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sabato 14 novembre 2015

HAPPY BIRTHDAY / BRETT LUNGER, COMPIE 70 ANNI UNO DEGLI EROI DEL NURBURGRING '76

Brett Lunger oggi
(14/11/2015) – Lo ricordiamo tutti dimenarsi attorno alla Ferrari 312T2 di Lauda a fuoco nel 1976 al Nurburgring. L’americano Brett Lunger è uno dei quattro “eroi” che salvarono il pilota austriaco e  oggi è il suo compleanno: compie 70 anni. La sua storia ha del cinematografico: fosse diventato vincente con le F1 sarebbe stato il massimo. Nato a Wilmington, Brett è discendente dei Dupont de Nemours che nella cittadina del Delaware, nei primi anni del 1800, avviarono una fabbrica oggi oggi divenuta azienda leader del settore chimico e dei prodotti innovativi. Non aveva problemi di soldi quando frequentava la Princeton University e, scoperta la fiamma delle corse, nel 1965 decise di cimentarsi con le Can Am. Ad un certo punto la Patria chiamò e lui volò in Vietnam dove, narrano le cronache, si distinse per coraggio e un giorno salvò la vita (corsi e ricorsi storici…) ad un giovane commilitone figlio di un pezzo grosso della Chesterfield. La multinazionale dei tabacchi, per riconoscenza, appose il suo marchio sulle monoposto che, al ritorno a casa, Lunger tornò a guidare. Si impegnò molto nella F.5000 ma voleva l’Europa, la Formula 1. Nel 1975 esordì sulla Hesketh e l’anno seguente passò alla Surtees. 
Risultati scarsi, poi quel Gran Premio di Germania. Alla curva Bergwerk centrò frontalmente la Ferrari di Lauda già in fiamme in mezzo alla pista. “Non ho capito subito che fosse lui. Sono sceso dalla macchina e ho strappato un estintore da non so chi, ma non sapevo usarlo. Allora sono salito in pedi su un fianco della Ferrari e ho cercato di tirare fuori Niki tirandolo per le spalline della tuta. Il calore era impressionante e ad un certo punto...

mi si stava incendiando la scarpa sinistra per cui ho dovuto mollare la presa. Poi ho visto Merzario buttarsi nelle fiamme”. Questo il suo racconto di quegli attimi così drammatici e concitati che sicuramente restano vivi nella memoria. Corse ancora nel 1977 e nel 1978, con una Mc Laren e una Ensign, senza mai emergere. E’ il salvataggio di Lauda che lo tiene legato indissolubilmente a quel mondo che non gli ha concesso spazio (lo si vede tuttora al Gp di Austin). “Quel che è successo è stato una tragedia. Volevo essere conosciuto per delle vittorie e non per un incidente. Ma grazie a Ron Howard (il regista del film “Rush”, ndb) credo che questo mi seguirà per sempre”. 


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