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mercoledì 30 novembre 2016

HAPPY BIRTHDAY / MIKA SALO 50 ANNI, INDIMENTICABILE QUEL 1999 ALLA FERRARI

(30/11/2016) Mika Salo compie oggi 50 anni: nella sua carriera c’è il Rosso Ferrari (ma anche Toyota). Finlandese di Helsinki, scoprì sui kart la sua vocazione grazie alla passione per i motori di papà Seppo (e l’ok di mamma Tarja). Un fulgido talento naturale – in F. Ford battè Schumacher, in F3 inglese fu grande rivale del connazionale Hakkinen - che lo portò ad essere ingaggiato nel 1999 dalla Ferrari! Sì, è stato questo il momento più alto della sua storia in F1, durata otto anni a partire dal debutto con la Lotus nel 1994 via Formula Nippon.
FERRARI 1999 - Lo ricorderete: a Maranello dovettero scegliere in fretta un pilota che sostituisse Michael Schumacher fratturato dopo il botto alla Stowe di Silverstone. L’allora presidente Montezemolo diede una delusione a Badoer, terzo pilota della Scuderia, preferendo non affidargli – sue parole – “una responsabilità troppo grande”, nè offrì la chance al più che disponibile Jean Alesi, cavallo di ritorno dalla Sauber. Il prescelto fu invece lui, che aveva appena finito di sostituire l’infortunato Ricardo Zonta alla Bar. “Un pilota veloce, pronto a spingere a fondo”, lo ricorda Montezemolo. Il 13 luglio era già in pista a Fiorano al volante della F399 ma dovette interrompere l’apprendistato per qualche giorno: volò in Giappone per sposare la modella Noriko Endo! Con la Rossa corse 6 gare, non tutte brillanti ma in Germania si superò. Prima fu più veloce di irvine in qualifica e in gara, saldamente in testa, cedette lealmente la posizione all’irlandese, in lotta per il mondiale, che gli passò la coppa del vincitore. Bello anche il terzo posto al Gran Premio d’Italia a Monza. Un’esperienza che Salo ricorda piacevolmente: “Ho fatto quello che mi hanno chiesto di fare ed è stata un’esperienza indimenticabile: posso dire di sapere come lavora una grande squadra”.

TOYOTA 2002 - Nel 2001, un po’ a sorpresa, la Toyota affidò a lui - e ad Allen Mc Nish - il compito di collaudare per un anno intero la prima monoposto di F1 del colosso giapponese, obiettivo stagione 2002. Le aspettative erano altissime ma solo due sesti posti in Australia, al debutto, e in Brasile e tanti problemi irrisolti lo demotivarono inducendolo a lasciare la Formula 1. Ma non le corse: sbarcò in America per disputare la Champ Car, per poi dedicarsi alle vetture GT, alla 24 Ore di Le Mans e di Spa, alla 12 Ore di Sebring. Ora è commentatore F1 per l’emittente finlandese MTV3 ed è nella rosa di commissari FIA che Jean Todt indica per i gran premi.

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