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martedì 20 dicembre 2016

GIOVINAZZI, UNA CARRIERA DA FERRARI


(20/12/2016) – Finalmente  torna un pilota italiano, terzo pilota della Ferrari: dopo Badoer e Fisichella è il turno di Antonio Giovinazzi, pugliese di Martina Franca, 23 anni compiuti lo scorso 14 dicembre. Inutile dire, a questo punto, che l’aspettativa è quella di una promozione a titolare, a maggior ragione tenendo presente che nel 2017 sono in scadenza i contratti di Vettel (Marchionne: “Vedremo, intanto sta a noi dargli una macchina vincente) e di Raikkonen (Marchionne: “Non so se avrà voglia di continuare”). Molto dipende, comunque, da Antonio, talento puro e ragazzo educato. Al simulatore e nelle free practice del venerdì, durante le quali sarà chiamato in pista, dovrà dimostrare di “meritare la Ferrari”, come pretende Maurizio Arrivabene. I risultati per arrivarci sono però tutto merito suo e di chi ha creduto in lui finora, supportandone sogni e sacrifici: dalla famiglia, papà Vito in primis,  dal lungimirante sponsor indonesiano Yagonya Ayam, fino ai Team Carlin (F3) e Prema (GP2), al Team Aci Italia voluto dal Presidente Sticchi Damiani e al “consigliere” Cesare Fiorio

Giovinazzi e il Presidente ACI Sticchi Damiani

Giovinazzi e Mario Andretti

Giovinazzi sul podio con Max Verstappen

CARRIERA - Sì, ne ha fatta di strada Giovinazzi, cresciuto nel mito di Michael Schumacher e fino al 2012 valente kartista (galeotto fu il kartodromo di casa sua, a Martina Franca!). Poi il primo, vero distacco dalla famiglia per andare a vincere la F. Pilota China e quindi il trasferimento a Londra per disputare la British F3 (secondo per un soffio!).Tre anni in F3 Europe – con una puntata in DTM con l’Audi - con 8 vittorie, 27 podi, 6 pole, 7 giri più veloci e indimenticabili vittorie come quella di Pau o al Masters di Zandvoort. Infine, compresa l’esperienza in Asian Le Mans Series, la splendente stagione 2016: GP2 con la Prema e il titolo sfumato solo all’ultima gara. Abbastanza per convincere Sergio Marchionne: “L’ho preso perché è forte e poi fa piacere che sia italiano”. Auguri, Antonio.

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