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martedì 10 novembre 2015

HAPPY BIRTHDAY / EDDIE IRVINE 50 ANNI, QUASI MONDIALE NEL 1999

Eddie Irvine oggi
(10/11/2015) – Auguri di buon compleanno a Edmund Eddie Irvine: oggi 50 anni! Tra i tanti della F1, il pilota irlandese ritiratosi a fine 2002 non si dimentica per la sua scanzonata simpatia e schiettezza e per i suoi quattro anni alla Ferrari. Il 1999, in particolare. A Maranello arrivò a 29 anni, ritenuto adatto da Montezemolo perchè “sfacciato e bizzarro; veloce e dalla forte personalità”. Ebbene, in quel 1999, Irvine “rischiò” di vincere il mondiale anche – ancora virgolette – “grazie” all’incidente del capo-squadra Schumacher a Silverstone. Senza più il Cannibale infortunato a Maranello si ritrovarono nella non considerata condizione di dover sostenere lo sfrontato scudiero, il numero 2, colui che si era già deciso di sostituire l’anno seguente con Barrichello; il pilota, tra l’altro, che proprio a Silverstone non aveva alzato il piede alla Stowe costringendo Schumi alla staccata-monstre finita male per un problema al sistema di spurgo dei freni posteriori (e c’era la bandiera rossa!). 
Nonostante una F399 buona ma sostanzialmente inferiore alla Mc Laren MP4-14, la buona sorte sembrò essersi appuntata il nome di Irvine vittorioso alla grande in Austria e Germania mentre Hakkinen e Coulthard  si infastidivano a vicenda o pativano uscite di pista. Poi, improvvisa e progressiva, la crisi. La Rossa diventò nervosa, poco guidabile, inspiegabile. Lo sviluppo, racconterà anni dopo l’irlandese, si era fermato insieme alla prima guida. Come non ricordare poi le polemiche per il comico pit stop al GP d’Europa quando i meccanici non trovavano uno pneumatico per lui? (E non si dimentichi che a Magny Cours perse posizioni preziose per un caotico pit stop durato ben 46”). Di nuovo un sussulto vittorioso in Malesia, con i buoni uffici del rientrante Schumacher, e quindi l’ultimo decisivo GP, in Giappone, affrontato con....

quattro punti di vantaggio. Ma un po’ lo rese difficile lui con un’uscita di pista rovinosa in qualifica, un po’ lo scombussolarono modifiche alla macchina che non capì e anzi corroborarono i suoi sospetti. Solo Schumacher, in pole, poteva salvarlo dall’assalto finale di Hakkinen. Il finlandese, però, bruciò tutti allo start e vinse, mai infastidito dal ferrarista. Irvine, terzo, vide sfumare l’occasione irripetibile ma si dimostrò superiore: si complimentò con Mika e non perse il sorriso, anche se meno smagliante del solito. Ci aveva provato fino in fondo e questo comunque gli bastava per essere in pace con se stesso. Oggi si gode i proventi del suo indiscusso “naso” per gli affari: è titolare di diverse società, possiede appartamenti in tutto il mondo, lo si può incontrare nei luoghi più “in” del turismo internazionale ed è sempre in buona compagnia femminile. Cosa gli manca? Quel maledetto titolo del 1999!

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