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venerdì 24 ottobre 2014

NO SPORT? NO LANCIA!

(24/10/2014) – Nel 1969, la Fiat prese possesso non solo della Ferrari (giugno) ma anche di Autobianchi e infine Lancia,  acquisita dalla famiglia Pesentioggi proprio 45 anni fa al simbolico prezzo di una lira. La storia della Casa torinese fondata nel 1906 (dal 1911 il marchio è quello attuale) da Vincenzo Lancia, uno dei pionieri dell’auto, è nota. Uno sviluppo industriale che nemmeno la seconda guerra mondiale rallentò, con tanti modelli di grande prestigio e classe tuttora negli almanacchi del “fare auto”: Aurelia, Flaminia, Flavia, Fulvia ecc. Come non ricordare, poi, l’impeto sportivo del figlio Gianni Lancia che prese le redini dell’azienda alla scomparsa precoce del fondatore. 
Lancia D50
Per lui e i suoi entusiastici progetti, Ascari lasciò la Ferrari. La morte dell’asso milanese, nel maggio del 1955, azzerò ogni velleità: Gianni partì per l’America e il 26 luglio di quell’anno macchine e tutto il materiale fu graziosamente donato alla Ferrari (che in quel momento era in  grave difficoltà tecnica). La scuderia del Cavallino se ne avvalse alla grande: con la ottima D50 dai famosi serbatoi laterali Fangio vinse subito il titolo nel 1956. 
Lancia Fulvia HF 1600
Le competizioni hanno contribuito non poco a sostenere l’attività e l’immagine della Lancia a partire da metà anni ‘60. La Fulvia Coupè nei rally anticipò l’entrata in scena della ancor più performante Stratos con il motore Dino realizzato a Maranello. Poi venne il tempo della mitica Delta e quindi della 037. Quante leggendarie vittorie, con Munari, Bettega, Biasion eroici alfieri del marchio. Anche in pista non mancarono gli allori massimi nel campionato Sport Prototipi grazie alla Beta Montecarlo Turbo che, tra l’altro, fu validissima palestra per tanti giovani piloti italiani (Patrese, Cheever, Alboreto, Ghinzani, De Cesaris) sotto la guida di Cesare Fiorio (Gilles Villeneuve partecipò ad un Giro d’Italia!). Il declino Lancia cominciò proprio con la sospensione del programma sportivo, destino guarda caso seguito dalla cugina Alfa Romeo. 
Lancia Stratos
La Lancia oggi? Sergio Marchionne, nel corso dell’anno è stato chiaro: “Lancia diventerà un marchio soltanto per il mercato italiano, nella linea Y(gennaio) e “Abbiamo constatato che il marchio Lancia non ha capacità attrattiva al di fuori dall’Italia. La Lancia non ha storia né in Europa né negli Usa” (giugno). Amen. Per l’Alfa Romeo l’AD di FCA non ha recentemente escluso una ripresa dell’attività sportiva, per la Lancia è notte fonda.

Lancia Delta

Lancia 037

Lancia Beta Montecarlo

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