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giovedì 23 giugno 2016

VETTEL FERRARISTA PER SEMPRE

(23/6/2016) - VETTEL AT THE NEW FERRARI FOR EVER - MUSEUM EXHIBITION. Resterà aperta per un anno la nuova mostra del Museo Ferrari di Maranello intitolata “Ferraristi per Sempre” inaugurata ieri alla presenza di Sebastian Vettel, del Team Principal Maurizio Arrivabene e di Luca Fuso, Chief Brand Officer di Ferrari. E’ stato il pilota tedesco, già ospite al FIA Motorsport Conference di Torino, a tagliare il nastro dell’esposizione che rende omaggio a tutti i piloti che hanno contribuito alla leggenda del Cavallino. Sebastian ha passato in rassegna le cinque sale su cui è disposta la mostra, a cominciare da quella dedicata ai campioni del mondo dove si trovano esposte due vetture di Michael Schumacher, una 500 di Alberto Ascari, la 312 T4 del 1979 e la F2007 con cui divenne iridato il suo attuale compagno di squadra Kimi Raikkonen. 
Al primo piano, ha poi osservato i totem interattivi pensati per offrire ai visitatori una percezione ancora più completa delle sfide che ogni pilota automobilistico deve fronteggiare ogni volta che scende in pista. Per Vettel un vero bagno di folla e una full immersion nei suoi ricordi, in particolare quando ha posato accanto alla 126 CK di Gilles Villeneuve: “Ero con la famiglia alla comunione di mia cugina – ha detto – e mio padre mi portò in una sala del ristorante in cui c’era una tv: guardammo insieme il GP di Monaco che Gilles vinse da dominatore. La passione per la Ferrari nasce da bambini e per lavorare in Ferrari questo sentimento deve continuare a crescere sempre”. 
Vettel accanto alla prima Ferrari, la 125 S
Nel contempo è stata presentata l’altra nuova mostra al piano terra: “Esclusività e Tecnologia, le Serie Speciali Limitate”, dedicata ai modelli costruiti in pochissimi esemplari e che hanno segnato la storia per le innovazioni e la tecnologia che hanno introdotto. In mostra dalla 288 GTO del 1984 a vetture simbolo come F40 ed Enzo, fino alle ultime serie limitate costruite, come LaFerrari, F12tdf ed FXX K, fresca della vittoria nel premio Compasso d’Oro.

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