' una gara unica sul circuito più breve della F1 (misura 3.340 mt) ma stressante per la meccanica e il fisico. Ecco qui curva dopo curva - come (forse) non le avete mai viste - quanto Hamilton, Vettel & C. stanno affrontando in queste ore (c'è un nuovo asfalto e cordoli più alti alle Piscine). 
Il vostro Blogger ha battuto palmo a palmo il percorso e questo è il resoconto fotografico.

St Devote

Salita Beauu Rivage

zona Massenet - Casino

Mirabeau

Mirabeau Bas - Portier

Tunnel

verso la Chicane

zona Piscine - Tabaccaio

Rascasse

Anthony Noghes

Traguardo

mercoledì 24 maggio 2017

VERSO MONTECARLO / 2. SENNA KING OF MONTECARLO, SEI VITTORIE

(24/5/2017) – E’ ben noto: The King of Montecarlo, motoristicamente parlando of course, è  Ayrton Senna. Sono 6 le vittorie del pilota brasiliano nel gran premio monegasco che già nel 1984 lo lanciò grazie alla superba rimonta, al volante della Toleman, sul bagnato ai danni di Prost. Quella volta, solo la bandiera rossa privò il futuro campione del mondo del clamoroso successo. Che poi arrivò per la prima volta nel 1987 su Lotus-Honda e ininterrottamente dal 1989 al 1993 su Mc Laren facendolo diventare record-man davanti a Graham Hill e Michael Schumacher fermi a 5 vittorie. Da brividi, tra le altre, la vittoria del 1992 davanti ad uno scatenato Mansell.

GP MONACO 1987 – Il feeling particolare di Senna con Montecarlo ebbe inizio nel 1987, quando il brasiliano, all’ultimo anno con la Lotus e ormai già più che promettente stella della F1, si affermò beffando i favoriti alfieri della Williams-Honda e cioè Mansell, che partì in pole, e Piquet, terzo in qualifica dietro il giovane connazionale. Dopo lo start, le posizioni rimasero immutate ma al 30° giro il colpo di scena: Mansell dovette ritirarsi per una perdita di potenza del motore turbo giapponese. Un “regalo” che Senna, sulla Lotus a quell'epoca gialla per lo sponsor Camel, non dilapidò involandosi per primo e autorevolmente verso il traguardo nonostante un pit-stop per il cambio gomme. Quel giorno, inconsapevolmente, ebbe inizio la supremazia schiacciante da parte del pilota paolista su un circuito così difficile e prestigioso.


GP MONACO 1992 – Nel 1992 non c’era partita: le Williams-Renault erano nettamente superiori a tutte le altre monoposto in virtù di uno sfruttamento ideale delle sospensioni attive e di un motore affidabile ed elastico. Mansell, ancora lui, scattò bene dalla pole seguito da Senna che bruciò Patrese sull’altra Williams. Ayrton non poteva che seguire l’inglese e addirittura perse molti secondi in occasione del doppiaggio di Alboreto. Le posizioni, ormai, sembravano cristallizzate quando colpo di scena: al 71° giro Mansell optò per un pit-stop. Il pilota riteneva di aver forato ma al box si scoprì che un dado allentato stava danneggiando il cerchione. Rimesso in pista a cinque giri dal termine con gomme fresche, Mansell si gettò come un Leone all’inseguimento di Senna riuscendo a recuperare lo svantaggio e tentando in tutti i modi e in tutti i punti di sopravanzare il brasiliano. Con esperienza e furbizia, Senna approfittò della nota preclusione del circuito monegasco ai soprpassi, e portò a casa la vittoria per soli 215 millesimi.

martedì 23 maggio 2017

HAPPY BIRTHDAY / RUBENS BARRICHELLO A 45 ANNI VA A LE MANS

(23/5/2017) BARRICHELLO 45th BIRTHDAY AND NOW LE MANS! C’erano due olandesi e un brasiliano…Non è affatto una barzelletta ma l’equipaggio del Racing Team Nederland che prenderà parte alla prossima 24 Ore di Le Mans. Il brasiliano in questione è l’inossidabile Rubens Barrichello che quindi, a 45 anni - compiuti oggi , buon compleanno! – proverà a togliersi anche questo sfizio dopo le vittorie con la Ferrari e il record assoluto di gare disputate in F1. Come Alonso, che ha deciso di affrontare la grande sfida di Indianapolis e intende cimentarsi nella maratona francese, Rubens è un altro di quei piloti affascinati dai grandi appuntamenti del motorsport. Avrebbe molto volentieri continuato a correre nella massima formula ma, dopo una fugace apparizione in Indy Series, si è imposto nella Stock Car Brasil dove continua a imperversare e domenica scorsa ha vinto Gara 1 a Santa Ruz do Soul. 

