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mercoledì 7 gennaio 2015

HAPPY BIRTHDAY / HAMILTON, 30 ANNI PER TROVARE LA MATURITA’


(7/1/2015)Buon compleanno a Lewis Hamilton che oggi compie 30 anni. E’ un due volte campione del mondo di Formula 1 e un ragazzo che ha trovato stabilità. Lo si capisce bene dalle sue stesse dichiarazioni post iride-bis ad Abu Dhabi: “Sono più vecchio ma anche più saggio e apprezzo questo titolo più di quello precedente”; “Voglio vincere ancora ma ora sono sereno e se non dovessi farcela non sarà la fine del mondo”. Sul suo sito: “Si vince e si perde insieme”. Ma forse la maturazione è cominciata prima: dopo la vittoria del 2008 che lo ripagò di anni di battaglie, o con il “distacco consensuale” dall’amatissimo padre-manager Anthony – ex impiegato alla British Rail, quando Lewis aveva 2 anni divorziò dalla madre Carmen Larbalestier - e con la sofferta decisione di lasciare la Mc Laren e il suo mentore Ron Dennis. Una scelta sulla quale molti non hanno scommesso ma che invece ha pagato. Eppure c’è oggi chi ancora ritiene un tantino sopravvalutato l’inglese nato a Stevenage (poco a Nord di Londra), ex allievo della scuola cattolica John Henry Newman e poi del Cambridge Arts and Sciences College. Nel 2008, dice qualcuno, ha vinto per un soffio ma avrebbe meritato Massa e quest’anno con quella Mercedes…Dunque: il talento naturale c’è. Innegabile. Ha vinto subito sui kart (a sette anni già ne aveva uno) ed è stato campione F. Renault inglese nel 2003, Euro F3 nel 2005 (più il Master di Zandvoort) e GP2 nel 2006. Nel 2007, all’esordio in F1, ha tenuto ampiamente testa al più blasonato compagno di squadra Alonso (che scintille tra i due!). Anche lo score parla chiaro: 148 GP disputati, 32 vittorie (è dietro solo a Schumi, Prost, Senna e Vettel), 39 pole (dietro solo a Schumi, Senna e Vettel). Molti lo paragonano a Senna per la sua decisione in pista, la propensione all’attacco (le ruote fumanti sono una sua prerogativa), la preparazione tecnico-agonistica. Infatti è un perfezionista. Ecco, per esaltare compiutamente le sue doti forse mancano continuità e il confronto diretto per il titolo con piloti di altre scuderie altrettanto competitive. Lui di sicuro se lo augura perché non ha paura di nessuno e in pista si diverte un mondo. Finchè sarà così, bisognerà fare i conti con lui. 

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