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venerdì 3 marzo 2017

GP DEL SUDAFRICA 1977. RITORNO ALLA VITTORIA PER LAUDA, MORTE ASSURDA PER PRYCE

(3/3/2017)SOUTH AFRICAN GP 1977. LAUDA BACK TO WIN, PRYCE DIE. Epopea e tragedia al Gran Premio del Sudafrica 1977. Quel 5 marzo di 40 anni fa - si corse di sabato - Niki Lauda tornava a vincere a soli sette mesi dal rogo del Nurburgring e Tom Pryce trovava una morte assurda, colpito in testa dall’estintore di un commissario.
NIKI LAUDA - L’ultimo successo in pista di Lauda risaliva addirittura al GP di Monaco, se si considera che quello al Gp di Gran Bretagna gli fu assegnato sub-judice per la nota squalifica di James Hunt. Era poi salito sul podio al Glen ’76 e in Brasile ’77 (entrambe le volte terzo). Alla Ferrari si viveva un momento di forte tensione. Dopo il “gran rifiuto” del Fuji, l’austriaco si era visto sfilare i galloni di prima guida a favore di Carlos Reutemann che alla vigilia della trasferta sudafricana era in testa alla classifica grazie al terzo posto conseguito nella sua Argentina e alla vittoria in Brasile. Ma Niki, pur masticando amaro e rimuginando una vendetta fredda, aveva ripreso i suoi ritmi ideali da pilota-computer collaudando senza sosta la T2 sia a Fiorano (con un’uscita di pista) che a Vallelunga per svettare quindi già nelle prime prove libere a Kyalami (allora si arrivava molto in anticipo in circuito). Nelle qualifiche ufficiali si classificò terzo, dietro Hunt (Mc Laren) e Pace (Brabham, alla sua ultima gara prima della morte in un incidente aereo) ma quella era la sua gara. Grazie ad una partenza bruciante fu subito a ridosso del grande rivale inglese che superò di slancio già all’ottavo giro per non cedere più il comando nonostante il veemente assalto della Wolf di Scheckter. Una vittoria alla Lauda dei tempi migliori. Sì, Lauda era tornato ma sul podio, quel giorno, non c’era gioia.

TOM PRYCE – Il pilota gallese, classe 1949, figlio di un sergente di polizia, era considerato un gran talento (primo nel Gp di F3 1974 a Montecarlo, nel ’75 in F1 partì in pole a Silverstone) ed era in costante crescita. Nelle prime prove ufficiali a Kyalami, sotto la pioggia, fece segnare il miglior tempo. Era uno specialista del bagnato. Partì poi dalla ottava fila ed era in rimonta con la sua bianca Shadow. Il resto è ben noto: il compagno di squadra Renzo Zorzi fermo per problemi tecnici di fronte ai box sul rettilineo. Un ritorno di fiamme al retrotreno. L’italiano che si affanna per allontanarsi dalla vettura e poi si riavvicina. L’accorrere di due commissari che attraversano la pista. 
Il primo passa indenne. Il secondo, un ragazzo olandese di 19 anni, Jansen van Vuuren, che invece viene travolto in piena velocità – era il 21° giro - proprio dal povero Pryce. Morti sul colpo entrambi: il primo dilaniato e sbalzato metri più avanti, il pilota colpito violentemente alla testa dall’estintore del commissario. La Shadow continuò a percorrere il lungo rettilineo ormai senza più controllo finendo per collidere con la Ligier di Laffite e infine schiantandosi contro il muro appena rallentato dalle reti. Allora come oggi, polemiche per la mancata protezione della testa dei piloti (vedi Halo). Tom aveva 27 anni e una giovane moglie, Nila. (Sotto, la sequenza del fatale incidente)

https://www.youtube.com/watch?v=q99k2r6GeS4




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