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venerdì 27 novembre 2015

ANNIVERSARY / 27 NOVEMBRE 1995. BAGHETTI, A 61 ANNI MUORE IL PILOTA MERAVIGLIA

(27/11/2015) – Venti anni fa, Giancarlo Baghetti morì a 61 anni, dopo una lunga malattia. Di questo talentuoso pilota milanese resterà negli annali l’impresa che lo vide protagonista ineguagliato il 2 luglio del 1961 a Reims: vittorioso al debutto in F1. Il fatto di aver centrato questo risultato eclatante su una Ferrari, sia pur messagli a disposizione dalla Federazione Italiana Sport Automobilistici, fece fremere i cuori di chi sognava l’abbinamento vincente tra la Rossa nazionale e un pilota tricolore. L’automobilismo italiano ha il suo nuovo campione”, titolò il Corsera. Proclama non esagerato: Baghetti, figlio di un facoltoso industriale del ramo siderurgico, non era comparso dal nulla. Si fece notare vincendo la Coppa Fisa voluta da Eugenio Dragoni, capo della Scuderia Sant' Ambroeus, davanti ad un certo Bandini per poi confermare le sue qualità anche con le ruote coperte a Sebring (secondo) e grazie a due roboanti vittorie in Gran Premi non titolati a Napoli e Siracusa. Poi il colpaccio di Reims, tra l’altro in gran rimonta dopo essere partito solo dalla dodicesima piazza: primo davanti a Gurney su Porsche. Doveva essere l’inizio della consacrazione, in realtà fu l’acuto finale. Sempre veloce e stimato da tutti, ma vittima di tanti guai meccanici. A fine ’61 finì nel caos creatosi in Ferrari per la “fuga dei cervelli”, quando Carlo Chiti & C. piantarono il Drake per fondare l’ATS alla quale aderì anche lui. Ma fu un fuoco fatuo. Nè guidare in seguito BRM e Lotus o cogliere ottimi piazzamenti alla Targa Florio servirono a rinverdire i fasti di Reims. La delusione crescente, l’indole placida dell’uomo Baghetti, la dedizione a cogliere gli aspetti piacevoli della vita e soprattutto i colpi interiori inferti dalla morte in pista prima di Von Trips e poi dell’amico-nemico Bandini a Montecarlo spensero la fiamma delle corse, pur forte in lui. Divenne eccellente fotografo e direttore della rivista Auto Oggi e si mantenne sempre persona affabile e cordiale, che dava alla vita il giusto peso, cercando di coglierne gli aspetti meno stressanti. Un fenomeno, in ogni caso.

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