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lunedì 13 febbraio 2017

VITA DI COPPIA. Piloti contro in F1

(13/2/2017) – Un campionato nel campionato è, da sempre, quello con il proprio compagno di squadra. Un confronto in grado di minare la serenità di un Team o, viceversa, di fornire impietosi ma proficui parametri di valutazione e di lanciare pilota. Le coppie 2017 della F1, tra conferme e novità, possono riservare sorprese e momenti di tensione. Vediamo.
HAMILTON – BOTTAS (Mercedes). Qui la situazione sembra abbastanza chiara e tranquilla. C’è chi dice, compreso il papà, che Hamilton farà un sol boccone del nuovo compagno di squadra finlandese e che quindi vivrà week end di gara sereni. Certo, Valtteri dovrà imparare nuovi meccanismi e per la prima volta avrà per le mani una monoposto vincente ad ogni GP, ma una cosa è certa: è un pilota molto veloce, ha fame di vittorie e già lancia segnali di sfida a Lewis. Dovrà però dimostrare in fretta di essere degno erede del volante di Rosberg poiché ha un solo anno di contratto. Una stagione per far vedere di meritare la conferma ma potrebbe bastargli di garantire tante doppiette, sempre che la Mercedes si riveli ancora imbattibile.
RICCIARDO - VERSTAPPEN (Red Bull). Odore di polvere da sparo in Red Bull. La nuova monoposto di Newey viene annunciata come molto competitiva e i due galletti di Horner hanno già anticipato di prevedere tra loro tempi difficili. Insomma, fine del savoir-faire tipo Malesia. Ricciardo si gioca molto della sua reputazione se dovesse essere sovrastato dal giovane e arrembante olandese mentre Verstappen ha tutta l’intenzione, con un altro anno di esperienza in saccoccia, di puntare al vertice sia di classifica che di Scuderia. Insomma, vuole i galloni di prima guida ed è così spavaldo da pretenderli con la forza. Chi la spunterà? Prevedo qualche toccata di troppo tra i due. (Eventuale via di fuga per Ricciardo: Ferrari 2018).
VETTEL – RAIKKONEN (Ferrari). Per il Cavallino, il 2017 si annuncia molto delicato a livello psicologico. I due piloti sono in scadenza di contratto e uno, Vettel, riparte dal podio di Abu Dhabi ma cerca segni immediati di riscatto mentre l’altro, Raikkonen, potrebbe presto cedere all’idea del ritiro a fine anno (compirà 38 anni e tra l’altro gli è in arrivo il secondo figlio). Marchionne ha preso tempo. Il tedesco appare un’incognita e la recente uscita di pista a Fiorano è un presagio poco positivo: vuole ancora vincere ma se la Ferrari dovesse rimanere in quel limbo confusionario in cui si è dibattuta nel 2016, l’ipotesi dell’addio (verso la Mercedes o il ritorno in Red Bull) diventerebbe sicuramente realtà. Tra i due, inoltre, quest’anno c’è lo scalpitante italiano Giovinazzi in cerca spasmodica di una conferma da titolare.
PEREZ – OCON (Force India). Dopo aver regolato costantemente il quotato ex compagno di squadra Hulkenberg, Perez non dovrebbe soffrire troppo la presenza del giovane francese. Ocon è un talento ed è molto stimato ma credo abbia bisogno ancora di un po’ di tempo per esplodere definitivamente anche in F1. Ha però l’occasione giusta poiché il Team di VJ Mallya è in grado di offrirgli una monoposto competitiva. Perez, più che altro, non dovrà farsi distrarre dalle sirene di altre scuderie attratte dalla sua esperienza e velocità ma anche dai suoi munifici sponsors. Il messicano, è stato molto vicino a passare quest’anno alla Renault ma state sicuri che, da ex pilota Ferrari Driver Academy, non ha perso la speranza di trasferirsi a Maranello dove ora sono addirittura due i posti in bilico…
MASSA – STROLL (Williams). Il buon Felipe tutto sommato può dormire sonni tranquilli. In ogni caso non ha un granchè da perdere poichè.....

