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lunedì 6 marzo 2017

RALLY STORY: DALL’ABARTH AI 70 ANNI DI WALTER ROHRL

(6/2/2017)Abarth, Fiat 131 Abarth, Walter Rohrl: parliamo di storia mondiale dei rally e l’occasione è fornita da una serie di anniversari.
ABARTH RALLY - Giusto dieci anni fa, la Fiat decise di rilanciare su strada e nelle competizioni la mitica Casa dello scorpione facendone un marchio a parte della sua galassia, accanto a Fiat stessa, Alfa Romeo e Lancia. Al Salone di  Ginevra vennero presentate la Grande Punto Preview e la Grande Punto S2000 destinata, quest’ultima, a correre nel campionato italiano rally e nell’Intercontinental Rally Challenge con a capo del Reparto Corse niente meno che Claudio Berro. Rilevata nel 1971 dal fondatore Karl Abarth – in principio produttore di marmitte speciali ed esperto elaboratore – proprio nei rally avrebbe segnato un’epoca diventando, in pratica, il reparto corse della Casa madre torinese. Dopo un primo probante “assaggio” con la 124 Spider, i titoli cominciarono a fioccare con la grossa e potente Fiat 131 Abarth. Proprio il 6 marzo del 1977 il magico duo Alen – Kivimaki conquistava il Rally del Portogallo e fu il segnale del predominio: a fine stagione arrivò infatti il primo titolo mondiale e altri due ne sarebbero seguiti. L’unione, di cui negli anni a venire avrebbe usufruito la Lancia, con le mitiche 037 e Delta, aveva fatto la forza.

WALTER ROHRL – Il grande pilota tedesco, nato a Regensburg, il 7 marzo compie 70 anni: si laureò per la prima volta campione del mondo rally nel 1980, vincendo al volante proprio della 131 Abarth. Fece il bis nel 1982 su Opel Ascona 400 – Casa con la quale aveva debuttato nei rally nel 1973, vinto l’Europeo nel 1974 e l’Acropoli nel 1975 - primo pilota a replicare il successo iridato. Altre perentorie vittorie su Lancia e Audi – saranno 14 a fine carriera – ne decretarono la sua grandezza, soprattutto grazie alle quattro affermazioni nel Rally di Montecarlo di cui divenne leggendario “re”. Pilota intelligente, preparato, freddo e duttile, si fece rispettare anche in pista gareggiando nel biennio 1979 -1980 con la Lancia Beta Montecarlo nel Campionato Mondiale Endurance e disputando la 24 Ore di Le Mans su Porsche 944 GTP, classificandosi primo di classe e settimo assoluto. Come molti altri campioni, nel 2005 affrontò inoltre la sfida della Pikes Peak e, naturalmente, la vinse. Oggi è ambasciatore del marchio Porsche.

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