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martedì 20 gennaio 2015

TORO ROSSO, DIECI ANNI DI DURA PALESTRA

(20/1/2015)La Scuderia Toro Rosso celebra il suo decennio in F1 con un logo speciale, che qui vedete. Nel 2006, quella che era la mitica Minardi e poi European veniva rilevata, factory di Faenza compresa, da Dieter Mateschitz che ne fece così una scuderia “sorella” o “cugina” (fate voi) della Red Bull, con il compito precipuo di consentire lo sbocco nella massima formula dei talenti del proprio programma Young Drivers. I primi furono il nostro Vitantonio Liuzzi e l’americano Scott Speed. Molto ha dato, la Toro Rosso, ma molto ha indisposto, soprattutto sotto la guida del ferreo Franz Tost che prese il posto, abbastanza improvvisamente dopo un paio di anni, di Gherard Berger alla conduzione del team. Alla Toro Rosso, che comunque non è la Red Bull, l’indulgenza e particolari riguardi non sono infatti previsti. Scott Speed finì l’esperienza in anticipo azzuffandosi con Tost, Liuzzi e Bourdais bocciati senza appello. Rimasero di stucco Buemi e Alguersuari, messi alla porta dall’oggi al domani alla fine del 2011 (soprattutto per lo spagnolo fu un colpo da ko). Nel 2014, nonostante un buon finale di stagione, stesso trattamento è toccato a Vergne che comunque si è consolato in Ferrari e Formula E. anche il valente tecnico Giorgio Ascanelli capì che il suo tempo era passato e si dimise. E' anche vero che la dura palestra di Tost e di Helmut Marko ha prodotto autentici campioni. Lì Vettel è sbocciato, con la fenomenale vittoria di Monza nel 2008. E lì Ricciardo ha avuto modo di farsi apprezzare tanto da guadagnare il volante della Red Bull (e mettere in difficoltà il 4 volte iridato Vettel). La stessa strada percorsa oggi dal russo de Roma Kvyat che, al debutto, ha sorpreso positivamente. “Le cifre che contano veramente, quelle per i punti e le vittorie –è scritto nel sito della Scuderia – sono quelle di cui andremo a caccia nel 2015, iniziando tra poche settimane a Melbourne”. Verstappen e Sainz junior sono avvisati…

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