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venerdì 13 maggio 2016

ANNIVERSARY /15 MAGGIO 1986. LA MORTE DI ELIO DE ANGELIS, PERDITA IRREPARABILE

(13/5/2016)Il 15 maggio del 1986, 30 anni fa, la morte di Elio De Angelis. Domenica, alle ore 11.00 presso la chiesa S. Caterina di Modena, il cappellano dei piloti, Don Sergio Mantovani (o Don Ruspa, se preferite), officierà la tradizionale messa in suffragio dei piloti deceduti e sarà l’occasione per ricordare Elio nell’anniversario della morte. Oltre a diversi piloti, è atteso il papà Giulio, ex campione di motonautica e primo mentore del figlio così portato per la velocità e così prematuramente scomparso. Impegnato il giorno prima in una sessione di prove sul circuito di Le Castellet, il pilota romano (allora 28 anni) appena passato alla Brabham rimase vittima di un terribile incidente: sul rettilineo dopo il traguardo, in piena velocità, perse l’alettone posteriore. 
La monoposto, la famosa BT 55 “sogliola” concepita dal geniale DT Gordon Murray, ormai completamente priva di controllo, si andò a schiantare contro le protezioni e, ribaltandosi, prese fuoco lasciando il povero Elio intrappolato sotto e preda delle fiamme e del fumo. Inutile il primo tentativo di soccorso portato dai colleghi che seguivano: Prost, Jones, Mansell; colpevolmente in ritardo, invece, il servizio di soccorso dell’Autodromo francese. Proprio per questo motivo, dal quel momento la Federazione stabilì che anche per i test privati le misure di soccorso dovevano essere uguali a quelle dei giorni di gara. Un discorso che ancora oggi fa male. 
De Angelis era un grande talento italiano: lo aveva dimostrato nelle formule cadette e al debutto in F1 con la derelitta Shadow. Colin Chapman apprezzò molto la sua grinta quando vinse il GP di Montecarlo riservato alle F3 e il posto, dal 1980, fu suo. Non era la Lotus migliore e dei tempi gloriosi ma le sue qualità emersero ugualmente. Il suo stile pulito e veloce gli consentì di prendersi buone soddisfazioni e di guadagnare la stima dell’ambiente. Fu quasi sempre più redditizio del compagno di squadra Nigel Mansell, futuro campione del mondo. Come non ricordare la grande e ultima gioia che diede a Chapman pochi mesi della sua morte, quando Elio al GP d’Austria 1982, precedette d’un soffio sul traguardo la Williams di Keke Rosberg dopo un ultimo giro da tachicardia. Poi, nel 1985, arrivò Senna e per Elio le cose cambiarono. Il team puntò decisamente sul giovane e indubbiamente bravo brasiliano e la situazione divenne in poco tempo insostenibile. Da lì, nel 1986, il passaggio alla Brabham con l’amico Patrese che quel giorno, al Paul Ricard, doveva essere sulla macchina che invece tradì De Angelis. (https://www.youtube.com/watch?v=Uf2B5ZxWKKs)


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