Translate

lunedì 16 maggio 2016

FERRARI, ERRORI E...MARCHIONNE

(16/5/2016) Ferrari, siamo di nuovo e ogni volta all’Anno Zero? Troppi errori e problemi, è crisi vera? Inutile girarci intorno: nonostante il doppio podio di Barcellona, la Scuderia del Cavallino può essere considerata tecnicamente in crisi, anche se superabile. Gli altri scappano, però, e il GP di Spagna lo ha evidenziato. Ma è la visione complessiva, l’approccio tecnico e certi metodi gestionali che lasciano a desiderare e che relegano le Rosse ancora una volta al ruolo di affannata inseguitrice. Quadro che, se non cambierà rapidamente, non solo affosserà ogni velleità 2016 ma potrebbe dare la stura ad un nuovo e importante avvicendamento al comando della Scuderia...
La SF16-H è monoposto migliore della precedente ma si sta rivelando troppo sensibile e quindi di difficile messa a punto. Il guaio è che ora, dopo l’armata Mercedes, è anche la rediviva Red Bull a riuscire a stare davanti alle Rosse, in prova e in gara, ed è ben noto che la power unit Renault di cui dispone è meno potente del 6 cilindri di Maranello. Telaio superiore e trazione efficacissima: ancora una volta Adrian Newey ha lavorato molto bene. E a poco serve segnalare che al Montmelo non si supera, cosa comunque non del tutto vera. 
Il Team Principal Arrivabene così spiega la situazione senza scendere in particolari: “Nonostante fossimo veloci abbiamo pagato cari i problemi della qualifica, che in alcuni tratti della pista sono emersi anche durante la gara. Adesso dobbiamo guardare avanti partendo proprio da questi problemi”. Vettel: “Abbiamo sofferto con le mescole medie, con cui la Red Bull era invece molto forte, e questo è il motivo per cui Kimi non ha potuto attaccare. Andavamo invece molto bene con le Soft”. Raikkonen: “La macchina si comportava bene e la velocità era buona, ma una volta che ti trovi ad inseguire un’altra vettura per molti giri questo non aiuta le gomme e mi mancava un po’ di grip e di carico aerodinamico. E’ stata dura rimanergli vicino, non ho mai veramente avuto una buona occasione per attaccarlo in uscita dall’ultima curva, perchè in quel punto era molto veloce”. Domani e mercoledì, sempre a Barcellona, ci sono 2 giorni per risolvere i problemi e preparare Montecarlo dove la Mercedes vorrà riscattare la magra figura e dove la Red Bull era data per protagonista già ad inizio stagione per la particolare conformazione del circuito cittadino. Un banco di prova davvero delicato per gli uomini del Presidente Marchionne che, per ora, incita alla reazione e assolve tutti, ma non sembrava troppo convinto...

Il “Muretto” Ferrari ha forse qualcosa da farsi perdonare. La strategia di gara al GP di Spagna non ha pagato e ha penalizzato oltre modo in particolare Vettel. E’ sembrato in qualche modo di rivivere l’incubo di Alonso ad Abu Dhabi 2010, quando si decise di seguire le mosse di Webber sottovalutando le possibilità di Vettel che poi vinse il titolo con la Red Bull. In Spagna è stato Raikkonen a braccare infine Verstappen ma, come si è visto, una volta dietro è risultato impossibile ogni tentativo di sorpasso. Occorreva anticipare sempre le Red Bull e dettare legge. Marchionne ha fatto sinceri complimenti al vincitore e pilota del futuro Verstappen chiamandolo “genio” e anche qui forse a Maranello hanno sbagliato. Il corteggiamento del pilota olandese c’è stato ma in certe occasioni bisogna puntare forte e deciso. Lo ha fatto invece Helmut Marko che non ha esitato a “blindarlo” tirando letteralmente fuori dall’abitacolo il povero Kvyat. Un po’ come fece Briatore nel 1991 quando salutò senza tanti complimenti Moreno per mettere al suo posto un certo Michael Schumacher. Mossa, come la storia insegna, molto azzeccata per quanto rude. Dalla Ferrari Driver Academy attendiamo sempre un futuro campione…

Nessun commento:

Posta un commento