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venerdì 21 ottobre 2016

GRAN PREMIO DEL GIAPPONE 1976, 40 ANNI FA AL FUJI LA PAZZA CORSA DEL CORAGGIO E DELLA PAURA


(21/10/2016) – Il week end del Gp degli USA a Austin coincide con la ricorrenza dei 40 anni del Gran Premio del Giappone al Fuji che decise il tragico ed entusiasmante campionato del mondo 1976. Hunt giunse terzo e vinse il titolo per un punto, Lauda, reduce dall’incidente del Nurburgring, non accettò l’infida sfida bagnata e si ritirò al secondo giroQuella domenica 24 ottobre la pista era un lago, la pioggia non diede tregua. C’è qualcosa di più importante di un campionato del mondo”, disse l’austriaco. Il coraggio della paura, titolarono in molti. Ma si scrisse anche: non è più un vero pilota. Ad Austin, reduci di quel leggendario atto finale, ci saranno solo Niki Lauda oggi Presidente non esecutivo Mercedes F1, e Mario Andretti che quel gran premio lo vinse. 
https://www.youtube.com/watch?v=ihyPe5Syo3Y
GARA BAGNATA E IL RIFIUTO DI LAUDA - L’italo-americano fu allora piuttosto critico per la drastica decisione del ferrarista: “Non si è comportato da campione. Certo, la visibilità era pessima ma una volta sgranati si poteva andare. E’ un po’ troppo dire che si rischiava la vita. Rimpiangerà quello che ha fatto”. Detto che anche Pace e Fittipaldi abbandonarono la gara, Lauda non ha mai rinnegato quella scelta che incrinò in modo insanabile i rapporti con il Drake e la Ferrari. Non è da pilota e uomo così razionale quale è sempre stato. “La visibilità era nulla e io ero al limite personale. Non potevo e non volevo rischiare di più”. Aveva già dato, l’1 agosto al Nurburgring. Punto. Semmai gli va imputato di non essere stato sincero quando, dopo il rientro anticipato a Monza, asseriva di essere a posto al 100%, “quello di prima”. Nel libro "Meine Story" confesserà: "In mezzo a quel diluvio ero in preda al panico. Non avevo la forza di resistere e di condurre una gara di attesa". Le ferite esterne ed interne erano in realtà ancora profonde ma va capito: davanti ad un Hunt guascone e scatenato non poteva mostrarsi debole. Se aveva precorso i tempi umani e medici, presentandosi prima a Fiorano e poi in pista per il Gran Premio a  Monza dopo soli 44 giorni da un incidente così terribile, lo aveva fatto perché il desiderio di vincere era ancora forte. E’ mancato l’ultimo sforzo in un contesto oggettivamente deprimente per uno nelle sue condizioni. 
I MISTERI DEL FUJI - Poi, ci sono ancora molti dubbi e misteri sull’accordo tra i piloti, saltato, di non correre in quelle condizioni. Sulle pressioni dei capi, mentre calava il buio, per indurli a scendere in pista: c’era la diretta TV, oltre 70mila spettatori, sponsor e pubblicità sulla graticola. Sui decisivi sorpassi finali di Hunt nei confronti di Jones e Regazzoni. Insomma materia per farne un film. Ops, l’hanno fatto: “Rush”!

START GRID JAPANESE GRAND PRIX 1976

1ª FILA (ROW): Hunt (Mc Laren)– Andretti (Lotus)
2ª FILA: Watson (Penske) – Lauda (Ferrari)
3ª FILA: Pace (Brabham) – Scheckter (Tyrrell)
4ª FILA: Brambilla (March) – Regazzoni (Ferrari)
5ª FILA: Hasemi (Kojima-Dunlop) – Peterson (March)
6ª FILA: Mass (Mc Laren) – Laffite (Ligier)
7ª FILA: Pryce (Shadow) – Depailler (Tyrrell)
8ª FILA: Nilsson (Lotus) – Jarier (Shadow)
9ª FILA: Stuck (March) – Perkins (Brabham)
10ª FILA: Jones (Surtees) – Merzario (Williams)
11ª FILA: Ertl (Hesketh) –Hoshino (Tyrrell)
12ª FILA: Takahara (Surtees) – Fittipaldi (Copersucar)
13ª FILA: Trimmer (Maki – non partito) – Binder (Williams)

RACE: 1) Andretti; 2) Depailler; 3) Hunt; 4) Jones; 5) Regazzoni; 6) Nilsson; 7) Laffite; 8) Ertl; 9) Takahara; 10) Jarier; 11 Hasemi


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