Ma torniamo a Le Mans. Barrichello ha accettato l’invito di un vecchio amico, l’olandesino Jan Lammers e il trio sarà completato dall’altro tulipano Frits Van Eerd. La vettura dalla gialla livrea è una LMP2 Dallara gommata Dunlop. La categoria in questione sarà ben affollata: in pista tra gli altri, Vergne, Petrov, Piquet Jr, Nico Prost, Bruno Senna e anche l’ex portiere della Francia mondiale, Fabien Barthez, al volante di Oreca, Ligier, Riley, Alpine.  


MOMENTO NO: HAYDEN, BOURDAIS, MONGER, TROPPI INCIDENTI E LUTTI

(23/5/2017)BLACK MOMENT: FROM HAYDEN TO MONGER. Cosa sta succedendo nel motorsport? Da Hayden a Bourdais, da Fiorio a Billy Monger non è un momento positivo. Troppi incidenti drammatici e tristi lutti stanno smorzando le emozioni che i vari campionati sono in grado di suscitare. E’ di ieri l’ultima ferale notizia: Nicky Hayden non ce l’ha fatta. Dopo cinque giorni di coma, il centauro americano è purtroppo morto all’Ospedale Bufalini di Cesena dove era stato ricoverato a seguito delle numerose ferite riportate nell’incidente occorsogli mentre era in bici.
Era in bici anche Cesare Fiorio quando, il 3 maggio, è stato ritrovato privo di sensi ai bordi della strada nei pressi di Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, dove l’ex DS Ferrari e artefice dei grandi trionfi Lancia, si è stabilito da qualche anno. Per qualche giorno, mentre giaceva in ospedale privo di conoscenza, l’apprensione è stata grande ma le ultime notizie fortunatamente parlano di un lento risveglio.
Sebastien Bourdais è stato fortunato a cavarsela con molte fratture dopo il brutto incidente a Indianapolis. Il campione francese, impegnato nelle qualifiche alla 500 Miglia, è finito violentemente a muro con una traiettoria molto pericolosa e una dinamica che ha ricordato molto quella che 35 anni fa costò la vita al povero Gordon Smiley. La monoposto si è addirittura ribaltata per poi atterrare sulle ruote ancora al loro posto. Stagione finita, ma lo spavento è stato davvero grande.
Non si può non ricordare l’incidente che il 16 aprile ha cambiato la vita di Billy Monger: l’impatto frontale, violentissimo, con un concorrente durante una prova di F4 britannica a Donington poteva avere esito mortale ma è comunque costato al giovanissimo talento inglese di 17 anni l’amputazione di entrambe le gambe. Grande Billy: ha appena dichiarato di voler tornare alle corse.
Per finire questo inquietante elenco, aggiungo che solo due mesi fa, il 10 marzo, il mondo dei motori ha perso una figura leggendaria come John Surtees, seguito il 14 marzo dal belga Patrick Neve e il 2 maggio scorso dal grande rallista Timo Makinen. Un altro mito come Stirling Moss ha lasciato tutti col fiato sospeso a causa di un’infezione toracica: dopo 5 mesi in ospedale è appena tornato a casa. Può bastare.

lunedì 22 maggio 2017

VERSO MONTECARLO / 1. PATRESE, IL DEBUTTO E LA PRIMA VITTORIA

(22/5/2017)ABOUT MONTECARLO, A SPECIAL PLACE FOR PATRESE: FIRST RACE AND FIRST WIN. Entriamo nella settimana del Gran Premio di Monaco 2017, una gara suggestiva (biglietti a ruba) e impossibile che ancora oggi può valere una stagione. Allora cominciamo a immergerci nell’atmosfera di questa prova attraverso i ricorsi storici.
A Montecarlo è molto legato Riccardo Patrese che proprio sulle stradine del principato fece il suo debutto in F1 giusto 40 anni fa, il 22 Maggio 1977. Aveva solo 23 anni ma un curriculum già altisonante: campione del mondo di kart, fresco campione italiano ed europeo di F3. Alla Shadow, con lo sponsor italiano Ambrosio, pensarono a lui per far fronte alla difficile situazione interna. Il team aveva infatti cominciato il campionato con la coppia Pryce – Zorzi ma il tragico Gp del Sudafrica fece precipitare le cose. Jones sostituì subito il povero gallese mentre Patrese, dopo altri due gp, prese il posto Zorzi, ormai inviso alla squadra. Il pilota padovano si comportò benissimo su una macchina, la DN8, che conosceva appena e su un circuito di grande difficoltà: in qualifica fu 15° col tempo di 1.32.92 (Jones non troppo lontano, 11° con 1.32.04) e in gara si classificò nono.

