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martedì 7 aprile 2015

ANNIVERSARY / 7 APRILE 1985. MINARDI, L’EMOZIONE DI UN DEBUTTO 30 ANNI DOPO


(7/4/2015) – Giancarlo Minardi lo ricorda ancora come il momento più bello della storia del Team Minardi. L’emozionante debutto in Formula 1, 30 anni fa esatti, al Gran Premio del Brasile, sul circuito Jacarepagua di Rio de Janeiro, “con l’incoscienza della prima volta” dice. Un obiettivo, di più: un sogno accarezzato per anni che finalmente diventava realtà. La struttura romagnola aveva esperienza nelle competizioni – veniva dalla F2, ricordate la vittoria di Alboreto a Misano? - ma come spesso deve accadere per trasformare i sogni in realtà, occorreva gettare il cuore oltre lo steccato. E così fu fatto, nonostante budget e addetti non fossero certo all’altezza quantitativa di tanti concorrenti, con l’apporto determinante del socio Piero Mancini e dell’ingegner Giacomo Caliri, un passato importante alla Ferrari. Come altrettanto spesso accade non tutto filò liscio: la decisione, presa nel corso del 1984, si basava sull’ok del Presidente dell’Alfa Romeo Ettore Massaccesi – un vero appassionato - alla fornitura del motore turbo 8 cilindri. Quando macchina e propulsore già giravano sulla M184, con Alessandro Nannini alla guida, giunse il dietro-front milanese. Si dovette “ripiegare” temporaneamente sul tradizionale Ford Cosworth ma nel contempo Mancini costituì la Motori Moderni, affidandola ad un nome illustre, Carlo Chiti, col compito di progettare un nuovo turbo, questa volta  6 cilindri a V di 90°. Pronto però solo al GP di San Marino, un mese dopo. Intanto si partiva: la M185 in kevlar e carbonio fu affidata a Pierluigi Martini (Nannini non aveva punti sufficienti per la Licenza) e i primi chilometri sul bollente asfalto brasiliano (ultimo in qualifica e poi ritirato) furono comunque solo il prologo di un’avventura eccezionale durata 20 anni che ancora affascina e viene apprezzata da tantissimi appassionati.

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