Translate

giovedì 16 ottobre 2014

I SASSOLINI DI LUCA

(16/10/2014) – Ieri sera Luca Cordero di Montezemolo ha partecipato alla trasmissione televisiva “Porta a porta”. Non lo faceva dal 1999 ed è stata la prima apparizione pubblica dopo le dimissioni dalla Presidenza Ferrari. Il lungo, prolungato applauso che ha fatto seguito al filmato che ha ripercorso la sua epopea “in rosso”, la dice lunga sulla stima di cui continua a godere da parte della gente che probabilmente si sta ancora chiedendo perché sia stato, neanche tanto gentilmente, accompagnato all'uscita. In un programma di grande ascolto, come prevedibile, l’ex “ras” di Maranello, pur sempre molto diplomatico, si è tolto qualche sassolino dalle scarpe e ha avuto un lapsus freudiano quando ha fatto diventare l’acronimo FCA Ferrari-Chrysler Automobiles. Ha trattenuto le lacrime ed è stato vago sul suo futuro ma ecco qualche frase interessante.
IL LICENZIAMENTO. “Il mio licenziamento veloce è legato alla quotazione FCA alla borsa di New York. Nel 2002 la Ferrari fu fondamentale per reperire quei fondi di cui la Fiat aveva assolutamente bisogno (Mediobanca versò circa 700 miliardi, ndb), così lo è ora in prospettiva Wall Street”.
LA FAMIGLIA AGNELLI. “Forse un grazie in più me lo sarei aspettato, ma va bene così”.
FERRARI AMERICANA? “E’ un dato di fatto. Si apre una fase nuova con FCA che è ormai una multinazionale con una grossa componente americana. Io non vorrei sembrare troppo retro ma per me la Ferrari è una parte della bandiera italiana. E’ però una fase diversa dalla mia interpretazione”.
LAUDA. “E’ un grande amico, anche se non paga mai il conto al ristorante. Non era un pilota particolarmente veloce ma aveva una grande sensibilità e sapeva interpretare la macchina e le gare come nessuno. Andò via dalla Ferrari perché venne meno un certo spirito di squadra e poi lui cercava nuove motivazioni”.
SCHUMACHER. “Quando non vinceva, era uno che non dava mai colpa alla squadra. Nel 2009, dopo l’incidente di Massa in Ungheria tentai di convincerlo a tornare alla guida. Si presentò....
tutto vestito di bianco ed avemmo un colloquio di un’ora e mezza. Per un’ora disse di no, poi accettò: “La Ferrari mi ha dato tanto, non posso tirarmi indietro”. Provò al Mugello ma quella sera stessa dovette andare dal medico perché i dolori al collo per i postumi di un incidente motociclistico erano troppo forti”.
ALONSO. "Fernando è rimasto male perché non ha vinto in questi anni. Va via dalla Ferrari perché vuole cimentarsi in un altro ambiente e perché ha un’età nella quale non può aspettare per rivincere”.
L’ADDIO A MARANELLO. “E’ stata una delle giornate più belle della mia vita e questo dimostra cosa è la Ferrari. Il mio cuore sarà sempre lì”.
PRESIDENZA ALITALIA. “Vedremo. E’ stata un’operazione molto buona e io ho dato una mano. Ma voglio riflettere”.

Nessun commento:

Posta un commento