LA PRIMA VITTORIA DI PATRESE– Indimenticabile il debutto, ma ancora più grande la gioia per la prima vittoria in F1 del padovano. Sempre a Montecarlo il 23 maggio 1982 Patrese, questa volta su Brabham-Ford BT49 D, vinse in maniera rocambolesca il suo primo gran premio. Era, tra l’altro, la gara successiva alla tragedia di Villeneuve a Zolder. Le Renault di Arnoux e Prost sembravano poter dominare ma entrambi dovettero ritirarsi per uscite di pista, lasciando a Patrese la leadership a cinque giri dal termine, proprio quando la pioggia si divertì a rimescolare le carte. Riccardo, sull’asfalto viscido, perse il controllo della Brabham al Loews e i commissari lo aiutarono a rimettersi in pista. La discesa, poi, gli consentì di riavviare il motore mentre Pironi, destinato a involarsi al traguardo, vide la sua Ferrari ammutolirsi sotto al Tunnel. Senza benzina De Cesaris e a muro Derek Daly, Patrese si ritrovò di nuovo al comando ma la notizia della vittoria, la prima di un italiano dal 1975 (Brambilla in Austria), la apprese solo una volta sceso dalla monoposto!

venerdì 19 maggio 2017

DANNY ONGAIS 75 ANNI, THE FLYN' HAWAIIAN

(19/5/2017)DANNY ONGAIS 75th BIRTHDAY, THE FLYN' HAWAIIAN. Il 21 maggio è il compleanno di Danny Ongais che compie 75 anni. Nel 1977 destò molta sorpresa il suo debutto in F1 al Gran Premio USA Est a Watkins Glen al volante di una Penske del team Interscope. Replicò al successivo Gp del Canada dove si classificò addirittura già al limite della zona punti, settimo! Era curiosa per la F1 la sua origine: si trattava infatti di un pilota delle Hawai, nato nel 1946 a Kahului. Ma non era l’ultimo arrivato: aveva cominciato con dragster per poi passare in Indy Car. Nella categoria americana, dopo aver invano tentato di “sfondare" in F1 nel 1978 (Ensign e Shadow), the “Flin’ hawaiian” trovò il suo habitat naturale vista la sua propensione a tenere ben giù il pedale dell’acceleratore. 

WHAT A CRASH! - Nel 1978 vinse 5 gare ma venne penalizzato dalla poca affidabilità della sua auto. Indianapolis, però, sarebbe diventato anche il luogo dei suoi incubi peggiori. Devastante l’incidente del quale fu protagonista al 64° giro della 500 Miglia del 1981 https://www.youtube.com/watch?v=gKjlwTFAyJk dal quale si rimise miracolosamente ma con una gamba più corta di circa 5 cm! Stessa sorte, purtroppo, nel 1987 quando l’impatto con il muretto https://www.youtube.com/watch?v=bFPeBM2LYcc lo lasciò in coma. Un ultimo crash all’età di 56 anni lo convinse a mollare i sogni di gloria in Indy Car ma non, per qualche tempo ancora, nel motorsport. Un pilota di stampo antico, tutto foga e coraggio.

