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lunedì 18 luglio 2016

BIANCHI, UN ANNO DOPO SICUREZZA ANCORA IN DISCUSSIONE

Bianchi by Bertolini twitter
(18/7/2016)BIANCHI, ONE YEAR AGO. SAFETY TODAY.We miss you Jules” (ci manchi, Jules) e “One year on. Always with us” (E’ passato un anno. Sempre con noi). Con questo tweet la Ferrari e la Manor Racing ricordano Jules Bianchi deceduto un anno fa dopo nove mesi di degenza tra il Giappone e la Francia, senza aver ripreso conoscenza, a seguito del terribile incidente occorsogli a Suzuka nel 2014. Il pilota di Nizza faceva parte del programma Ferrari Driver Academy ed aveva ottime chance di ereditare il volante della Rossa. “Puntavamo su di lui”, ricorda sempre l’allora presidente del Cavallino Montezemolo. Con la Manor stava facendo del suo meglio nonostante la scarsa competitività della vettura e il nono posto di Montecarlo aveva rivitalizzato tutto. Purtroppo, la fatalità, con quel mezzo di soccorso in movimento per rimuovere la Sauber di Sutil, l’uscita di pista sull’infida pista bagnata e il violento impatto della testa hanno interrotto per sempre vita, sogni e potenzialità di quel giovane tanto promettente quanto garbato che manca a tutti. Da Felipe Massa a Fernando Alonso a Romain Grosjean, da “zio” Andrea Bertolini ad Arthur Pic è tutto un fiorire di ricordi e di esternazioni di affetto. La famiglia, dopo un primo periodo di cautela, ha deciso di portare FIA, FOM e Marussia davanti a un Tribunale. Quel 5 ottobre 2014, qualcosa non ha funzionato a dovere nelle procedure di sicurezza a corsa in svolgimento. Ora, l’impiego della safety Car è divenuto ancora più stringente  (vedi partenze di Montecarlo e Silverstone) e si alzano voci contrarie in nome dell’essenza pura del motorsport che deve essere anche rischio. Difficile questione.

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