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venerdì 9 settembre 2016

MONZA STORIES / 3. LAUDA 1976, CORAGGIOSO RITORNO

(9/9/2016) MONZA 1976: LAUDA, COURAGEOUS COMEBACK. Una giornata epica, quella del 12 settembre 1976, per Lauda, Monza e l’automobilismo. La giornata del ritorno. A soli 43 giorni dal terribile incidente del Nurburgring, a seguito del quale gli venne impartita l’estrema unzione, il pilota della Ferrari era di nuovo in pista per prendere parte al Gran Premio d’Italia. Che folla, che tripudio, che affetto per quel gesto che definire di autentico eroismo sportivo e umano non è esagerato: i segni ancora sanguinolenti delle ustioni al capo erano lì a testimoniarlo in tutta loro crudezza. Lauda si era presentato solo qualche giorno prima a Fiorano agli imbarazzati tecnici, meccanici e lo stesso Enzo Ferrari dopo l’incidente e la convalescenza nella sua villa di Salisburgo. Effettuò un breve test: nonostante l’aspetto trasfigurato dalle devastanti fiamme del Nurburgring era dunque pronto a riprendere il volante e a contrastare l’impetuosa ascesa del grande rivale James Hunt. Tutto come prima? 
A Monza fu ottimo quarto – i ferraristi in gara erano tre con Regazzoni e il neo acquisto Reutemann - ma, come lui stesso rivelò in seguito, l’animo ne fu fortemente scosso. La pista bagnata, la brutale potenza della monoposto, la pressione dei media, le voci di un suo possibile avvicendamento a Maranello: in realtà era troppo presto per tornare a dominare un caos simile. Lauda si ritrovò fragile, insicuro. Non poteva e non doveva assolutamente essere veloce come l’istinto pareva consentirgli. Confessò che dovette fare appello a tutte le sue forze per non mollare tutto e trovare un livello di concentrazione minimo, tale da evitare nuovi guai dopo quelli di cui portava i segni indelebili sulla pelle. Un umano gravame che, seppur mitigato, trascinò fino all’epilogo del Fuji.

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