"TRAGUARDI", CHE FORZA: IL DOCU-FILM PER NON VOLTARSI INDIETRO


(19/5/2017) – A Le Mans è il fine settimana della MotoGp, ma non solo. Domani scenderanno in pista (ore 17.30) anche centauri paralimpici, per la prima volta in una gara internazionale tutta riservata a motociclisti “diversamente abili”, dopo un incidente in moto, ma assolutamente non diversamente appassionati. Hanno subito l’amputazione di arti, ma hanno mantenuto la grinta e la dedizione alla velocità di sempre.  In Francia sono arrivati da tutto il mondo, tra cui Emiliano Malagoli e Alan Kempster (mentre Nicola Dutto si sta preparando per disputare l’edizione 2018 della Dakar). I tre sono anche i protagonisti del docu-film “Traguardi – La forza invisibile”, scritto e diretto dalla giornalista Fiammetta La Guidara che ha inteso raccontare storie vere all’insegna della passione e del coraggio. 
"TRAGUARDI", IL DOCU-FILM - “Ho voluto lanciare un messaggio trasversale. – ha detto Fiammetta in occasione della presentazione al Voice di Roma – Se per i tre protagonisti tornare alla normalità ha coinciso con il loro ritorno in moto per altri ci saranno traguardi diversi. L’importante è non voltarsi mai indietro”. L’intento della motor-giornalista è quello di diffondere il più possibile e gratuitamente il docu-film, dagli istituti di riabilitazione ai centri protesi, a ovunque ci sia qualcuno che soffre e pensa che la propria vita sia finita. “Perché non è così: – aggiunge l’autrice – c’è sempre una seconda opportunità e si deve avere la forza di trovarla in noi”. Emiliano Malagoli non sta nella pelle. Il “pilota bionico” dell’Althea Bmw Team Racing, presidente della Onlus “Diversamente Disabili DI.DI., già da qualche anno organizza la “International Bridgestone Handy Race” ma questa volta si parte alla grande, a Le Mans, vicini ai big della MotoGp. “Quando sono tornato a correre io dopo l’amputazione – dice  -mi sembrava già un sogno, poi mi sono dato da fare per realizzare i sogni degli altri che erano nella mia situazione e domani non importerà il risultato perché abbiamo già vinto!”.

giovedì 18 maggio 2017

HAPPY BIRTHDAY /HEINZ HARALD FRENTZEN 50 ANNI, LA SUA STORIA (ANCHE CURIOSA)

(18/5/2017) HAPPY 50th BIRTHDAY TO FRENTZEN. Heinz Harald Frentzen compie oggi 50 anni: buon compleanno a questo pilota tedesco di Monchengladbach (come Heidfeld) di madre spagnola che ha vinto tre gran premi di Formula 1 -  San Marino 1997, Magny Cours (sotto la pioggia) e Monza 1999 (più due pole) - ed è stato in lizza per la vittoria del titolo fino alla penultima gara nel 1999, la sua stagione migliore con la Jordan Mugen-Honda. 
Pur non essendo un personaggio, HHF ha fatto parlare di sé per tanti motivi, in pista e fuori pista. 

GLI ANNI MIGLIORI - Intanto faceva parte della celebre nidiata Mercedes che allevava, sotto le cure di Jochen Mass, futuri campioni come Michael Schumacher e Wendlinger con i quali fu in grande concorrenza già dalla F3 tedesca. Grazie alla casa di Stoccarda, che forniva i motori, approdò alla Sauber nel 1994, debutto al GP del Brasile. Anno difficile e drammatico per un deb che, tra l’altro, visse da vicino il grave infortunio del compagno di squadra Wendlinger a Montecarlo.  Nel 1997, passò alla competitiva Williams-Renault ma a vincere il titolo fu il compagno Jacques Villeneuve – lui vinse il suo primo GP a Imola – e resta curiosamente memorabile lo stesso miglior tempo in qualifica (1’21”972) a Jerez ottenuto congiuntamente a Jacques e Schumacher che poi in gara entrarono in contatto. A proposito di Schumacher, altra notizia che portò spesso HHF sui giornali è stata quella riguardante l'attuale moglie dell’ex ferrarista. Corinna era infatti la sua fidanzata, ma Michael è stato più veloce...


FINE CARRIERA - Dal 2001 al 2003, anno del ritiro, guidò anche la Prost e la Arrows ma ormai il trend ascendente si era interrotto.  Si è dedicato poi al DTM e ha corso la 24 Ore di Le Mans, fino alle più recenti apparizioni in GT Masters e al collaudo a Le Castellet della Tesla Model S P85 propedeutico al varo del primo campionato Electric GT (nel frattempo si è operato a un ginocchio). L’ultima curiosità che lo riguarda? Il padre aveva un’impresa di onoranze funebri che è stata rilevata, alla sua scomparsa, dalla sorella. Beh, alla guida dell’auto funebre per le strade di Monchengladbach spesso c’è lui.




mercoledì 17 maggio 2017

FLASHBACK / GP BELGIO 1987. CRASH E PUGNI!