si ritirerà alla fine di quest’anno dopo essersi rimangiato il proposito a seguito della clamorosa decisione di Nico Rosberg e della partenza di Bottas. La Williams gli ha chiesto di fare da “chioccia” al giovane deb Lance Stroll che non poteva trovare compagno di squadra migliore da questo punto di vista. Felipe è infatti tranquillo e collaborativo. Non rinuncerà ovviamente a lottare per il podio ma se il canadese dovesse bruciare le tappe e riuscire a tenerlo dietro, cosa tutta da vedere, non sarà un dramma. Stroll, insomma, ha l’occasione buona per imparare e crescere bene in un ambiente sereno (sperando che la FW 40 si dimostri competitiva!).
ALONSO – VANDOORNE (Mc Laren). Ecco un “duello” tutto da seguire tra il “vecchio” campionissimo e il giovane emergente. Il belga ha già dimostrato di sapersi adattare velocemente e nel 2016, quando ha sostituito proprio Alonso nel GP del Barhain, è andato subito a punti. Fernando rimane a detta di tutti il miglior pilota del lotto, mortificato da due anni di penosa arretratezza della monoposto e in particolare del motore Honda. Anche quest’anno lo spagnolo si professa fiducioso ma ha già fatto capire che lo considera l’ultimo – tra l’altro è in scadenza di contratto – prima di valutare l’ipotesi ritiro o 24 Ore di Le Mans. Vandoorne ha invece tutto da guadagnare e se non compirà grossi errori appare lui come il futuro della Mc Laren.
SAINZ – KVYAT (Toro Rosso). Lo spagnolo è in continua crescita ed è molto appetito anche da altri team (ma lui attende la promozione in Red Bull) mentre il russo è chiamato alla stagione del riscatto dopo gli alti (pochi) e i bassi (molti) del 2016. Questa in sintesi la situazione in una scuderia che probabilmente nel 2018 rivoluzionerà interamente i suoi ranghi. Sainz non deve fare altro che confermarsi pilota veloce e che sa portare punti in attesa di capire se Helmut Markko gli concederà un volante della ambita Red Bull. Più difficile il momento di Kvyat, forse all’ultima stagione nell’orbita Red Bull. Danil deve quindi dimostrarsi vitale e redditizio se vuole sperare di rimanere in F1: il Circus ha bisogno di un russo ma alle sue porte continua a bussare Sirotkin.
GROSJEAN – MAGNUSSEN (Haas). Una coppia ben assortita con il francese in vantaggio per l’esperienza già acquisita nel team americano che ha in lui il suo faro tecnico. Magnussen apporterà quella aliquota di talento che Gutierrez evidentemente non ha saputo garantire. Insomma, i due non dovrebbero pestarsi i piedi e se Steiner metterà loro a disposizione una monoposto migliore dopo un anno di apprendistato già soddisfacente può essere che se ne vedranno delle belle in termini di risultati. Unica nota “stonata” potrebbe rivelarsi, anche qui, il possibile coinvolgimento di Grosjean nella ridda di voci che riguarderanno i piloti Ferrari. Come noto, Romain è stato dato sempre molto vicino al Cavallino ed è in una scuderia “partner” di Maranello.
HULKENBERG – PALMER (Renault). Alla Renault hanno detto chiaro di puntare tutto sull’esperienza e sulla “fame di vittoria” di Hulkenberg che quindi parte “capitano” del Team francese. Palmer ha spuntato la riconferma ai danni di Magnussen ma dovrà dimostrare ancora di meritarsi il volante di una Casa ufficiale. Compito non facile per entrambi in quanto la Renault viene da un anno avaro di soddisfazioni e va incontro ad una nuova stagione dove, al momento, l’obiettivo massimo è quello della entrata in Q3. L’inglese è in una posizione più difficile in quanto si profilano all’orizzonte pretendenti al suo posto ma il figlio d’arte carbura anno dopo anno e non è detto che non riesca a sorprendere.

ERICSSON – WERLHEIN (Sauber). Per i due, già è molto avere un volante tra le mani in questo 2017. Sono arrivati nuovi finanziatori ma sarà da vedere se la nuova monoposto eviterà lo scomodo ruolo di ultima forza, tenuto presente che la Manor ha chiuso i battenti. In tal caso, prevedo purtroppo situazioni tipo quelle già vissute con Nasr e cioè tristi lotte in famiglia nelle retrovie con toccate e danni. Ericsson vivacchia bene, mentre il contesto è assai penalizzante per l’ambizioso Werlheine che, dopo aver “perso” Force India e Mercedes, si trova costretto a guidare una vettura che difficilmente gli consentirà di mettersi in mostra. Dovesse in qualche modo riuscire a farlo, le sue chances per un volante di prestigio nel 2018 diventerebbero molto, molto alte. 

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