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lunedì 1 agosto 2016

INCIDENTE NURBURGRING 1976: ERRORE DI LAUDA O CEDIMENTO MECCANICO?

(1/8/2016) –NURBURGRING 1976: DRIVE MISTAKE OR MECHANICAL FAILURE? Niki Lauda può sorridere: le “sue” Mercedes dominano e lui è sempre sulla breccia e soprattutto vivo e vegeto 40 anni dopo il gravissimo incidente dell'1 agosto 1976 al secondo giro del Gp di Germania al Nurburgring. Né le fiamme, né i fumi tossici inalati piegarono il pilota della Ferrari strappato dal rogo grazie all’eroico intervento di Arturo Merzario in primis, Guy Edwards, Brett Lunger e Harald Ertl. Ma quale fu la causa di quell’incidente? La dinamica è ben nota, ma l’esatta origine non trova ancora oggi unanime spiegazione. D’altronde, nonostante procedimenti giuridici o fondate ipotesi, anche le morti di Ascari, Clark, Senna stesso sono per esempio ancora avvolte da un alone di mistero e il crash di Lauda del 1 agosto 1976 creò due accese fazioni: coloro che accreditavano l’errore del pilota (che non ricorda nulla, se non “lo strepito di un mozzo”) e coloro che sostenevano invece la tesi del cedimento meccanico (proposta anche nel film “Rush” di Ron Howard). Sulla questione, ecco alcuni spunti di riflessione e dichiarazioni.
La Ferrari 312 T2 perse aderenza su una placca di umido? Dopo il pit-stop alla fine del primo giro per passare alle slick, Lauda arriva alla curva Bergwerk, chilometro 11 del circuito, ad una velocità di circa 220-230 Km/h, sale sul cordolo con lo pneumatico anteriore sinistro e perde repentinamente il controllo della sua monoposto che si intraversa puntando verso un terrapieno sulla destra. L’impatto sventra il serbatoio della benzina con tutto quello che ne conseguì. Ma Depailler dichiarò: “Alla Bergwerk l’asfalto era completamente asciutto mentre alla curva prima era c’era del bagnato”.
Nel libro “Meine Story”(1985) Lauda accreditò la tesi del cedimento meccanico avanzata dal fedele capo vettura del tempo, Ermanno Cuoghi, secondo il quale si era spezzata una barra in magnesio che collega il motore portante alla sospensione. Staccandosi viene a mancare il fissaggio alla ruota posteriore che finisce per uscire dalla sua sede provocando inevitabilmente una sbandata. Forghieri e il DS del tempo Audetto, smentiscono decisamente questa tesi ma, sempre nella sua autobiografia, Lauda afferma che questo tipo di problema si era già verificato sulla Rossa e c’è da aggiungere che al GP del Canada di quell’anno (3 ottobre 1976) Lauda si classificò solo ottavo con la macchina inguidabile, si scoprì per la rottura di una sospensione. Il 6 agosto gli ingegneri Roberto Nosetto e Vincenzo Galmanini, Segretario e Presidente della Commissione tecnica CSAI effettuarono una perizia sui resti della Ferrari incidentata tornati a Maranello (non era presente l’annunciato Peter Jowitt della FOCA).Venne stabilito che: “L’incidente non può essere stato causato da difetti della meccanica della vettura”.
Lauda prese un rischio di troppo? Il ferrarista, già partito male dalla prima fila, era in furiosa rimonta dietro la Brabham-Alfa di Carlos Pace e, secondo chi lo seguiva, cioè Edwards e Lunger, forse affrontò troppo velocemente, a gomme ancora fredde, quella curva. Harald Ertl però affermò: “La mia prima sensazione quando ho visto la Ferrari mettersi di traverso è stata quella di pensare ad una perdita di controllo del pilota. A mente fredda, però, devo dire che se avesse sbagliato il pilota la macchina avrebbe puntato verso l’interno e non verso l’esterno”.
Problemi tecnici? Lunger, appena superato da Lauda, spiegò: “Non mi è sembrato avesse problemi. Al contrario, l’ho visto molto sciolto e pulito”. La Ferrarida qualche gara – Lauda non vinceva da Montecarlo – non era però più al top assoluto. In particolare, la monoposto di Maranello aveva problemi nel portare in temperatura gli pneumatici. A Fiorano si stava provando il ponte De Dion. Durante le qualifiche al Nurburgring, Lauda e anche Regazzoni avevano lamentato scarsa aderenza sulle ruote motrici con lo svizzero che aveva preferito montare ammortizzatori meno duri e che definì la vettura peggiore con i cerchi da 18” rispetto a quella con i cerchi da 19” montati il venerdì.

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