(17/5/2017) F1 BELGIUM GRAND PRIX 1987: CRASH AND FISTS! Successo di tutto, incidenti e pugni compresi, al Gran Premio del Belgio 1987, esattamente 30 anni fa. Era l’anno del gran duello tra le due Williams-Honda di Piquet e Mansell che a Spa partivano in prima fila, con l’inglese in pole. La corsa venne però interrotta a causa di un grave incidente da brivido che coinvolse le due Tyrrell: Streiff fu autore di un violento crash all’Eau Rouge e la sua monoposto già pesantemente danneggiata venne centrata dal sopraggiungente compagno di squadra Palmer, padre dell’attuale pilota Renault. Il francese si ritrovò con la macchina spezzata in due e solo fortunatamente i danni si limitarono miracolosamente alle sole auto (danni pazzeschi per Ken!). https://www.youtube.com/watch?v=VRg_X_Jj8MM

Ma non era finita. Nuovo pronti-via e questa volta Ayrton Senna, che partiva dalla seconda fila col terzo tempo, fu abile a portarsi in testa con la sua gialla Lotus-Honda. Mansell non gli “concesse” nemmeno un giro e tentò subito un attacco all’esterno. Risultato: i due si agganciarono finendo miseramente fuori pista, girandosi come due ballerine. Ritiro immediato per il brasiliano insabbiato e successivo per l’inglese che riuscì a rientrare in pista ma dovette arrendersi per i danni subiti a causa del contatto. La collisione ebbe un appendice non proprio da gentiluomini: rientrati ai box, un adirato Mansell andò infatti a cercare Senna e ne scaturì una memorabile colluttazione con Ayrton che venne sollevato di peso e sbattuto al muro dal Leone d’Inghilterra! P.S. A vincere la gara fu Alain Prost.
https://www.youtube.com/watch?v=ZIUqZ04fvBk

martedì 16 maggio 2017

KVYAT A PUNTI IN SPAGNA E IN AMORE CON KELLY PIQUET


(16/5/2017) KVYAT AT POINTS IN SPANISH GP AND WITH KELLY PIQUET. Per Daniil Kvyat è un buon momento. Un momento decisivo, direi, grazie ai punti conquistati in Spagna e alla felice lieson con la girl-friend che risponde al nome di Kelly Piquet, figlia del tre volte campione del mondo Nelson (che ha 7 figli). Il nono posto di Barcellona ha infuso nuova fiducia nel pilota russo che l’anno scorso ha attraversato un periodo di forte instabilità dopo il forzato ritorno in STR per far posto a Verstappen in Red Bull. “E’ una sensazione grandiosa finire in zona punti, sono orgoglioso di me stesso e dei miei ingegneri. Sono stato in grado di superare molte vetture in un circuito dove normalmente non è facile farlo. Mi sono divertito ad ogni giro e sono molto felice”, ha detto al termine della gara al Montmelo che alla fine l’ha visto prevalere sul coriaceo Magnussen dopo una lotta senza esclusione di colpi. Il russo di Ufa aveva marcato altri due punti solo alla gara inaugurale della stagione 2017, in Australia e ora l’ottimismo torna a fare capolino anche in vista di uno step evolutivo della Toro Rosso previsto in Azerbaijan. I complimenti sono arrivati anche da Franz Tost: “Entrambi i piloti si sono comportati bene dopo la deludente qualifica ma è positivo vedere che nessuno si è arreso di fronte alla sfida”. Un giudizio che conta e conterà a fine stagione, quando è molto presumibile che i ranghi della scuderia di Faenza vadano a cambiare. 
SI DECIDE IL 2018 - Carlito Sainz scalpita per passare in Red Bull o comunque in un top team (ci sono contatti anche con la Ferrari) mentre Daniil è nella famiglia dei bibitari ormai dal 2014 (e precedentemente nel programma Red Bull Junior). Un tempo molto lungo, rapportato agli standard della filiera che deve alimentare la RB e che vede in Pierre Gasly il principale candidato 2018. Si vedrà ma occorrerà che il russo rimanga costantemente in zona punti… La ritrovata serenità di Kvyat è merito anche di Kelly Piquet, con la quale fa ormai coppia fissa. Si sono conosciuti lo scorso agosto a Montecarlo e all’inizio dell’anno si sono “rivelati” al grande pubblico. Lei, che è nata ad Amburgo ed ha una sorella, Julia, lavora in ambito Formula E, dove cura i contenuti digitali e dove è impegnato anche il fratello Nelson Junior. Daniil ha fatto sapere di non aver ancora conosciuto il papà, il noto tre volte campione del mondo. Un’altra prova all’orizzonte…


