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venerdì 19 giugno 2015

F1 IN USA, DALLA FARSA DI INDY 2005 AI FASTI DI AUSTIN. Dreaming California...


(19/6/2015) Il Gran Premio - farsa degli Stati Uniti a Indianapolis del 19 giugno 2005, giusto 10 anni fa, sembrò sancire la fine della Formula 1 in America. Ricordate? A causa di problemi di tenuta degli pneumatici Michelin – durante le prove Ralf Schumacher su Toyota si schiantò duramente sul muretto e venne precauzionalmente ritirato dalla gara -  solo tre scuderie  gommate invece Bridgestone lasciarono in griglia di partenza le proprie monoposto: Ferrari (Schumacher e Barrrichello), Jordan (Monteiro e Karthikeyan) e Minardi (Albers e Friesacher). Tutte le altre (dalla Mc Laren di Raikkonen e Montoya alla Renault di Alonso e Trulli) al termine del giro di ricognizione imboccarono la pit lane, tra lo stupore del pubblico, rinunciando di fatto alla competizione. 

La incredibile griglia del Gp di Indy 2005
Sei macchine in gara (per la cronaca vinse Schumi davanti al compagno Barrichello e a Monteiro) e appassionati comprensibilmente furibondi. In pista arrivarono anche bottiglie lanciate da qualche spettatore particolarmente esagitato per quella che apparve una sonora presa in giro. Per fortuna la Michelin decise di rimborsare i biglietti e, anzi, ne offrì di gratuiti per il gran premio dell’anno successivo. Come detto, sembrò il de profundis per la F1 in America, avvezza a ben altri spettacoli, dalla Nascar alla F. Indy, ma a distanza di dieci anni l’orizzonte appare invece roseo. Il Gp di Austin gode di un ottimo riscontro in fatto di presenze e proprio recentemente Ecclestone ha rilanciato sulle possibilità del Gp del New Jersey, di fatto un po’ arenato per mancanza di fondi. Inoltre il Circus sogna sempre la California: il Gp di Long Beach è ricordato da tutti sempre con grande piacere.

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