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lunedì 21 marzo 2016

FERRARI, DELUSIONE O SFORTUNA?

(21/3/206) – Delusione o occasione mancata per la Ferrari al Gran Premio di Australia? I commenti si sprecano. Il fatto che Sebastian Vettel abbia fatto una ficcante considerazione deve far pensare: “Avremmo voluto un risultato migliore. Dobbiamo crescere tutti, come squadra”, ha detto il tedesco una volta sceso dal terzo gradino del podio evidentemente poco consolante. La strategia prevista per Vettel (prevalenza delle super-soft) non ha pagato e sebbene la bandiera rossa abbia certamente complicato i piani, a un certo punto pareva logico almeno anticipare di 2-3 giri il secondo pit-stop che avrebbe permesso a Sebastian di puntare più concretamente almeno alla piazza d’onore invece sfumata. Il muretto non ha pensato così e addirittura il problema al cambio dello pneumatico anteriore sinistro ha fatto perdere altri secondi preziosissimi. Tutti aspettavano le qualifiche e la gara di Melbourne per capire davvero lo stato delle forze in campo in questa stagione 2016. 
Ebbene, il responso è che le gerarchie non sembrano cambiate e che la Mercedes le ha azzeccate tutte (beh, tranne la partenza) e la Ferrari no. Le frecce d’argento conservano il pacchetto più completo ed efficace mentre il Cavallino, pur seconda forza, presenta difetti antichi e guai inaspettati. Inoltre le fiamme (mediaticamente veramente negative) che hanno messo fine alla gara del povero Raikkonen non aiutano a rasserenare rapidamente l’orizzonte. In altri tempi segnati da traversìe simili si parlò di “ansia da prestazione”. A Maranello si è già sotto stress? Ricordiamo che Vettel arriva dall’errore di valutazione sempre del “muretto” ad Abu Dhabi quando durante la qualifica gli venne imposto di abortire il giro veloce ritenendo al sicuro il tempo già fatto segnare col risultato di relegarlo in fondo allo schieramento. E il presidente Marchionne come l’avrà presa? Prima dell’inizio della stagione aveva preteso una Ferrari avveniristica e parlava senza mezzi termini di titolo mondiale, per poi ripiegare su posizioni comunque da prima fila. Fa pensare e penare, invece, l’impossibilità da parte di Vettel di..................

superare negli ultimi giri Hamilton con gomme meno performanti. Nello sforzo, Vettel è finito addirittura fuori pista ma a dire il vero l’Albert Park è stato assai penalizzante per tutti quelli che seguivano da vicino, ala posteriore aperta compresa. “C’è ancora del lavoro da fare”, ha laconicamente commentato Raikkonen. Allora calma: occorre ripartire dai primi giri con le due Rosse in testa e imprendibili. I dati della telemetria forniranno utili indicazioni. Miglioramenti aerodinamici sono possibili. Arrivabene non cerca scappatoie: “Quanto è successo deve servirci come lezione per fare ancora meglio, ad iniziare dal Bahrain, con ancora più umiltà e determinazione”. E il Barhein, tra 15 giorni, è una pista vera. Sarà quindi meglio riparlarne la sera del 3 aprile ma se le cose non cambiano potrebbe essere già crisi. 

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