lunedì 15 maggio 2017

VETTEL - HAMILTON, RIVINCITA A MONTECARLO


(15/5/2017)CHALLENGE VETTEL - HAMILTON: REVENGE AT MONACO. Vettel 104, Hamilton 98, Bottas 63, Raikkonen 49, Ricciardo 37. La classifica del campionato di F1 fotografa, a tratti impietosamente, la situazione dopo il Gran Premio di Spagna, il primo europeo e il quinto 2017. Bottas, appiedato dal motore a Barcellona, è già a -41dal leader Vettel che, a sua volta, precede di 6 punti il ritrovato Hamilton. Molto attardato l’altro ferrarista, non pervenuto o quasi l’alfiere più calmo della Red Bull. Insomma, il campionato è ancora ben lungo, ma si va “ufficializzando” il challenge royal tra Vettel e Hamilton, sette campionati mondiali vinti complessivamente, quanto di meglio la F1 degli ultimi anni ha saputo o potuto (de gustibus…) offrire. E in Spagna si è visto quanto spettacolo e quanta apprensione è in grado di proporre o creare questa sfida. Certo, senza esclusione di colpi. 

DUELLO RAVVICINATO - Lo si è capito chiaramente al rientro in pista di Vettel dopo il pit-stop proprio mentre di gran carriera arrivava Hamilton. Nessuno ha mollato e la prima curva è stata affrontata praticamente in simultanea con grande rischio per entrambi di finire la gara. Ecco il duetto sull’argomento durante la conferenza stampa 
H: “Eravamo molto vicini e ti ho lasciato un po’ di spazio”;
V: “Ti ho lasciato un po’ di spazio anche io”; 
H: “No, non mi pare”. 
Beh, che si mettano d'accordo. Il pensiero va subito a Montecarlo dove un eventuale e probabile nuovo duello ravvicinato tra i due questa volta non avrebbe grandi spazi di manovra, vista l’angusta conformazione del circuito cittadino monegasco. La Ferrari può recriminare sul “tappo” legittimo di Bottas e sulla VSC che indubbiamente ha in buona parte vanificato la strategia e inoltre il passo lungo della Mercedes per antonomasia costa qualcosa a Montecarlo. Dall’altra parte, le numerose novità introdotte da Aldo Costa & C. hanno funzionato e altre ne arriveranno a corroborare una potenza comunque di altissimo livello, senza dimenticare le ritrovate motivazioni di Hamilton che è passato da propositi di ritiro a desiderio di nuovi record. Ripeto: questi sono i principali antagonisti ma, please, attenzione ai guard-rails di Montecarlo!

ANNIVERSARY / 15 MAGGIO 1982. LA MORTE DI GORDON SMILEY A INDY, UNA SETTIMANA DOPO GILLES

(15/5/2017)SMILEY DIE, ONLY ONE WEEK  LATER VILLENEUVE. Ad inizio maggio 1982 l’ambiente del motorsport era sconvolto per la perdita di Gilles Villeneuve. Solo una settimana dopo l’incidente del canadese, il mondo delle corse subì un secondo drammatico colpo: il 15 maggio con la morte del pilota americano Gordon Smiley che era impegnato nelle qualifiche della 500 Miglia di Indianapolis. Il crash fu devastante e senza scampo: dopo aver perso direzionalità, la March 81 C si diresse con un repentino effetto pendolo verso il muretto e l’impatto frontale a oltre 300 Km/h fece letteralmente esplodere in una palla di fuoco e disintegrare la vettura che volò, troncata e sbrindellata in più pezzi, molti metri più avanti.  https://www.youtube.com/watch?v=HEM6Z7IV0i4.

Smiley morì sul colpo e il referto del medico fu devastante: per la violenza dell’urto praticamente il suo corpo venne completamente frantumato, compresa la testa che perse ogni riparo con la perdita del casco. Un vero shock per tutti e un durissimo colpo per l’automobilismo che in sette giorni perdeva due suoi intrepidi cavalieri in circostanze molto cruente e, sostanzialmente, per errori umani. L’ultimo pilota vittima di un incidente durante le qualifiche di Indy era stato Art Polard, nel 1973. Gordon Smiley era nato a Omaha il 20 aprile 1946.