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mercoledì 24 agosto 2016

L’ERA SCHUMACHER COMINCIO’ IN BELGIO 25 ANNI FA CON UNA JORDAN

(24/8/2016) – Nel week end del Gran Premio del Belgio del 1991, nell’agosto di 25 anni fa, a Spa apparì per la prima volta in F1 un giovane ed impacciato tedesco di 22 anni, dal collo lungo: tal Michael Schumacher. Un debutto che costituiva l’inizio di una leggenda. Eddie Jordan lo mise al volante della sua monoposto rimasta senza uno dei due piloti titolari: Bertand Gachot era finito in carcere a seguito di una rissa. Lo scaltro team principal irlandese fu convinto dal manager Willy Weber a dare una chance alla giovane promessa, aiutato dalla lauta “ricompensa” che la Mercedes gli elargì. Michael era infatti pilota ufficiale della Stella a tre punte nel Mondiale Sport in coppia con Jochen Mass: una palestra decisiva grazie alla potenza dei motori e i freni in carbonio (nel ’90 aveva vinto in Messico e fu secondo a Digione e al Nurburgring mentre quell’anno aveva colto un secondo posto a Silverstone e lottava con la Jaguar) e i grandi capi di Stoccarda giuravano su di lui. 
Non mentivano: l’esordiente Schumacher partì in quarta fila (ottavo tempo) e fece segnare il secondo miglior tempo nel warm up della domenica. Dovettero avvisare il suo compagno di squadra, Andrea De Cesaris, che lui riusciva a prendere in pieno il Radillon. Non ci fu gara perché alla partenza cedette la frizione ma ne rimase colpito perfino Senna, il pilota idolo di Schumacher, impressionato dalla prima volta che vide correre il brasiliano sui kart, nel 1980 a Nivelles. Naturalmente veloce, professionale, concentrato: il nome del tedesco che aveva già vinto con i kart, nella F3 tedesca e le gare internazionali di Macao e del Fuji, finì su molti taccuini. Il più lesto, come noto, fu poi Flavio Briatore che non pensò due volte a defenestrare il povero Moreno e a portare alla Benetton la nuova rivelazione. 

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