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venerdì 4 settembre 2015

VERSO MONZA / 2. RINDT, 45 ANNI FA IL FATALE INCIDENTE

(4/5/2015) – Domani si commemora il 45° anniversario della morte di Jochen Rindt, avvenuta il 5 settembre 1970 a Monza nel corso delle qualifiche del sabato. La ricostruzione dell'incidente è nota: la Lotus 72 del pilota austriaco – nato a Magonza ma cresciuto a Graz con i nonni dopo la morte dei genitori a causa di un bombardamento della II Guerra Mondiale - mentre si accingeva ad affrontare la parabolica scartò improvvisamente e repentinamente a sinistra. Una serie incredibile di fatalità non lasciò scampo al driver: la macchina si infilò sotto il guard rail e sbattè frontalmente contro un palo. Una ruota si conficcò in un buco, forse scavato da qualcuno che intendeva superare la recinzione, e questo fece piroettare per diversi metri la monoposto. 
Da tener presente che Rindt non aveva fissato tutti i punti di ancoraggio delle cinture di sicurezza per cui il busto, nell'impatto che disintegrò interamente l'anteriore, fu proiettato contro il piantone dello sterzo provocando il trauma peggiore e il pilota stesso si arrestò nella sabbia con le gambe totalmente scoperte. Jochen, si scoprì, era prossimo ad abbandonare le corse: non si sentiva sicuro a bordo delle fragili per quanto performanti macchine di Colin Chapman col quale aumentavano gli attriti. Si stava laureando campione del mondo (e lo diventò, primo titolo assegnato postumo), aveva visto già troppi colleghi morire e lui stesso, l'anno prima, scampò miracolosamente ad un incidente al Montjuich per la perdita di un alettone. In più la sua bella storia d'amore con la modella Nina Lincoln, con la quale viveva in una casa vicino al lago di Ginevra, aveva dato vita alla piccola Natascha. Aveva due anni quando accadde l'incidente. Bernie Ecclestone, che all'epoca era il manager di Rindt, ne diventò il padrino e lei ha lavorato anche come regista televisiva per F1 Group, oltre che alle Olimpiadi invernali del 1992 e per l'Agenzia di management sportiva con clienti, tra gli altri, Jacky Stewart. 

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