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lunedì 28 settembre 2015

FLASHBACK / JEREZ 1990. MIRACOLO DONNELLY

(28/9/2015)Il 28 settembre 1990 è la data di un miracolo: quello che ha tenuto in vita il pilota irlandese Martin Donnelly. L’incidente di cui fu vittima durante le prove del venerdì sul circuito di Jerez è uno dei più cruenti che la F1 annoveri. Il terrificante impatto frontale a 167 miglia orarie (circa 270 km/h, 42 G) della sua Lotus-Lamborghini, dovuta al probabile cedimento di una sospensione, spezzò letteralmente in due la gialla monoposto espellendo il pilota a 40 metri dal punto. Donnelly rimase in mezzo alla pista, in posizione innaturale, col sedile ancora attaccato al corpo con le cinture. Distrutto tutto il resto. Così come gran parte delle sue ossa e dei suoi organi interni. Copiosa anche la perdita di sangue. Rimuoverlo per portarlo via con l’ambulanza, Sid Watkins in testa, fu operazione delicatissima, disperata. 

Nessuno, in quel momento, avrebbe scommesso un cent sulla sua sopravvivenza. Tempo dopo, Martin dirà che doveva la vita all’abitacolo largo della Lotus, dovuto alle dimensioni generose del motore Lamborghini, che assorbì l’impatto senza trasmetterlo al pilota poi sbalzato fuori. Un miracolo, come detto, lo tenne in vita tra gli ospedali di Siviglia e di Londra. Ayrton Senna, che frequentò Martin ai tempi della F. Ford, fu tra i piloti più colpiti dalla tragedia. Ma quante sofferenze per riprendersi, quanti esami, quante operazioni e sedute di dialisi. La gamba sinistra più corta. E nonostante tutto, due anni dopo, già cullava l’idea di poter tornare alle corse. Era stato indicato come l’erede di Mansell! Si rivolse perfino a Willy Dungl, il noto fisioterapista che riportò in pista Lauda dopo l’incidente al Nurburgring e ricostruì fisicamente e psicologicamente Berger dopo il fuoco di Imola 1989. Il responso medico finale fu però: mai più in monoposto. Il momento più doloroso, confidò Martin, che però volle togliersi lo sfizio di provare una Jordan (fu con patron Eddie in F3000). Fosse stato per lui, si poteva fare. Oggi fa parte del Circus della F1: Jean Todt lo ha designato componente del team di Commissari FIA chiamati a giudicare le gesta degli ex colleghi.

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