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martedì 8 settembre 2015

DOPO MONZA. QUESTA E' LA F1, OGGI


(8/9/2015) – Per due ore, dopo la vittoria di Hamilton al Gran Premio d’Italia a Monza, si è parlato solo di pressioni degli pneumatici, vantaggi e svantaggi della furbata (o svista che dir si voglia), possibili penalizzazioni e ricorsi. E  pensare che dopo gli spaventi di Spa l’argomento sembrava blindato… Tutto il resto - la superiorità di Lewis, la solida certezza costituita da Vettel, il commovente terzo posto di Massa e, di contro, l’ennesimo errore di Raikkonen con annessa grande rimonta, i sorpassi di Verstappen, il vero tracollo Mc Laren Honda - è finito relegato in coda. Come noto, la questione regolamentare si è risolta in una bolla di sapone. Questa è, oggi, la Formula 1. La pista ha ormai poche novità da sottoporre alle analisi degli addetti ai lavori: quanto elencato sopra è infatti il copione stagionale puntualmente interpretato ad ogni grand prix, né dai piloti si può ottenere qualche spunto interessante oltre i ripetitivi per quanto dovuti complimenti alla squadra. Per ravvivare l’ambiente non bastano certo i capelli color platino dell’inglese leader della classifica o Lara Alvarez....

in gran spolvero ai box di Alonso. Nonostante le aspettative create da un sabato alla grande della Ferrari e insolitamente “frenato” delle Frecce d’argento, la gara si è rivelata sostanzialmente noiosa. Al di là del week end-no di Rosberg, la Mercedes si dimostra vieppiù imbattibile e capace di rispondere colpo su colpo alle migliorìe altrui (ma quell’alettone posteriore svirgolato non poteva essere concepito anche dai tecnici di Maranello???) e, anzi, di attingere a un pozzo senza fondo di potenzialità misteriose. Per il 2016 le cose non sono destinate a cambiare, complice l’assurdo regolamento che congela i propulsori. Accontentiamoci di qualche brivido fornito dalla Renault che si accinge ad annunciare il ritorno, via Lotus, in qualità di costruttore, dalla scelta dei piloti della Haas Racing e, probabilmente, da Alonso che difficilmente accetterà di continuare a fare il triste e sconsolato comprimario. Per lui, chissà che non si prospetti proprio il volante di una Renault o diventi concreta l’operazione 24 Ore di Le Mans. Nel 2017, poi, l’arrivo dell’Audi o Lamborghini. Per allora Ecclestone dovrà però sperare di non perdere altri pezzi del suo Circus, tra team e pubblico pagante.  

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