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lunedì 16 gennaio 2017

HAPPY BIRTHDAY / PIERCARLO GHINZANI 65 ANNI, TANTA SERIETA' POCA FORTUNA

(16/1/2017) – E oggi si festeggiano i 65 anni di Piercarlo Ghinzani, il Ghinza da Riviera d’Adda, in provincia di Bergamo. Serio (fin troppo), veloce e ottimo collaudatore: ha fatto parte della pattuglia italiana in F1 dove ha debuttato nel 1981 con la Osella. La buona volontà del costruttore torinese, per il quale corse anche dall’83 al 1985 (quinto a Dallas nell’84!) e nel 1989, non bastò a supportare il talento del pilota lombardo che però non trovò fortuna nemmeno nelle sue estemporanee e tribolate esperienze alla Toleman, alla Zakspeed e alla Ligier inizialmente motorizzata Alfa Romeo.

NON SOLO F1 - Dalla sua, Ghinzani aveva una solida preparazione meccanica frutto degli anni trascorsi nella officina riparazioni del padre a Calusco d’Adda. A otto anni era già lì a parlare di candele e pistoni e a guidare le prime auto. Ma non gli mancavano nemmeno titoli importanti conquistati in pista e una professionalità impeccabile, tanto da curare la preparazione fisica anche tramite lo sci di fondo e l’assistenza del dottor Quarenghi dell’Inter. Aveva cominciato nel 1971 con una Formula Ford acquistata dall’amico Pesenti-Rossi per poi passare due anni (1972 e 1973) in F3. Gavetta pura e risultati gli valsero infine l’appoggio dello sponsor Allegroni e le “cure” dei fratelli Pedrazzani della Novamotor. Nel 1976 fu secondo nel campionato europeo (secondo un quello tricolore) che poi vinse alla grande nel 1977, battendo un certo Nelson Piquet che anni dopo, già campione del mondo di F1, dirà: “Ghinzani era più bravo di me”. 
Nonostante le difficoltà finanziarie, nel 1978 riuscì a sbarcare in F2 (March Bmw) senza grossi acuti mentre nel 1979 si laureò campione italiano di F3 con  i motori Alfa Romeo al debutto nella serie propedeutica. Cesare Fiorio lo volle sulla Lancia Beta Montecarlo nello squadrone tricolore nel Mondiale Endurance. 
Una carriera segnata dalla ricerca spasmodica degli sponsor ma, disse lui una volta con orgoglio, “Io ho scelto la strada più lunga: ho cercato prima di fare accorgere quanto valevo come pilota, piuttosto millantare qualità che non avevo ancora dimostrato”. Quanti piloti hanno scelto la seconda strada, sostituita poi dal mero versamento di regolari e congrui bonifici nelle casse dei Team. Appeso il casco al chiodo, Ghinzani si è preso buone soddisfazioni con il proprio Team attivo dalla F3 al campionato A1Grand Prix.

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