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venerdì 11 dicembre 2015

THEODORE RACING VALUTA IL RITORNO IN F1

(11/12/2015) - THEODORE COME BACK IN F1: MAY BE. La Theodore torna in Formula 1?  Why not! Lo dice esplicitamente David Kennedy, managing director di Status Grand Prix, al magazine inglese Autosport: “Se ci sono buone possibilità, vale la pena di valutare quello che è disponibile”. Il processo è avviato: lo spirito pionieristico di Teddy Yip e la sua passione, incarnati oggi dal figlio Teddy Yip junior, Team Principal del Team GP2 Status Grand Prix, potrebbero in qualche modo rivivere. C’è la storia, c’è una buona base e c’è un bacino umano e finanziario molto vasto da cui attingere: l’Asia. 
Perché lì Theodore Racing è tuttora un “brand” riconosciuto e rispettato, in particolare in Cina. Il merito è del lungimirante business man indonesiano Teddy Yip, scomparso nel 2003, che al motorsport - prima come sponsor e poi come Costruttore in F1 e nella CART, anche se senza troppa fortuna – destinò buona parte delle sue ingenti ricchezze, create facendo scoprire al mondo Macao, dove lanciò anche il prestigioso Gran Premio di F3. Sulla macchina progettata da Ron Tauranac con lui nel 1978 esordirono un giovanissimo Eddie Cheever e poi Keke Rosberg. Nel 1981 sulla ex Shadow corsero Surer e Tambay; l’esperienza continuò con una monoposto tutta nuova nel 1982 (Tommy Byrne, Daly, Lammers e Lees) e quindi nel 1983 in un progetto comune con la Ensign (piloti Cecotto e Guerriero). Gli unici due punti, curiosamente, furono conquistati sempre....

Teddy Yip junior
a Long Beach, da Tambay nel 1981 e da Cecotto nel 1983. Come detto, a seguire le orme del padre c’è ora Teddy Yip junior. Status Grand Prix è nata 10 anni fa per gestire con successo il Team Irlanda nel campionato A1 Grand Prix e la crescita è stata costante. In gara a Le Mans, la GP3 e la GP2. Theodore Racing ha sponsorizzato la Prema Powerteam al GP di Macao vinto da Alex Lynn nel 2013 e da Felix Rosenqvist quest’anno. Ora è stato avviato un programma destinato a dare una concreta chance di carriera ad alto livello a giovani piloti asiatici. “Stiamo mettendo i pezzi al loro posto per un business di successo nel motorsport”, aggiunge Kennedy. La pentola bolle. Destinazione finale, come detto, la F1. 









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